giovedì 27 novembre 2008

Legambiente e i rifiuti nel Lazio: non pervenuta

Per scrivere un post precedente (quello sul vetro a rendere) abbiamo visitato il sito nazionale di Legambiente.

Dopo aver curiosato per un po', ci è venuto un dubbio atroce: come mai Legambiente non ha detto NULLA sulla vicenda Report/rifiuti nel Lazio/coda alla vaccinara/ Di Carlo?
Possibile che l'argomento non meritasse una presa di posizione?

Nella pagina degli ultimi comunicati stampa dell'associazione leggiamo che Legambiente è intervenuta sul crollo della scuola in Piemonte, sulle dimissioni del presidente della regione Sardegna Soru, sui pesticidi nell'uva, sui treni dei pendolari, sulla festa dell'albero, sulle supercarceri nelle isole e via esternando.
Per carità, tutti interventi interessanti, nobili, giusti, puntuali: ma i rifiuti nel Lazio? Ma l'emergenza Malagrotta? Ma i maledetti inceneritori? Ma la raccolta differenziata che a Roma è un bluff?
Possibile che tutto questo non meritasse almeno due righe?

Siamo andati anche sul sito di Legambiente Lazio: nulla!

Qualcuno, malizioso, sostiene che il motivo di questo assordante silenzio sta nel fatto che il Di Carlo, protagonista suo malgrado di Report con l'ormai famoso "apologo della coda alla vaccinara", è stato nel recente passato un pezzo grosso di Legambiente (come potete vedere dal curriculum ufficiale pubblicato dalla regione Lazio).
Non vogliamo crederci!

Intendiamoci: siamo pronti a ricrederci se qualche posizione, articolo, comunicato, dichiarazione più o meno ufficiale ci è sfuggita ma abbiamo qualche dubbio.

P.S. sul sito de La Nuova Ecologia, il giornale di Legambiente, abbiamo trovato questa notizia sul sequestro dell'inceneritore di Malagrotta, poi più nulla.

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Ridurre, riutilizzare, riciclare. Primo: ridurre i rifiuti alla fonte

Per una gestione moderna, razionale, intelligente (anzi, furba) dei rifiuti ci sono tre comandamenti da rispettare (sono solo tre, mica dieci!).
  • Ridurre (la produzione di rifiuti all'origine)
  • Riutilizzare (oggetti e cose invece di buttarle)
  • Riciclare (raccolta differenziata spinta, compostaggio ecc.)
Oggi parliamo molto rapidamente del primo comandamento: ridurre i rifiuti.

Per prima cosa, i rifiuti si riducono se compriamo un po' di cose inutili in meno. Tante caxxate che ci riempiono le case e che manco ricordiamo a cosa servono.

Poi bisogna iniziare a riflettere su tante azioni quotidiane.
Per esempio, quando uscite per fare spese rifiutate con forza tutte le decine di buste di plastica che vi vengono offerte (tanto le pagate sempre voi, in un modo o nell'altro). Portate con voi qualche borsa di stoffa, come quelle che sempre più spesso vengono date in convegni, fiere, incontri ecc. Faccio una deroga:potete accettare solo le buste di carta, più facilmente riciclabili.
Ora per Natale le occasioni saranno tante.
Per esempio, se andate in libreria per fare i regali, rifiutate sistematicamente le buste di plastica (con educazione ma con fermezza... vedrete la faccia dei commessi!), spiegando che la busta di plastica è un'offesa per un libro e chiedete solo buste di carta. Prima o poi le librerie capiranno.

Nel sito del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano trovate un bellissimo documento fatto nell'ambito dell'iniziativa Comuni ricicloni, che raccoglie le esperienze europee nel settore della riduzione dei rifiuti.

Vi faccio solo alcuni esempima nel documento ci sono tante idee, informazioni, dati, riferimenti, indirizzi:

Potete farvi venire tante altre idee e farle sapere agli altri: scrivete al blog e fatevi sentire.

Vi dò una mia idea: spesso nel cassonetto della carta vedo tanti libri e riviste in ottimo stato. Prima di buttare libri, riviste, pubblicazioni, guide ecc. provate a vedere se la biblioteca del vostro comune o del vostro quartiere ne ha bisogno. Io ho regalato alla mia biblioteca (adesso è davvero anche un po' mia) tanti libri che usavo una volta ogni tanto o romanzi che avevo letto e a cui non ero affezionato.

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Report e i rifiuti a Roma. Dilettanti alla sbaraglio, arriva Bonaiuti

Nella gara alla dichiarazione scema, aperta ai "dilettanti allo sbaraglio" dopo la trasmissione di Report "L'ora di Roma" sui rifiuti, segnaliamo una new entry.

Si tratta di tal Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del consiglio.

Il noto esperto di questioni ambientali ha trovato l'uovo di Colombo: "va abbandonato il sistema delle discariche".
Bravo, bene, bis...

Non vi scaldate, purtroppo non è finita.
Prosegue il Bonaiuti: "il sistema delle discariche va abbandonato perché bisogna andare verso i termovalorizzatori (cioè gli inceneritori: li chiamano termovalorizzatori per fregare meglio i cittadini, ndb). Questi, per la verità, sono stati bloccati dalla destra e dalla sinistra, secondo il principio not in my back."

Caro Bonaiuti, non le viene in mente che forse gli inceneritori sono stati bloccati dai cittadini ( di destra, di centro, di sinistra, di sotto e di sopra) che non credono alle vostre panzane?
Non pensa che i cittadini abbiano diritto a vederci chiaro?
Non pensa che i cittadini abbiano il diritto ad esprimere la loro volontà popolare, ad esempio scegliendo per referendum se preferiscono gli inceneritori o la raccolta differenziata porta a porta?

Il principio not in my back, che lei dottamente cita, significa in soldoni che nessuno vuole che un certo impianto pericoloso o fastidioso venga fatto dietro al suo giardino.
Ma allora, caro Bonaiuti, perché non facciamo subito un paio di inceneritori, uno ad Arcore e un altro in Costa Smeralda?
I cittadini, caro Bonaiuti, hanno paura che quel not in my back più prosaicamente e italianamente diventi: il cetriolo finisce sempre nelle terga dell'ortolano.
Amianto, petrolchimico di Marghera, Seveso, Thyssen Krupp... l'elenco è lungo, molto lungo.

Qui trovate la dichiarazione completa del Bonaiuti (fonte Corriere della Sera).

Ultimo commento: povera Patria!

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Torna il vetro a rendere: anche a Roma?

Che dire? Sarebbe come commentare la scoperta dell'acqua calda ma in Italia anche la scoperta dell'acqua calda ha un significato.
Il progetto di reintrodurre in bar e ristoranti le bottiglie "vuoto a rendere" o "ri-riempibili", anche se viene da lontano (perché 30-40 anni fa era la norma e non l'eccezione), è da lodare e sostenere.
Leggiamo dal comunicato di lancio dell'iniziativa che forse potrebbe aderire anche la città di Roma con alcuni comuni.
Cari Alemanno, Zingaretti e Marrazzo (a capo, rispettivamente, di comune di Roma, provincia di Roma e regione Lazio): prendete al volo l'occasione e lanciate l'iniziativa su tutta la regione, a partire dalla città di Roma, con il suo volume turistico.
Non è difficile, basta provarci. Oppure sono meglio l'inceneritore e la discarica?
[fonte Legambiente]

Al via la sperimentazione del progetto Vetro indietro Imballaggi a rendere nei bar e nei ristoranti italiani per un'economia sostenibile

Meno rifiuti e più risparmio di risorse, materie prime ed energia? Un'utopia che forse è possibile anche in Italia, mediante l'adozione di una corretta politica di riutilizzo degli imballaggi.
E' stato siglato in queste settimane il Protocollo d'Intesa che sancisce ufficialmente la nascita del progetto “Vetro indietro”, un'iniziativa che riunisce allo stesso tavolo le maggiori associazioni di categoria del mercato italiano delle bevande consumate fuori casa, Italgrob (Federazione Italiana Grossisti Distributori Bevande) e Fipe-Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), Legambiente, l'associazione ambientalista italiana più diffusa sul territorio, tre aziende leader nel settore della produzione di bevande, alcoliche e non – Sanpellegrino, Peroni e Pago – e Savno, Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale, il consorzio che da 7 anni si occupa della gestione dei servizi di igiene ambientale nel trevigiano.

Obiettivo? Promuovere e stimolare il ritorno all'utilizzo di contenitori in vetro “a rendere” per le bevande destinate al canale Horeca – acronimo di Hotellerie, Restaurant e Café, il circuito che comprende tutti i consumi di alimenti e bevande effettuati fuori dalle mura domestiche.

Il problema dei rifiuti è infatti oggi una delle emergenze ambientali maggiormente sentite nel nostro Paese, non solo nel Sud, e allo stesso modo l'impatto delle materie plastiche (soprattutto per quanto riguarda gli imballaggi usa e getta di alimenti e bevande) rappresenta una delle voci di inquinamento più rilevanti. Che fare dunque di fronte a quello che sembra un problema ormai cronico?

“Affrontarlo con un approccio nuovo – spiega Giuseppe Cuzziol, Presidente Italgrob, l'associazione dei grossisti di bevande, prima promotrice dell'iniziativa – che non lasci l'onere di trovare soluzioni alle sole istituzioni, ma coinvolga in primo luogo gli operatori economici di ogni settore”.

Per questo quando Italgrob ha lanciato per la prima volta due anni fa l'idea di un progetto di ritorno ad imballaggi “ecosostenibili” in collaborazione con la più grande Associazione delle imprese del canale “away from home”, la Fipe Confcommercio, ha immediatamente coinvolto i rappresentati di tutta la filiera del beverage senza dimenticare i consumatori, rappresentati a questo tavolo dall'associazione ambientalista più nota d'Italia: Legambiente.

In queste settimane, dopo due anni di lavoro e programmazione, è stato siglato il Protocollo che sancisce la nascita del Comitato e del Progetto “Vetro Indietro”, mentre entro la fine dell'anno prenderà il via la prima fase della sperimentazione: un progetto pilota che coinvolgerà alcune città campione del Nord, del Centro e del Sud Italia, dove bar e pubblici esercizi introdurranno la vendita di bevande in “vetro a rendere” predisposte dai marchi aderenti. Il progetto prevede anche la stretta collaborazione dei consorzi di raccolta e smaltimento rifiuti delle città aderenti, cui spetterà il compito di fornire i dati sugli andamenti delle quantità di spazzatura prodotta.

Un'analisi a tutto campo quindi, che sin dall'inizio ha coinvolto con grande successo anche Savno, gestore del ciclo integrato dei rifiuti urbani in 35 comuni nella Provincia di Treviso, tra i consorzi di raccolta e smaltimento più all'avanguardia d'Italia.

Non a caso la prima zona a dare il via alla sperimentazione sarà proprio la provincia di Treviso, con il comune di Conegliano Veneto come capofila, ma entro pochi mesi il progetto verrà esteso ad altre città, come Ancona e Salerno. In fase di trattativa è invece l'attivazione del progetto anche in alcuni quartieri di Roma.

Lo scopo del progetto è valutare la fattibilità di un progressivo ritorno al “vetro a rendere” nel canale del fuori casa. I dati raccolti, sulle vendite, sui costi, sui rifiuti prodotti, saranno analizzati ed elaborati dal Centro Interdipantimentale IDEAS per lo Sviluppo Sostenibile dell'Università Ca' Foscari di Venezia.

“E’ questa – precisa Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe Confcommercio - un’iniziativa di rispetto dell’ambiente e, quindi, anche di tutti i consumatori , destinata a migliorare identità, specializzazione ed efficienza del canale dei consumi fuori casa, sempre più importante e strategico per intercettare a sviluppare profondi cambiamenti nei consumi e negli stili di vita”.

I risultati che emergeranno da questa fase di sperimentazione serviranno per allargare il tavolo di lavoro coinvolgendo le istituzioni nazionali e comunitarie per uno sviluppo sostenibile ed una riqualificazione di tutto il canale dei consumi fuori casa.

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mercoledì 26 novembre 2008

Il 5 dicembre 2008 manifestazione a Roma davanti la regione Lazio

Pubblichiamo dal sito del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano l'appello per la manifestazione del 5 dicembre 2008 davanti la regione Lazio.
Partecipiamo numerosi!
[fonte Coordinamento contro l'inceneritore di Albano]

Manifestazione davanti la regione Lazio del 5 dicembre 2008
Mercoledì 26 Novembre 2008 15:23

Siamo uomini e donne da tempo impegnati a difesa dei beni comuni aggrediti dai poteri forti che vogliono ridurre il nostro territorio a semplice merce su cui fare profitto.
Ci vogliono imporre opere inutili e devastanti, inadeguate per la risoluzione dei problemi legati ai servizi pubblici, dal forte impatto ambientale disinteressandosene della volontà di chi abita i nostri territori e soprattutto del diritto alla salute.
Nel Lazio si continua a parlare di gassificatori, turbogas, nuovi aeroporti, corridoi stradali di ogni tipo, centrali a carbone e nuove discariche.

Vorremmo che il presidente Marrazzo cominci a confrontarsi seriamente con le nostre ragioni e le nostre proposte, anziché rimanere subalterno e quindi ostaggio dello scontro in atto tra poteri forti che vorrebbero scaricare sulla collettività i conti in rosso delle varie aziende o s.p.a. in mano alle lobby di costruttori e imprenditori senza scrupoli.

Noi non vogliamo essere sudditi di nessuno!
Noi vogliamo riprendere voce e decidere sul nostro futuro!
Noi vogliamo una nuova politica che difenda e rafforzi i beni comuni, basata sulle energie rinnovabili, sui processi di ripubblicizzazione dell’acqua, su una gestione dei rifiuti basata solo sulla differenziata e il porta a porta, su una viabilità improntata all’incentivazione del ferro e alla riduzione delle emissioni di gas.

Oggi il tempo delle parole e delle promesse è finito.
Oggi pretendiamo atti concreti dalla Giunta Marrazzo, in difesa della salute e dell’ambiente, contro chi specula e avvelena!

Per questi motivi nella mattinata del 5 dicembre manifesteremo davanti agli ingressi della Regione Lazio a Roma, zona Garbatella.
  • Assemblea Permanente No Fly
  • Coordinamento No Inceneritore Albano
  • Rete No Turbogas Aprilia
  • Nodi del No Corridoio
  • Comitato Malagrotta


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Carlo Costantini, candidato alla presidenza dell'Abruzzo: gli inceneritori portano danni economici

Ci siamo già occupati in questo blog di Carlo Costantini, candidato alla presidenza della regione Abruzzo.

Il motivo non è politico (tra l'altro, noi siamo nel Lazio e non in Abruzzo) ma è semplicissimo e chiaro: Carlo Costantini ha detto chiaramente nel suo programma che in Abruzzo non farà inceneritori.

Il Costantini ha anche una buona abitudine: risponde ai cittadini (non come certi politici del Lazio che ben conosciamo e che vengono solo a cercare voti).
Ogni martedì, alle 18, risponde ai quesiti dei cittadini e poi pubblica il video sul suo sito e su You Tube.

Qui risponde a questo quesito sugli inceneritori.
Christian Francia da Teramo
Caro Carlo, ho appena finito di leggere il programma di Chiodi pubblicato sul suo sito. Ti riporto un passaggio presente nel paragrafo "Rifiuti": "realizzazione di un piano di termovalorizzazione con uno o piu' impianti sul territorio regionale". La domanda: è compatibile il territorio della Regione Abruzzo (di cui il 30% è sottoposto a tutela, percentuale più alta di tutte le regioni d'Europa) con la presenza di inceneritori? Possiamo mettere a repentaglio il nostro tesoro più prezioso con l'inquinamento prodotto da questi mostri?
Guardate la risposta: è proprio all'inizio, dopo circa un minuto.
Costantini dice che non farà inceneritori perché nel suo programma "non c'è la possibilità di costruire inceneritori". Gli inceneritori fanno male all'ambiente, sono una scorciatoia che porta danni economici e non alimentano la raccolta differenziata.
Più chiaro di così!



Caro Costantini, noi "speriamo che te la cavi", che vinci e che poi mantieni le promesse!

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Partecipa alla denuncia contro il finanziamento degli inceneritori con i soldi delle nostre bollette elettriche (CIP 6)

Non basta denunciare, criticare, far vedere errori e magagne.
Dobbiamo anche fare qualcosa!

Oggi vi propongo di partecipare all'iniziativa del Comitato "Sotto terra il treno" di Pavona (Albano Laziale - Roma).
Cosa si sono inventati?
Una bella denuncia contro il finanziamento (pubblico) degli inceneritori (privati) alla Direzione generale Concorrenza , Protocollo Aiuti di Stato, della Commissione Europea.
L'Unione Europea, speriamo, dovrebbe essere un po' più seria del nostro paese!
L'idea è che il finanziamento pubblico degli inceneritori con i fondi CIP-6 è una violazione al regime della concorrenza.

Potete partecipare anche voi!

Innanzitutto, leggete bene tutta la spiegazione dal sito del comitato (è breve ma molto interessante!).

Poi, scaricate la denuncia (sempre dal sito del comitato), personalizzatela con i vostri dati e la firma e speditela all'indirizzo email stateaidgreffe@ec.europa.eu

Per agevolarvi, qui potete trovare lo stesso identico testo (senza alcuna modifica), ma in formato testo (TXT) anzichè PDF, in modo che possiate modificarlo con Word (meglio con OpenOffice!) e personalizzarlo con i vostri dati personali.

Diamoci da fare: possiamo farcela!

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Enza dice a Marrazzo: per i rifiuti perchè non fai come a Vedelago?

Aggiornamento: sto guardando il video integrale dell'intervento di Carla Poli. Se in Italia c'è ancora gente così, forse possiamo ancora salvarci.
Grazie, Carla!

Il sito www.facciamoladifferenza.it, creato dalla regione Lazio (testimonial Marrazzo e il telegeologo Tozzi) per sostenere le tesi della regione sulla politica dei rifiuti si sta rivelando un boomerang eccezionale.
Andate a leggere i commenti e vedrete come i cittadini stanno bastonando le sciocchezze della regione sui rifiuti.
I commenti sono anche una fonte inesauribile di notizie e di informazioni.

Rispondendo a un post firmato da Marrazzo in persona, Enza scrive:


Caro presidente, ma lo sa che con 30 milioni di euro (quelli spesi dalla regione per la raccolta differenziata ordinaria: che vorrà dire poi "raccolta ordinaria"? boh, nota del blogger) + 40 milioni per gli impianti (quelli stanziati dalla regione con gli inceneritori, ndb) si possono costruire 14, ripeto quattordici, impianti come quello in funzione a Vedelago (TV) che serve 1.000.000 di cittadini e che ha raggiunto il 100% di riciclo senza discariche e senza inceneritori.
Questi sono dati che ormai conosciamo tutti, perché voi continuate ad ignorarli?
Perché vi ostinate a volerci infliggere discariche ed inceneritori?
Siete consapevoli che non potete più nascondervi dietro l’ignoranza?
Siete consapevoli che prima o poi qualcuno vi chiederà conto dei danni che fate e non potrete giustificarvi dicendo: non lo sapevo.
La signora Carla Poli, proprietaria dell’impianto di Vedelago, è andata a Napoli il 29 ottobre alla Camera di Commercio. Non c’era neanche un politico ad ascoltarla.
Questo il link per chi vuole ascoltarla.

Il video di Carla Poli lo trovate anche qui sotto.


Carla Poli - Camera Di Commercio Napoli 29 Ottobre 2008 from napoli urban blog on Vimeo.

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martedì 25 novembre 2008

Anche io voglio l'impianto

Come potete leggere anche nel post precedente, al caos dei rifiuti del Lazio si è aggiunto, last but not least, il buon sindaco Alemanno, che rivendica il suo impianto.

"Non è giusto, ma perché solo Marrazzo deve giocare al gioco dei rifiuti? Papàààà, voglio giocare anche io! Voglio anche io il mio bell'impianto!".

Di quale impianto parli, Alemanno? Scommettiamo che sarà un altro inceneritore?

Complimenti: invece di spiegare perché nei sei mesi in cui è stato al governo non ha fatto nulla per espandere in altri quartieri la raccolta differenziata porta a porta, che in alcuni quartieri campione di Roma ha già raggiunto circa il 60% (dati Ama), Alemanno gioca a "lo voglio pure io".

Caro Alemanno, se tanto ci tieni all'inceneritore, fattelo sotto casa oppure sotto Villa Borghese. Se non fanno male, gli inceneritori, allora fatevelo sotto il naso, così poi i vostri nipoti sapranno su quali tombe andare a maledire l'idiozia e l'incapacità colpevole.

Marrazzo, dal canto suo, risponde con il suo mantra: non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Na...
[fonte Il Messaggero]

Rifiuti, Alemanno: serve nuovo impianto
Marrazzo: bene, ma non siamo Napoli


ROMA (25 novembre) - «Abbiamo mosso due critiche fondamentali al piano regionale dei rifiuti.
La prima è relativa al fatto che la parte pubblica non è sufficientemente sviluppata e c'è l'eccessiva presenza di un unico privato nel sistema dei rifiuti del Lazio.

La seconda è che nel computo dello smaltimento dei rifiuti manca una parte che non può non portare alla creazione di un nuovo impianto».

Così il sindaco Gianni Alemanno interviene sul tema dello smaltimento dei rifiuti, dopo le polemiche seguite alla puntata di Report dedicata alla discarica di Malagrotta e la riconsegna della delega dell'assessore regionale alle Politiche della casa Mario Di Carlo.

Nuovo impianto ma no al monopolio. Per il sindaco nel computo dello smaltimento dei rifiuti manca una parte che non può non portare alla creazione di un nuovo impianto: «Sulla tecnologia si può discutere ma senza quell'impianto c'è il rischio che nel futuro si debba continuare a conferire in discarica, cosa che noi vogliamo assolutamente evitare. In secondo luogo la parte pubblica non è sufficientemente sviluppata e c'è un'eccessiva presenza di un unico privato nel sistema dei rifiuti del Lazio».

Piano energie rinnovabili. Il sindaco ha poi annunciato un piano sulle energie rinnovabili: con il progetto "Roma città solare" daremo un input e lanceremo un segnale diffuso per il risparmio energetico e per creare una serie diffusa di cantieri che possano rimettere in moto l'economia».

Marrazzo: d'accordo, ma non siamo come Napoli. «Il sindaco dice che serve un nuovo impianto? Parliamone», ha detto il presidente della Regione Piero Marrazzo. Ribadendo che nel Lazio, nella fase di commissariamento sono state triplicate le autorizzazioni per le linee e che sono state rimodulate le discariche, Marrazzo si è detto «d'accordo con il sindaco Alemanno sull'importanza del ruolo del pubblico nello smaltimento dei rifiuti». Poi però il presidente della Regione ha invitato a non creare allarmismi: «Ci vuole ottimismo, ma attenzione agli allarmismi - ha detto - noi non siamo come Napoli. Abbiamo autorizzato impianti e rimodulato le discariche. Ciò non vuol dire che dobbiamo rimanere fermi».

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Le bugie hanno le gambe corte: arriveranno da tutto il Lazio i rifiuti da bruciare ad Albano Laziale

Le bugie hanno le gambe corte (veramente Collodi spiegava che ce n'è un altro tipo, quelle con il naso lungo fatali a Pinocchio).
Tante volte è stato ripetuto che il futuro inceneritore di Albano Laziale, fortemente voluto da Cerroni, Marrazzo, Di Carlo ecc., avrebbe servito essenzialmente la zona dei Castelli Romani.
Ora invece riceviamo conferme che da tutto il Lazio lugubri cortei di autotreni faranno la spola per venire a bruciare i rifiuti ad Albano, condannando a morte per tumori e altre malattie la popolazione di tutta l'area.
Vergogna!
Nella sagra del dilettante allo sbaraglio non poteva mancare il geniale sindaco Alemanno che mostra buoni requisiti per superare nell'incapacità i suoi degni predecessori, Rutelli e Veltroni.
Alemanno, invece di dire che si vergogna per l'incapacità dell'Ama (l'azienda comunale dei rifiuti di Roma) di realizzare la raccolta differenziata porta a porta, si accoda alla lunga fila degli avvelenatori: c'è bisogno di un altro impianto! Statene certi, si tratta di un altro inceneritore. Niente di più facile che qualcuno in giro per l'Italia abbia deciso di venire a mangiare nello stesso piatto dei veleni in cui mangia Cerroni, il monopolista dei rifiuti del Lazio.
Riusciremo a liberarci di questi incapaci?
Mi chiedo: ma allora perché non costruire un impianto per ogni provincia del Lazio più uno per la città di Roma, in modo che ognuno sarà interessato ad aumentare la raccolta differenziata per ridurre la quota da bruciare?


[fonte TusciaWeb]

Rifiuti, "inaccettabile costringere Civitavecchia e Viterbo a rivolgersi ad Albano"

Viterbo - 25 novembre 2008 - ore 16,45

Il sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini, “boccia” l’ultimo piano rifiuti regionale.

“La situazione dei rifiuti nella Regione Lazio rischia di degenerare a causa dell’impostazione data dall’ultima proposta di piano presentata da Marrazzo.
In particolare per quello che riguarda il nostro territorio è inammissibile che Civitavecchia e Viterbo siano state tenute fuori da un sistema di filiera completa del trattamento e della raccolta dei rifiuti, prefigurando per questo territorio l’obbligo di trasportare gli stessi al termovalorizzatore (sempre di inceneritore si parla!, ndb) di Albano, con spese che ricadrebbero sulle tasche dei cittadini senza alcun reale beneficio”.

Una proposta che il Sindaco chiede pertanto di ridiscutere. “Il precedente piano, che peraltro è ancora in vigore, rispondeva a parametri europei, in particolare a quello della identificazione di bacini ottimali di circa 300 mila abitanti.

Mi aggiungo quindi al coro di tutti quei sindaci che chiedono la ridiscussione delle bozze di piano e la promozione, da parte del Presidente, di incontri territoriali che aiutino il monitoraggio del problema e che consentano in tempi che vogliamo estremamente rapidi di individuare soluzioni idonee, prima che avvenga il peggio”.

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Il presidente dell'Associazione Comuni Virtuosi interviene su Report e i rifiuti a Roma

Sulla vicenda Report/rifiuti a Roma/Di Carlo/coda alla vaccinara, è intervenuto Gianluca Fioretti, sindaco di Monsano (in provincia di Ancona) e soprattutto presidente dell'Associazione Comuni Virtuosi.

L'Associazione dei Comuni Virtuosi raggruppa gli enti locali che, come recita l'articolo 3 dello statuto dell'associazione, "ritengono che intervenire a difesa dell'ambiente e migliorare la qualità della vita sia possibile e tale opportunità la vogliono vivere concretamente non più come uno slogan, consapevoli che la sfida di oggi è rappresentata dal passaggio dalla enunciazione di principi alla prassi quotidiana."

Io la chiamerei l'Associazione dei comuni normali o, anche, dei comuni appena appena lungimiranti ma in questo paese la normalità è straordinaria.

Una riflessione, quella di Fioretti, che vi invito a leggere con attenzione.


[fonte Comunivirtuosi.org]

Quanto dovremmo aspettare?

Domenica, “Report”, RAI3.
Dopo avere “ammirato” i fasti e le magnifiche et progressive sorti della discarica di Malagrotta, a Roma, e più in generale della disastrosa situazione dei rifiuti nel Lazio, alla fine del servizio è esploso un personaggio. Romano, anzi romanesco, con un linguaggio e un atteggiamento direi poco ortodossi, farcito di “c..zo”, “..magnamo...”, “code a la vaccinara...”... Sembrava di essere a Trastevere, o in un film di Steno, con Pippo Franco e il buon, mai rimpianto Mario Carotenuto.

Richiesto un suo parere sulla gestione del sito di Malagrotta, e del potere smisurato del suo “Imperatore”, tale, si dice, da far costruire un Piano regionale dei rifiuti su misura, che prevede la raccolta differenziata e, nel contempo, la costruzione di 4 (quattro) inceneritori (cioè, a dire, il diavolo e l’acquasanta...), tale personaggio si è espresso: “embé, ringraziamo che ce sia lui, artrimenti era peggio!... che volemo fa?...”

Questo il sunto, in poche parole. Cioè niente. La tragedia, mi è apparsa in tutta la sua portata leggendo la didascalia apparsa nel suo secondo intervento (prima non me ne ero accorto...). Mario Di Carlo, Assessore regionale alla Casa e ai RIFIUTI… Lì, subito, ho capito molte cose. Anzi, ho ricevuto l’ennesima conferma a molte cose...

Dopo il servizio da Berlino, dove è in atto da anni il servizio di raccolta “porta a porta” e sono stati smantellati tutti gli inceneritori [in realtà, come si è visto su Report, a Berlino esiste un inceneritore pubblico, gestito dall'azienda che gestisce i rifiuti, costruito con tecniche molto più moderne di quelli degli inceneritori laziali, nota del blogger]; dopo le esperienze virtuose e dannatamente concrete, economicamente vantaggiose e positive messe in atto dai Comuni dell’Associazione e da tanti altri decine in Italia; dopo la “strategia rifiuti zero” attuata da Capannori, ma anche da Los Angeles, da Buenos Aires e da altre decine di Comuni e comunità in giro per il mondo.

Insomma. Quanto dovremo aspettare perché anche nel nostro bellissimo Paese scompaiano “code a la vaccinara”, discariche a cielo aperto, inceneritori, cassonetti, montagne e Tir carichi di rifiuti che viaggiano da una regione all’altra, seminando inquinamento, aria malata e corrosione del territorio? Quanto dovremo attendere?

Io credo sempre di meno. Sono ottimista. I Comuni virtuosi stanno… espandendosi, le buone pratiche e le sensibilità positive crescono, si espandono e acquistano consapevolezze, coinvolgendo i cittadini e l’opinione pubblica. Ai romani, ai laziali virtuosi e amanti della propria terra dico di tenere duro, di tenere alta l’attenzione e di non mollare.

Gianluca Fioretti, Sindaco di Monsano (AN) - Presidente Associazione Comuni Virtuosi

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Indagine sui tumori a Malagrotta

[fonte Repubblica.it]

Malagrotta, casi di tumori si indaga per omicidio colposo
Disposta anche l´acquisizione della registrazione della trasmissione Rai Report
di Marino Bisso


Tumori e decessi sospetti denunciati da operai e residenti nell´area della discarica di Malagrotta. Sono una decina i casi finiti al centro di un´inchiesta aperta dal pm Maria Bice Barborini e dal procuratore aggiunto Achille Toro che coordina anche le indagini sul gassificatore e sulla gestione dei rifiuti nella discarica di Malagrotta. Intanto la procura ha disposto l´acquisizione della registrazione della trasmissione Rai Report dedicata al piano rifiuti nel Lazio che ha portato l´assessore Mario Di Carlo a restituire la delega sui rifiuti per le sue dichiarazioni sui rapporti di amicizia con Manlio Cerroni proprietario della discarica di Malagrotta.

La nuova indagine del pm Barborini punta all´accertamento degli eventuali danni causati alla salute dei cittadini riconducibili all´area di Malagrotta sulla quale gravano sia il sito della discarica più grande d´Europa, che copre una superficie di 160 ettari, sia le Raffinerie che ad altri depositi di gas e carburante. I reati ipotizzati vanno dalle lesioni gravi fino all´omicidio colposo. Gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri dei Nas e del Noe. E presto potrebbero arrivare nuove denunce. L´avvocato Francesca Fragale del comitato "Giardini del Pescaccio" annuncia un nuovo esposto: «Stiamo preparando un dossier su alcuni decessi, in particolare su quelle di un 30enne e di un 50enne, per chiedere alla magistratura di verificare se possano essere ricondotti all´inquinamento dell´area di Malagrotta».

Intanto entrano nel vivo le indagini sulle autorizzazioni sul gassificatore e le varie proroghe allo smaltimento dei rifiuti a Malagrotta nonostante i dati dell´Arpa allarmanti sull´inquinamento delle falde acquifere. Ora la procura dovrà esaminare tutta la documentazione acquisita in Regione. Tra le questioni critiche c´è il serbatoio di ossigeno risultato fuori legge in base alla legge Seveso. «Dalla relazione tecnica inviata dalla Giovi il 1° luglio 2008 risulta che il serbatoio di ossigeno (già carico e operante) avrà la capacità di 200 metri cubi. La società conferma tuttavia che non conterrà più di 160 tonnellate - contestano i carabinieri del Noe - Risulta invece dalle certificazioni e da un rapido calcolo che il serbatoio è capace di uno stoccaggio di 228 tonnellate e pertanto rientra nelle normative relative al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti». Ma non solo.

«Il consulente della Giovi-Colari ha dichiarato che il serbatoio sarà sostituito il 30 settembre con un altro di 50 tonnellate e successivamente con un altro ancora di 160 tonnellate - annotano gli investigatori - La situazione riscontrata suscita perplessità sul piano operativo, procedurale e della sicurezza. Secondo la normativa, in caso di modifiche che comportino una alterazione delle condizioni di sicurezza anti-incendio, vi è l´obbligo di avviare nuovamente l´iter, con presentazione del progetto e parere di conformità essendo la zona contornata da aziende a rischio di incidente rilevante».

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Tanto per non dimenticare: Di Carlo e la coda alla vaccinara

La faccia di bronzo di questi soggetti è davvero impareggiabile.

Ora Di Carlo dice che la sua colpa non è nelle cose gravissime che ha detto (la questione della coda alla vaccinara e della parola "cazzo" usata come intercalare è davvero secondaria, anche se molto folcloristica): la colpa di Di Carlo, secondo lo stesso, sarebbe di essere stato ingenuo.

In altri termini: Di Carlo non è stato bravo nell'arte sopraffina di prendere per i fondelli i cittadini italiani (in questo caso, quelli del Lazio).

Dove è finita la vergogna?



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Il vino dei Castelli Romani contro l'inceneritore di Albano Laziale

Pubblichiamo l'articolo scritto da Veronica di Donnardea, un'azienda vitivinicola dei Castelli Romani, intervenuta nei commenti del blog, perché ci sembra utile per capire cosa significa costruire il più grande inceneritore di Europa in una zona di campagna, a poca distanza da altri siti pericolosi ed inquinanti, come la discarica di Roncigliano (adiacente al sito del futuro inceneritore), la ipotizzata centrale turbogas di Campo di Carne (Aprilia), la discarica di Borgo Montello (LT) con possibile inceneritore/gassificatore, il polo industriale di Pomezia con fabbriche altamente inquinanti e con il sito nazionale di stoccaggio dell'amianto.

Grazie, Veronica!
[fonte Vinix.it]

Rai Tre, Report

Domenica sera, Report. Come iniziare una nuova settimana con il magone.


Ancora una volta - ma ieri più che mai - mi sono ritrovata a parlare da sola davanti a quello schermo, disgustata ed impotente, incredula e arrabbiata.

Per chi non l'abbia seguita, la puntata era su Roma e sui rifiuti. Ho guardato ed ascoltato con attenzione. Non so quanti di voi ricordano la mia battaglia personalissima contro l'inceneritore di Albano.

Il giramento di testa più forte l'ho avuto ascoltando quell'Assessore terribile, parlare con tanta superficialità e con intercalari degni del più "becero tra i beceri" e mi sono messa le mani in faccia, ho chiuso gli occhi, ho respirato piano...ho pensato al sapore delizioso della coda alla vaccinara abbinata al mio rosato...ho assistito al suo divenire controvoglia da piatto simbolo della cucina Romana a simbolo di una Roma, di un'Italia che non mi rappresenta e che mi fa ribrezzo.

E ci tengo a farvi notare che quel tizio non è affatto un esempio "de romano de Roma", neanche " de burino de Roma"...è forse solo un burino, è basta. Come ce ne sono ovunque, nord e sud, isole comprese...

Ma cosa vuoi dire a gente così? Cosa puoi fare di fronte a tanta arroganza? Il potere schiaccia i più deboli, l'immondizia diventa oro, l'agricoltura diventa immondizia.

Avrei una parola troppo forte per rappresentare queste cose, un nome per il quale siamo tristemente noti nel mondo...una parola che quando la dici capiscono che parli di Italia anche se la puoi trovare in tutto il mondo e con mille altre facce...e non parlo della parola "pasta"...

I nostri politici ammiccano a queste situazioni? Ci sono uomini e donne coraggiosi? Alla maggior parte della gente non interessa e io mi sento così piccola...

Le mie vigne all'ombra dell'inceneritore (che brucia plastica e carta invece di riciclarla, perché così produce più calore e rende più soldi...)

mai più piccola di così...che ci fai con la passione e l'impegno?

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un link utile www.report.rai.it

un altro: www.noinceneritorealbano.it

forse..... www.facciamoladifferenza.it

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lunedì 24 novembre 2008

Marrazzo interviene su Report: intanto accetta l'incarico lasciato da Di Carlo

Valutate da soli quello che dice Marrazzo: mi pare in confusione, ora dice che forse la verità sta nel mezzo (bella frase fatta, peraltro) e parla anche di "rifiuti zero" (almeno li nomina!).

Sotto trovate anche la risposta che abbiamo inviato a Marrazzo tramite il sito www.facciamoladifferenza.it

A proposito: il signor assessore Di Carlo farebbe bene, se avesse un minimo di dignità e di faccia (sempre che si sia pulito con il tovagliolo il sugo della coda alla vaccinara!), a dimettersi da assessore e non limitarsi a lasciare solo la delega dei rifiuti. Sarebbe davvero il minimo.

Dite la vostra: commentate sul blog!

[fonte Facciamoladifferenza.it]

Con il sindaco Alemanno parleremo anche di raccolta differenziata
di Piero Marrazzo


24 Nov 2008


Oggi ho dedicato parte della giornata a leggere i vostri commenti e quelle che seguono sono alcune delle mie opinioni che voglio condividere.
Vi dico, con estrema franchezza, che non sono d’accordo con l’intervista di Mario Di Carlo.
Ora lui ha rimesso l’incarico, e io ho deciso che manterrò le deleghe senza affidarle più fuori dallo staff del presidente.

Sono pronto ad incontrare il sindaco Alemanno e i tecnici del Comune, e ad ascoltare i loro rilievi.
Credo però che la prima cosa sia applicare il piano che esiste, che contiene numeri che sono già stati giudicati credibili anche dal Governo.

Il nostro primo obiettivo, a questo punto, è l’aumento della raccolta differenziata.
Quando si parla di Berlino non si può farlo dicendo tutto e il contrario di tutto: lì c’è un impianto che brucia tal quale e la raccolta differenziata al 41%: obiettivi che sono in linea con quelli contenuti dal piano commissariale sui rifiuti, che è anzi più avanzato.

Siamo di fronte a chi vorrebbe raddoppiare il numero degli impianti e a chi pensa che sia realizzabile il modello “rifiuti zero”.
Secondo me la verità sta nel mezzo.

Sotto la mia presidenza siamo passati dall’avere tre linee di chiusura del ciclo a nove: abbiamo triplicato gli impianti, e ora riteniamo fondamentale implementare la raccolta differenziata. Certo, con il sindaco Alemanno voglio parlare anche di questo. Voglio capire che percentuali di raccolta differenziata intenda raggiungere Ama nei prossimi anni.

La Regione si deve occupare della programmazione e degli stanziamenti: lo abbiamo fatto, ora voglio vedere l’impegno dei Comuni.

Il nostro commento

Caro Marrazzo
lei ha fatto la prima cosa sensata nel settore dei rifiuti dopo tanto tempo.

Ora faccia un altro passo e annunci che l’inceneritore di Albano non si farà: MAI. Con la raccolta differenziata porta a porta si raggiungono in pochi mesi percentuali del 60%: guardi i dati Ama sulle prove fatte nei quartieri di Massimina, Decima e Colli Aniene.

http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/10/raccolta-differenziata-porta-porta-roma.html

La differenziata porta a porta è partita a Bracciano, deve partire ad Ariccia e a Monteporzio… l’elenco è lungo: se garantisce che l’inceneritore di Roncigliano non si farà, i cittadini dei Castelli spingeranno di peso i comuni.

Marrazzo, lei faceva la trasmissione televisiva Mi manda Rai Tre in difesa dei consumatori: per questa volta, lasci perdere di fare il politicante e provi a stare dalla parte dei cittadini.

Vediamo cosa farà: la giudicheremo, anche nell’urna elettorale, dai fatti!
|Lasciato il 24 Novembre 2008 alle 22:55|

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Report: guarda su Internet il servizio "L'oro di Roma"

Qui potete guardare il grandioso servizio di Report dedicato ai rifiuti nel Lazio e intitolato "L'oro di Roma".

Ne vale davvero la pena!

Scoprirete in che modo, nel silenzio e nell'impotenza delle istituzioni (dal comune di Roma alla regione Lazio alla provincia di Roma), il signor Cerroni guadagna tre volte dagli stessi rifiuti che noi tutti produciamo, cioè sulla monnezza nostra.
Godetevi il pezzo nel Tribunale di Roma, quando l'avvocato di parte civile del Wwf spiega che gli enti locali (comune di Roma, provincia di Roma, regione Lazio) hanno ben pensato di non costituirsi parte civile contro Cerroni nel processo che ha visto condannato in primo grado il braccio destro di Cerroni, tale Rando Francesco.

Primo guadagno: prende soldi per buttare i rifiuti in discarica.

Secondo guadagno: prende i soldi nostri (CIP 6, cioè bollette Enel) per costruire l'inceneritore.

Terzo guadagno: l'inceneritore (chiamato gassificatore per fregare i cittadini) produce energia che Cerroni vende, usando come combustibile i nostri rifiuti.

Ma porca miseria, ma questi cavolo di rifiuti perché non li gestiamo da soli così i soldi restano a noi?

Dall'inchiesta di Report escono con le ossa rotte i principali politici che hanno guidato Roma e il Lazio negli ultimi quindici anni: dai personaggi illustri che hanno comandato a Roma, cioè Rutelli e Veltroni (che non hanno fatto nulla per la raccolta differenziata, come dimostra il confronto con Berlino), a personaggi di secondo piano, come tale Verzaschi, fino alla star, l'assessore Di Carlo, il teorico della coda alla vaccinara. Senza dimenticare il presidente Marrazzo!

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Belle parole: ma ora vogliamo i fatti

La nota che potete leggere è firmata, tra gli altri, da ben quattro assessori regionali del Lazio: Bilancio, Lavoro, Cultura e Ambiente.
La nota stessa, però, ci sembra un pannicello caldo.
Perché non chiedete le DIMISSIONI di Di Carlo (e non la semplice restituzione della delega) ?
Perché non dite apertamente che l'assegnazione della delega ai rifiuti va discussa e non assegnata agli amici degli amici?
Perché non dite apertamente che, senza una cambio di rotta del presidente Marrazzo sui rifiuti, siete disposti ad andare alla crisi?
La salute dei cittadini, la qualità della vita, la salubrità dell'aria e dell'acqua, il futuro dei nostri figli valgono una crisi?
Perché non mettete alle strette il presidente Marrazzo sulla politica dei rifiuti?

[fonte Asca]

LAZIO/RIFIUTI: PRC-VERDI-SD, RESTITUZIONE DELEGA DI CARLO ATTO DOVUTO

(ASCA) - Roma, 24 nov - ''Prendiamo atto della decisione dell'assessore Di Carlo di restituire la delega in materia di rifiuti, che e' comunque un atto dovuto. Quanto accaduto e' oggettivamente incompatibile con un incarico istituzionale delicato e importante''.

E' quanto si legge in una nota congiunta del gruppo federato ''La Sinistra' (Prc, Verdi, Sd) al Consiglio regionale del Lazio e degli assessori regionali al Bilancio Luigi Nieri, al Lavoro Alessandra Tibaldi, alla Cultura Giulia Rodano, all'Ambiente Filiberto Zaratti e dai segretari regionali di Prc, Verdi, Sd.

''Chi governa - si legge nella nota - deve assicurare ai cittadini imparzialita' rispetto agli interessi economici in campo. Ma non solo. La Regione Lazio ha investito importanti risorse per la filiera che va dalla raccolta differenziata al riciclaggio dei rifiuti e deve essere chiaro che questa e' la vera priorita' della maggioranza di centrosinistra. E' ora di avviare una gestione pubblica e trasparente dei rifiuti, come da tempo la Sinistra sostiene.

Esperienze come quella di Berlino ci dimostrano che non si tratta di utopie ma di buone pratiche in grado di produrre risultati concreti e vantaggi per i cittadini e per l'ambiente''.

res/mcc/alf
(Asca)

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Flash: alle 19 di oggi lunedì 24 novembre 2008 Paolo Mondani sul forum di Report

L'autore dell'inchiesta "L'oro di Roma", Paolo Mondani, sarà disponibile a rispondere alle domande dei telespettatori lunedì 24 novembre dalle 19.00 alle 20.00.

Vai al forum di Report

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La coda alla vaccinara e l'ingenuità dell'assessore Di Carlo

Ci sarebbero molti modi per commentare questa notizia.

Il primo commento, banale: era ora, meglio tardi che mai!
Chiediamo al presidente della regione Lazio, Marrazzo: non crede che a rigor di logica la delega ai rifiuti spetti all'assessore all'ambiente? E' tanto demenziale la nostra richiesta?

Un altro commento possibile. Una scena strappacuore e strappalacrime. Povero Di Carlo, raggirato dal perfido Paolo Mondani di Report. Avevi aperto il tuo cuore, caro Di Carlo, e la fiducia ti fu carpita con l'inganno ed il raggiro.
Ma la coda alla vaccinara, caro Di Carlo? Ma l'atteggiamento di totale sottomissione e inattività di fronte al monopolio Cerroni (colui che di Di Carlo disse: "è come un figlio")? Caro Di Carlo, ha mai sentito parlare di conflitto di interessi?

Il commento più realistico: "facite ammuina". State pur certi che Marrazzo, sdegnato da tanto affronto (quello di Report, dove hanno il vizio di fare i giornalisti), respingerà le dimissioni di Di Carlo e confermerà la sua "fiducia democratica e progressista nell'assessore che sta risolvendo il problema dei rifiuti" perché "Roma e il Lazio non sono la Campania" (trattasi del mantra che Marrazzo ripete ossessivamente ogni qual volta sente nominare la parola "rifiuti" e i vari sinonimi).
[fonte Il Messaggero]

24-11-2008

Dopo Report l'assessore Di Carlo: riconsegno delega sui rifiuti a Marrazzo

ROMA (24 novembre) – L'assessore regionale Mario Di Carlo è pronto a dimettersi. L'annuncio è arrivato dopo la trasmissione Report sul piano rifiuti nel Lazio, trasmessa dalla Rai. «Oggi alle 17:30 riconsegnerò al presidente Piero Marrazzo la delega sui rifiuti. La situazione non permette che deleghe così importanti siano gestite da un ingenuo».

Di Carlo ha spiegato: la trasmissione «mi dipinge come un volgare maneggione probabilmente anche corrotto - spiega Di Carlo - Sono una persona onesta, sono solo un ingenuo. Ho risposto per due ore a domande sul piano rifiuti del Lazio, sui gassificatori di Roma e Albano, sugli inceneritori di San Vittore e Colleferro, sulle discariche di Roma, Guidonia, Viterbo, Latina, Roccasecca, Colleferro, Civitavecchia e Bracciano. Sulla raccolta differenziata - prosegue Di Carlo - e non mi sono accorto che all'intervistatore di tutto questo non importava nulla».

Di Carlo prosegue nel suo racconto spiegando che: «finita l'intervista, e apparentemente spente le telecamere, per un'altra ora gli ho parlato in modo intollerabilmente volgare purtroppo, e me ne scuso, della storia di amicizia tra me e l'avvocato Cerroni (gestore della discarica di Malagrotta, ndr). L'ho fatto perché conosco l'intervistatore da 20 anni. Ho visto che nella trasmissione sono state utilizzate solo quelle frasi che consentivano di raccontarmi come una macchietta. Quindi - aggiunge - con la mia ingenuità ho contribuito ad alimentare questo clima di sospetti».

Post scriptum
Di Carlo, perché mente? Nella trasmissione sono state utilizzate molte sue frasi, non solo l'apologo della coda alla vaccinara.
Basta leggere il testo integrale della trasmissione.
Chiunque può leggerlo qui e anche qui.

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Dopo la puntata di Report: scrive Giovanni...

[http://www.facciamoladifferenza.it/2008/11/19/egregio-dott-marrazzo/#comment-223]

Scrive Giovanni commentando una notizia nel sito www.facciamoladifferenza.it

Ieri guardando la trasmissione Report si è capito che ” la raccolta differenziata a Roma è un bluff” (Milena Gabanelli).
Per la sola campagna informativa (quella con i faccioni di Marrazzo e Tozzi, ndb) con i manifesti 6×3 e pubblicità sono stati stanziati 900 mila euro (dal sito sviluppo lazio).
Però 200 mila euro per installare delle centraline per la rilevazione della qualità dell’aria a Malagrotta non si sono trovati.
Io quasi quasi scrivo a ” Mi manda RAI 3".

|Lasciato il 24 Novembre 2008 alle 10:01|

I cittadini non hanno l'anello al naso e reagiscono!
Boicottiamo gli inceneritori inutili!

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Malagrotta: Marrazzo (sbagliando) annuncia il dissequestro dell'inceneritore. I sigilli però restano e il sequestro pure!

Clamorosa gaffe del presidente della regione Lazio, Marrazzo, che annuncia trionfale il dissequestro dell'inceneritore di Malagrotta.

Peccato che l'inceneritore non sia stato assolutamente dissequestrato. Anzi!

Come potete leggere dall'articolo del "Messaggero" del 22novembre 2008, firmato da Valentina Errante,

"Il gassificatore di Malagrotta potrà essere riattivato, ma l’impianto rimane sotto sequestro e i sigilli piazzati l’11 novembre dai carabinieri del Noe sono ancora lì.
Il procuratore aggiunto Achille Toro e il pm Simona Maisto hanno respinto la richiesta di dissequestro dell’avvocato della Colari, consorzio che gestisce l’impianto, ma ieri, davanti all’istanza del legale, che prospettava danni ingenti alle strutture in caso di spegnimento, la procura «fermo restando il sequestro» ha autorizzato di riattivare il reattore. Solo per scongiurarne il deterioramento."

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Report: a Roma e nel Lazio rifiuti e pajata vanno a braccetto

Aggiornamento ore 13.18
A causa di un mio imperdonabile errore, la coda alla vaccinara protagonista di Report è diventata la pajata. Ce ne scusiamo con gli interessati, con i gourmet, con i rigatoni che normalmente accompagnano il sugo con la pajata, con gli appassionati della cucina romanesca ed in particolare con gli amanti del "quinto quarto".


La puntata di Report (Rai Tre) del 23 novembre è un punto fermo nella vicenda dei rifiuti a Roma e nel Lazio.
Prima di ogni considerazione (che faremo a freddo nei prossimi giorni) la prima cosa è di vedere la puntata (se non l'avete vista) e di far girare il più possibile notizie e informazioni.

Il testo integrale della puntata (compreso l'apologo della pajata dell'assessore-delegato-esperto di rifiuti Di Carlo) lo trovate qui.




Il video (lunedì mattina dovrebbe essere disponibile) lo trovate sul sito di Report.

Il testo che trovate come immagine all'inizio di questo articolo è tratto dalla geniali esternazioni dell'assessore Di Carlo della regione Lazio (assessore alla casa ma da qualche mese anche "stranamente" con delega ai rifiuti). Di Carlo sta spiegando le sue frequentazioni con il monopolista dei rifiuti di Roma e del Lazio, Cerroni.
Ai puntini dovete sostituire proprio le lettere che pensate: rileggetelo con le volgarità originali, è fenomenale!

domenica 23 novembre 2008

Comune cerca sponsor contro l'inceneritore

Una perfetta storia italiana.

Per far valere i suoi diritti un comune (quello di Silea in provincia di Treviso) deve cercare da qualche parte centomila euro per pagare tecnici ed esperti in grado di rivoltare come un calzino il progetto dell'inceneritore di Nerbon e di trovare le inevitabili magagne (tanto le magagne ci sono, basta guardare il caso dell'inceneritore di Malagrotta a Roma).

In un paese civile sarebbero i vari livelli istituzionali (regioni, province, comunità montane e tutto quanto vi viene in mente) a dover fare le pulci a un progetto così pericoloso per i cittadini: invece, bisogna rimboccarsi da soli le maniche e difendersi.

Forza Silea, potete farcela!


[rielaborato da Oggi Treviso]

CERCASI SPONSOR PER BLOCCARE L'INCENERITORE
Il Comune di Silea cerca 100 mila euro per fermare il progetto di Unindustria


Silea – AAA…Cercasi sponsor per bloccare l’inceneritore che Unindustria vuole costruire a Nerbon. Il Comune di Silea (in provincia di Treviso) ha aperto un bando per trovare i soldi, almeno 100 mila euro, necessari per pagare tecnici e scienziati che redigeranno le osservazioni da presentare alla commissione Via (Valutazione impatto ambientale) regionale. In cambio il Comune offre pubblicità.

Qui trovate la pagina contro l'inceneritore del sito del comune di Silea.

La ricerca è rivolta soprattutto verso le aziende locali – forse quelle associate ad Unindustria avranno vergogna o imbarazzo a sponsorizzare questa idea - ma si cercano anche associazioni e semplici cittadini. Il bando è disponibile sul sito del Comune di Silea. In sintesi, chi vuole bloccare l’inceneritore può versare euro nel bilancio del Comune in cambio di pubblicità (da non sottovalutare la pubblicità indiretta, da parte di chi è contro l'inceneritore).

«Pagare professionisti di rilievo internazionale costa molto, soprattutto seguendo la storia di Montebelluna. Abbiamo bisogno di molte figure diverse - ha spiegato il sindaco Silvano Piazza - non avendo avuto risposte da altri Comuni, e ben sapendo la situazione di Mogliano, sappiamo che dobbiamo arrangiarci».

Il progetto del Comune prevede l’ingaggio di un chimico, un urbanista, un ingegnere strutturale e un legale.

«Andando avanti nei lavori potremmo accorgerci di aver bisogno di qualche altra figura, al momento posso escluderlo. Ci vorranno, credo, almeno 100 mila euro», ha detto ancora il sindaco.

I tecnici dovranno studiare il progetto di Unindustria e trovare ogni possibile cavillo per poter smontare il progetto. Tutto ciò avverrà attraverso la relazione consultiva, che il Comune presenterà alla commissione Via regionale e attraverso le osservazioni al progetto.

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Un altro capitolo indecente nella truffa dell'inceneritore di Albano Laziale

[fonte Comitato sotto terra il treno]

Gli ordini (e le mani) di Cerroni sul PRG di Albano

Il 5 aprile 2008 abbiamo pubblicato sul nostro sito la notizia che il Comune di Albano Laziale stava approvando una gigantesca variante al Piano Regolatore Generale, trasformando i terreni di Cerroni da zona agricola a zona artigianale.

A seguito della ferma e decisa protesta del Coordinamento contro l’inceneritore, il Consiglio Comunale di Albano Laziale ha approvato all’unanimità, nella seduta del 5 giugno 2008, un importante ordine del giorno che vincola i progettisti del nuovo PRG a mantenere la destinazione ad uso agricolo per i terreni di Roncigliano (pare 75 ettari) acquistati da Cerroni & co. per costruire l’inceneritore più grande del mondo.

In quella seduta del Consiglio Comunale, il sindaco Mattei ha affermato di essere stato sempre contrario all’inceneritore e ha sottolineato che qualche mistificatore aveva maliziosamente stravolto la realtà.

Il 24 luglio 2008, il Consiglio Comunale ha votato la variante generale al Piano Regolatore Generale confermando l’impegno a preservare, per i terreni di Cerroni, l’attuale destinazione agricola (E2), invece che artigianale (D4).

In questa vicenda oscura, una domanda era rimasta senza risposta:
perché qualcuno voleva cambiare la destinazione d’uso dei terreni di Cerroni?

Il mistero è stato svelato dalla Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Lazio, redatta in data 8 ottobre 2008, che in merito ai terreni di Cerroni riporta:

“L’area interessata dall’intervento risulta ubicata nel Comune di Albano Laziale ed è prevista nel PRG vigente come “zona E Agricola”. Essa è adiacente ad un’area destinata a “Zona D – Sottozona D1” di proprietà della Pontina Ambiente Srl.
In considerazione di ciò, la Pontina Ambiente Srl ha avviato le procedure affinché il Comune di Albano Laziale estendesse la zona “D” all’area dell’impianto proposto, con la redazione della variante generale al PRG”.

Non sappiamo con esattezza quali procedure abbia avviato il signor Cerroni per trasformare decine di ettari di terreno da agricolo ad artigianale. Possiamo solo immaginarle!!!

Un dubbio però andrebbe chiarito:
il Sindaco Mattei ha dichiarato il falso davanti a tutto il Consiglio Comunale di Albano?
Oppure la nuova Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Lazio riporta pedissequamente gli ordini del signor Cerroni?

Un altro oscuro capitolo della ignobile vicenda dell’inceneritore di Albano.

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sabato 22 novembre 2008

Ad Aosta anche gli artisti contro gli inceneritori

Artisti in piazza ad Aosta per protestare contro l'ipotesi di costruire un inceneritore in Valle d'Aosta.

Con lo slogan "L'inceneritore brucia anche te" sarà una protesta pacifica e creativa per ricordare che l'inceneritore è una soluzione vecchia e superata, che fa male alla salute dei cittadini, che danneggia l'immagine turistica di Aosta e che è contro la raccolta differenziata.

[fonte Regione Valle d'Aosta]

RIFIUTI:PERFORMANCHE ARTISTICA IN PIAZZA CONTRO INCENERITORE

(ANSA) - AOSTA, 21 NOVEMBRE - Una performance artistica per dire no all'ipotesi di costruzione di un inceneritore in Valle d'Aosta. L'iniziativa, che si terrà domani, dalle 11 alle 12, in piazza Chanoux, ad Aosta, è organizzata dal gruppo degli "Innamorati di Aosta", promosso dall'artista Patrizia Nuvolari.

L'esibizione consiste nel presentarsi vestiti di nero con cuore rosso cucito sul petto, una maschera di teschio a coprire il volto. Gli interpreti si posizioneranno uno accanto all'altro passandosi di mano in mano il messaggio "L'inceneritore brucia anche te".

"Gli Innamorati di Aosta - spiega un nota diffusa oggi - non vogliono l'inceneritore. Perché minaccia la salute; perché spreca risorse economiche che potrebbero essere impiegate in modo più utile; perché snobba la raccolta differenziata; perché conferisce alla città un'immagine deleteria per il suo sviluppo turistico; perché l'inceneritore è una soluzione vecchia e inutile. E puzza!". (ANSA).

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Manifestazione contro l'inceneritore di Albano il 5 dicembre 2008

[fonte Castellinews.it]

Il Coordinamento no inceneritore di Albano Laziale manifesterà alla Pisana, sede della regione Lazio

Assemblea pubblica presso il centro anziani di Cecchina per informare la cittadinanza sulle nuove iniziative per impedire la costruzione dell'impianto

Si è svolta venerdì 21 novembre presso il centro anziani di Cecchina l'assemblea pubblica indetta dal coordinamento contro l'inceneritore di Albano Laziale.

Scopo dell'incontro informare la cittadinanza sugli ultimi atti del movimento per impedire la realizzazione dell'impianto che dovrà sorgere a Roncigliano e per invitare la gente a partecipare alla manifestazione di dicembre sotto la sede della Regione Lazio.

«Il percorso del coordinamento iniziato da circa un mese è stato importante – ha affermato Claudio Fiorani segretario Verdi di Albano – ora è ancora più difficile a seguito della positiva valutazione di impatto ambientale da parte della Regione che ha dato il via libera a Cerroni per la realizzazione dell'impianto.

Obbiettivi attuali del movimento sono il ricorso al Tar che stiamo già realizzando, ma anche la manifestazione del 5 dicembre sotto la sede della Regione. Insieme a noi protesteranno anche i comitati No turbogas di Aprilia e del Nofly di Ciampino».

«Noi abbiamo cercato il dialogo con il presidente Marrazzo – ha detto Fiorani – quando siamo andati per portargli le firme che avevamo raccolto, non abbiamo avuto le risposte che volevamo. Questo significa che non c'è voglia di confrontarsi – conclude – quindi è necessaria una mobilitazione straordinaria da parte dei residenti della zona, solo attraverso ciò possiamo fare sentire la nostra voce e riuscire a bloccare questo scellerato progetto».

«Dobbiamo compiere tutti gli atti necessari sia legali che di protesta materiale per cercare in tutti i modi di fare cambiare idea alla Regione – ha esclamato un rappresentante del Coordinamento durante l'intervento – questo però comporta compiere dei grandi sforzi che vanno verso una maggiore informazione e visibilità del movimento».

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I dati taroccati dell'inceneritore di Lucca

Un'indagine di Rai News 24

La ciminiera dei dati truccati
di Mario Sanna

20 Novembre 2008

I risultati delle analisi sulle emissioni dell'inceneritore del Pollino, vicino Lucca, sarebbero stati 'taroccati'.

E' questa l'ipotesi investigativa della magistratura lucchese a seguito della denuncia del colosso francese Veolia che ha rilevato l'impianto dalla 'Termomeccanica'.
Un hard disk e' ora al vaglio della magistratura che cerca prove a confermare l'ipotesi del software truccato.
La vicenda alimenta nuove polemiche su un tema caldo, quello degli inceneritori che gia' nel recente passato ha provocato vere e proprie rivolte come nel caso di Acerra.
Intanto, gli abitanti della zona, che gia' sospettavano e denunciavano da tempo i danni prodotti dal precedente inceneritore in funzione fino al 1988, ora sono preoccupati per gli effetti delle emissioni che sarebbero state fuori controllo. Nell'inchiesta le testimonianze di tutti i protagonisti.

Guarda l'inchiesta sul sito di Rai News 24

Scarica il video dell'inchiesta

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Medici e pediatri di Padova contro gli inceneritori: ci avvelenano!

A Padova vogliono costruire il terzo inceneritore: alcuni cittadini "terroristi, disfattisti, demogoghi, utopisti, prezzolati ecc." sono contrari.
Chi sono questi pericolis criminali?
Sono i medici di base (cioè quello che volgarmente chiamiamo il "medico della mutua") che in un recente convegno hanno lanciato l'allarme sui tanti e gravissimi pericoli degli inceneritori.
Che interessi hanno secondo voi, se non quello della salute dei loro pazienti? Forse sono stufi di curare tumori e altre patologie che crescono a dismisura.
Chiudere gli inceneritori vuol dire fare vera medicina preventiva: la prevenzione di cui si riempiono la bocca in tante belle trasmissioni televisive e per cui ci chiedono soldi in cambio di arance, azalee, castagne, ciclamini, mele ecc.
Chiudere gli inceneritori fa bene alla salute!


[rielaborato da http://www.padovanews.it/content/view/40981/115/]

Medici di base contro gli inceneritori

Nel recente convegno 'Ambiente e salute', organizzato dall' Ordine dei Medici di Padova, i ricercatori presenti hanno lanciato l'allarme sui rischi per la salute umana delle sostanze scaricate nell'aria dagli inceneritori, anche quelli cosiddetti di ultima generazione: I veleni si chiamano diossina, metalli pesanti, polveri sottili.

I veleni emessi inquinano l'aria, ma anche il suolo, l'acqua, le coltivazioni agricole. Trasportate dai venti, le emissioni inquinano zone che possono arrivare fino ad un raggio di molti chilometri intorno all'inceneritore.

Gli effetti dannosi per la salute si sommano a quelli di altri inquinanti presenti nel territorio (industriale, da traffico, elettromagnetico), portando ad un aumento statisticamente significativo di tumori, di nascite di bambini pretermine e di basso peso per la popolazione residente.
[avvelenano i nostri figli e noi non facciamo nulla?]

E da ultimo per il principio fisico per il quale nulla si crea e nulla si distrugge, rimane il problema dello stoccaggio delle sostanze altamente tossiche che residuano dai processi di incenerimento e che richiedono siti di stoccaggio speciali.

Nonostante tutto questo gli inceneritori e le discariche sembrano essere ormai l'unica soluzione per lo smaltimento dei rifiuti urbani ed industriali, al punto che anche nel Comune di Padova, pur virtuoso nella raccolta differenziata, sono iniziati i lavori per la III linea dell'inceneritore di Camin.

L'alternativa al problema esiste!

Da tempo è in uso in molti comuni medio- piccoli anche delle nostre zone (Ponte nelle Alpi, numerosi comuni del trevigiano, Rovigo, solo per citarne alcuni) ma anche in grandi metropoli come Los Angeles: si chiama RIFIUTI ZERO.

Consiste nella raccolta differenziata porta a porta, nel riuso dei contenitori con prodotti sfusi, nel convincere la grande distribuzione a rinunciare agli imballaggi ingombranti. Cosi' facendo la percentuale dei rifiuti da conferire in piccole discariche si puo' ridurre fino al 10% (e per di piu' solo di materiali inerti). Rendendo quindi del tutto inutili le grandi ed inquinanti discariche e gli inceneritori con le loro emissioni.

La popolazione sempre piu' spesso si attiva autonomamente per difendersi dall'inquinamento e dal sorgere di nuove discariche ed inceneritori e per tutto questo ci sembra necessario che anche i medici (soprattutto i medici ed i pediatri di famiglia) che sono piu' direttamente a contatto con la popolazione ed i loro reali bisogni, diano inizio ad una seria campagna di informazione e di sensibilizzazione rivolta ai propri pazienti su queste possibili alternative di smaltimento dei rifiuti.

Si tratta del resto, come e' chiaramente evidente, di non venir meno ai propri compiti di svolgere interventi di medicina preventiva rivolti a tutelare la salute delle persone.


Dott. Francesco Palermo medico di base
Dott. Roberto Marinello pediatra di base

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venerdì 21 novembre 2008

Piemonte: impegni concreti per ridurre i rifiuti

[fonte http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=10496]

I consigli di De Ruggiero: "Compostaggio domestico e prodotti sfusi"
di Federico Vozza - venerdì 21 novembre 2008 14:14

L'assessore all'Ambiente del Piemonte, Nicola De Ruggiero, fa il punto sulle iniziative regionali per la riduzione dei rifiuti. "Si incomincia ad osservare una incoraggiante inversione di tendenza". Presto nella grande distribuzione oltre ai detersivi sfusi anche il vino alla spina. L'impegno personale: "Da tempo in famiglia beviamo solo acqua del rubinetto, facciamo il compost e utilizziamo solo borse di tela"

Alla vigilia della Settimana Europa per la Riduzione dei Rifiuti abbiamo contattato l'assessore regionale all'Ambiente Nicola De Ruggiero. Con lui abbiamo fatto il punto sui progetti già avviati in Piemonte per la riduzione alla fonte dei rifiuti.

Assessore, si può dire soddisfatto per i risultati fin qui raggiunti?
Decisamente sì. Nel 2007 ciascun piemontese ha prodotto 6 kg di rifiuti in meno. Un risultato contenuto dal punto di vista numerico, ma che indica una incoraggiante inversione di tendenza.

Quali sono i progetti presenti e futuri per la riduzione dei rifiuti su cui intende puntare maggiormente?
Sta dando ottimi risultati il progetto dei detersivi alla spina. A breve saranno ben 45 i punti vendita in tutto il Piemonte dove si potranno ricaricare i flaconi. Intendiamo a breve lanciare un'analoga iniziativa per distribuire vino sfuso. Inoltre punteremo sulle strutture alberghiere, soprattutto quelle con marchio Ecolabel, per ridurre i rifiuti da imballaggio. Bisogna puntare molto anche sul compostaggio domestico, come già è stato fatto in alcune zone della regione.

Qual'è il suo impegno personale per la Settimana di Riduzione?
In famiglia, come può immaginare, siamo molto sensibili al tema. Utilizziamo da tempo solo buste di tela, beviamo acqua del rubinetto e gettiamo i rifiuti organici nella compostiera in giardino. Cercheremo di fare ancora più attenzione riducendo ulteriormente i nostri rifiuti.

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