martedì 12 maggio 2009

Dieci buoni motivi per dire no agli inceneritori

Questo post è da costruire insieme.

Scrivete nei commenti quali possono essere per voi dieci (o anche meno) buoni motivi per dire NO agli inceneritori.

Parto con il mio primo motivo:

costruire inceneritori significa INEVITABILMENTE limitare e boicottare la raccolta differenziata (soprattutto la "porta a porta", che è la più efficace).

Una buona notizia: Legambiente Lazio dice no all'inceneritore di Albano e ad altri nuovi inceneritori nel Lazio

Come i lettori del blog sanno, ci siamo chiesti spesso in passato quale fosse la posizione di Legambiente (a livello nazionale, regionale e locale) sugli inceneritori, sugli inceneritori nel Lazio e sul micidiale megainceneritore di Albano Laziale.

Dopo aver cercato e chiesto, abbiamo avuto non una ma due risposte, puntuali e cortesi, da parte del Circolo Legambiente di Rocca di Papa (nei Castelli Romani, quindi in provincia di Roma) e del suo presidente, Enrico Cacciatori, che qui ringrazio pubblicamente.

Con una prima risposta, Enrico Cacciatori ci ha detto: "Siamo totalmente contrari (all'inceneritore di Albano Laziale), per noi la raccolta differenziata è l'unica strada da praticare, costa meno, produce reddito, non inquina e soprattutto EDUCA."

In seguito, Cacciatori ci ha mandato un comunicato dettagliato di Legambiente Lazio, del 6 maggio 2009, (lo trovate anche nel sito di Legambiente Lazio, nella sezione dei comunicati) in cui si spiega che nel Lazio non servono nuovi inceneritori e tanto meno quello di Albano, ma piuttosto ci vuole più raccolta differenziata "porta a porta".
Nel comunicato si legge infatti che "Legambiente nelle sue analisi aveva determinato, che non richiedono quindi alcuna necessità di realizzare ulteriori impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti nel Lazio, né ad Albano né altrove."

Ci auguriamo che il signor Marrazzo e anche il signor Di Carlo, il noto "assessore alla vaccinara" (tuttora assessore nonostante lo scabndalo di Report; amico dell'inceneritorista Cerroni ma in passato anche attivista e dirigente di Legambiente, nonché addirittura presidente di Legambiente Lazio), possano leggere la posizione di Legambiente Lazio e ne facciano tesoro, bruciando definitivamente il folle progetto dell'inceneritore di Albano Laziale, una fabbrica di gas tossici e cancerogeni in una zona altamente popolata, alle porte della metropoli di Roma.



Comunicato stampa Legambiente Lazio (6 maggio 2009)


RIFIUTI: NEL LAZIO OLTRE L’83% SONO FINITI IN DISCARICA NEL 2007. RACCOLTA DIFFERENZIATA FERMA AL 12,1% E 604 CHILOGRAMMI DI RIFIUTI PRODOTTI PER ABITANTE ALL’ANNO.
A ROMA PRODOTTE OLTRE 1,7 MILIONI DI TONNELLATE DI RIFIUTI, LA METÀ DELLA PRODUZIONE LAZIALE, RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 16,9%.
ECCO I DATI PER IL LAZIO ESTRAPOLATI DAL RAPPORTO RIFIUTI ISPRA 2008.

LEGAMBIENTE: “ABBANDONARE USO INDISCRIMINATO DISCARICHE E PUNTARE DAVVERO SU RIDUZIONE, RIUSO, RACCOLTA DIFFERENZIATA E RICICLAGGIO DEI RIFIUTI. NO A NUOVI INUTILI INCENERITORI. A ROMA RIVEDERE OBIETTIVI FISSATI DALL’AMMINISTRAZIONE, IL 35% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA NON BASTA, ESTENDERE PORTA A PORTA. SU NUOVA DISCARICA AMA BISOGNA FAR USCIRE LA DISCUSSIONE DAL DIMENTICATOIO.”


Oltre 2.790.000 tonnellate di rifiuti sono finiti in discarica nel 2007 nel Lazio, l’83% del totale di 3.359.554 tonnellate prodotte, il maggiore quantitativo in assoluto in Italia. La raccolta differenziata è ferma ad un misero 12,1%, la produzione dei rifiuti continua a crescere, con un quantitativo per abitante che ha raggiunto i 604 chilogrammi all’anno. Il 76,7% dei rifiuti si producono nella Provincia di Roma, una immensa mole di 2.575.320 tonnellate all’anno, con 634 kg/abitante/anno che ne fanno la Provincia del Lazio con il più alto tasso di produzione pro-capite. Le restanti 784.225 tonnellate si producono per il 329.115 in Provincia di Latina, per il 213.829 in Provincia di Frosinone, per il 160.077 in Provincia di Viterbo e per il 81.204 in Provincia di Rieti. Nella Capitale la musica non cambia: 1.764.612 tonnellate di rifiuti si producono a Roma, oltre la metà della produzione laziale (52,5%), con una produzione pro-capite che arriva addirittura a 649 chilogrammi per abitante all’anno, la raccolta differenziata è al 16,9% (nel 2008 al 19,5% secondo recenti dati AMA), ma con il sistema attuale non riesce a sfondare nemmeno il muro del 20%. Ecco alcuni tra i più significativi dati per il Lazio estrapolati da Legambiente dal Rapporto Rifiuti ISPRA 2008 (base dati 2007) presentato oggi a Roma, con una sintesi e le proposte dell’associazione ambientalista.

“Roma e il Lazio hanno ancora davvero tanta strada da fare per rendere efficiente la gestione dei rifiuti, abbandonando l’uso indiscriminato delle discariche e puntando davvero sulla riduzione, il riuso, la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La Regione ha disegnato un quadro con l’obiettivo ambizioso del 50% di raccolta differenziata al 2011, investendo nel triennio 106 milioni di Euro per raggiungerlo, ora è il tempo delle scelte coraggiose da parte delle Province e dei Comuni: nella Capitale come nei piccoli e medi Comuni, bisogna togliere i cassonetti dalle strade e passare a raccolte pertinenziali per riciclare meglio e di più, come in tutte le città del mondo, con azioni decise. Le innumerevoli realtà che hanno scommesso in questa direzione ottengono risultati eccellenti, come avviene anche nei Comuni laziali che lo fanno, in quelli della Provincia di Roma impegnata su questo fronte e anche nei quartieri della Capitale dove si sfonda il 60% di raccolta differenziata. All’Amministrazione capitolina serve più convinzione rispetto ai piani già presentati, che non convincono, con nuovi investimenti e azioni concrete. Chiediamo anche di aggiornare la norma sull’ecotassa, è troppo conveniente buttare i rifiuti in discarica, non va bene, porta ad allargare tutti i siti. Non c’è allora da attendere, non servono nuovi inceneritori né chissà quali grandi impianti, vanno progettati e avviati gli interventi, coinvolgendo i cittadini in una grande sfida per rendere migliore Roma e il Lazio.”

Sul fronte degli impianti la situazione è preoccupante per il trattamento dell’umido-verde, per il quale l’attuale offerta impiantistica è pari a 334.325 t/a, circa un quarto del totale dell’organico che si produrrà quando la differenziata arriverà al 50% come fissato. Sono, invece, dieci gli impianti dedicati al trattamento meccanico biologico dei rifiuti con una capacità di trattamento autorizzata di 1.883.580 tonnellate/anno e un quantitativo di rifiuto trattato di 853.091 tonnellate/anno. Le discariche la fanno da padrone: oltre 2milioni790mila tonnellate di rifiuti finiscono nelle dieci enormi buche scavate nel Lazio ogni anno nella nostra regione, l’83% del totale di 3.359.554 tonnellate prodotte: un quantitativo immenso, il maggiore su scala regionale in assoluto in Italia. Nella nostra regione sono in funzione impianti di incenerimento di rifiuti urbani nei Comuni di Colleferro (Rm), con due linee da 55.998 e 50.175 t/a di capacità media annua, di San Vittore (Fr), con due linee da 184.285 t/a di capacità media complessiva annua, e di Roma, sciaguratamente realizzato a Malagrotta, con una capacità di 185.200 t/a; complessivamente risultano attivi nel Lazio quattro impianti, con una capacità di trattamento di 475.658 t/a, un quantitativo decisamente vicino alle 466.730 t/a che Legambiente nelle sue analisi aveva determinato, che non richiedono quindi alcuna necessità di realizzare ulteriori impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti nel Lazio, né ad Albano né altrove.

Sono, altresì, piuttosto deludenti tutte le percentuali di raccolta differenziata che si evidenziano nelle diverse province, ma certo quelle di Frosinone (4,1%) e di Rieti (4,5%) sono davvero al di sotto di qualsiasi aspettativa. Una situazione deprimente, se si pensa che la Lombardia nel 2007 è arrivata al 44,5% di raccolta differenziata e il Veneto al 51,4%, con una media italiana del 27,5%. Sulla percentuale complessiva, è la carta ad avere i migliori risultati, visto che ben 226.147 tonnellate (55,8%) sul totale della raccolta differenziata regionale sono costituite da questa frazione merceologica. Seguono il vetro con 54.913 tonnellate (13,5%), inaspettatamente l’organico che si fa ancora decisamente poco con 43.113 tonnellate (10,6%) e molto più in basso la plastica con 14.915 tonnellate (3,7%). A questo contesto si aggiunge un preoccupante incremento degli illeciti nel ciclo dei rifiuti. Con sei reati al giorno, il Lazio è la quarta regione d’Italia per illegalità ambientale, secondo il Rapporto Ecomafie di Legambiente. In particolare per l’illegalità nella gestione dei rifiuti, nel 2007 la nostra regione sale dal sesto al quarto posto della classifica nazionale con 291 infrazioni, pari al 7,4% del totale nazionale, con una decisa crescita di 100 infrazioni, cioè il 50,2% in più, rispetto alle 191 infrazioni registrate nel 2004.

“La Regione ha bisogno di impianti utili, come quelli per il compostaggio e il trattamento delle raccolte differenziate, non nuovi inceneritori che si continuano invece ad autorizzare, e di una politica più forte sulla riduzione dei rifiuti – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. A Roma vanno rivisti gli obiettivi fissati dall’Amministrazione, raggiungere il 35% di raccolta differenziata “nei prossimi anni” non basta, è un obiettivo troppo vago, va esteso a tutta la città lo sviluppo della raccolta porta a porta e del riciclaggio, la via non è quella della raccolta stradale che comunque continua ad avere diversi problemi nelle frequenze di svuotamento dei 30mila cassonetti, mentre va accelerato il positivo allargamento del numero di isole ecologiche. Anche sulla nuova discarica AMA bisogna far uscire la discussione dal dimenticatoio, senza estemporanee ipotesi di conferimento fuori dal territorio comunale, per chiudere davvero Malagrotta che continua invece a crescere, e oltre ai danni ambientali che comporta ogni discarica, vede i romani continuare inutilmente a pagare oltre 100milioni di Euro all’anno per sotterrare i propri rifiuti.”

Roma, 6 Maggio 2009
L’Ufficio Stampa

martedì 28 aprile 2009

Elezioni Europee ed inceneritori

Stiamo monitorando la posizione dei vari candidati sugli inceneritori, in genere, e sull'inceneritore di Albano Laziale e sulla situazione dei rifiuti nel Lazio.

Vi informiamo innanzitutto delle posizioni recenti delle forze politiche contrarie all'inceneritore di Albano Laziale.

Contro l'inceneritore di Albano Laziale e contro l'ultima farsa dell'approvazione da parte della Conferenza dei servizi si sono dichiarati:

Rifondazione Comunista: la questione dell'inceneritore di Albano Laziale "e' un fatto grave che crea un ulteriore scollamento della Giunta Marrazzo dalle comunita' locali e compromette i rapporti all'interno della maggioranza''. Lo hanno detto in una nota congiunta il segretario regionale del Prc del Lazio, Loredana Fraleone, e il capogruppo alla Regione, Ivano Peduzzi.

Enrico Fontana (Sinistra democratica/Verdi): ha chiesto una moratoria a Marrazzo.

Comunisti Italiani.

Coordinamento Verdi Castelli/Sinistra e Libertà.

Nuova Destra Sociale.

Non pervenuti gli altri partiti: se avete letto dichiarazioni sul tema, segnalatele al blog!


Abbiamo scritto a tutti i candidati dell'Italia dei Valori per la Circoscrizione Centro (Lazio, Marche, Toscana, Umbria) chiedendo la loro posizione sugli inceneritori, perché siamo rimasti colpiti da un manifesto elettorale del partito di Di Pietro contrario all'energia nucleare (un tema molto vicino per tanti motivi alla questione degli inceneritori).
I seguenti candidati ci hanno risposto, dichiarandosi contrari agli inceneritori. Tenetene conto quando andrete a votare!
Se conoscete candidati alle elezioni europee di qualunque partito nella Circoscrizione Centro che si sono dichiarati pubblicamente contro gli inceneritori, segnalatelo al blog.

giovedì 23 aprile 2009

Il PTI: Partito Trasversale degli Inceneritori

La mamma dei cretini è sempre incinta, dice qualcuno.

Bene, guardate a che livello di idiozia, di manipolazione dell'informazione e di presa per i fondelli dei cittadini riesce ad arrivare la politica nostrana, pur di fare affari (e tanti! $$$$$$$$$) con gli inceneritori.

Le immagini seguenti vengono dal sito chiamato grottescamente
Non rifiutare il buon senso
della provincia di Firenze.

Peccato, dovrebbe chiamarsi
Non rifiutare i tumori mentre noi inceneriamo.it
oppure
Tu cittadino sei come la monnezza.org

Scopriamo insieme le castronerie che da questo sito vengono sciroppate ai cittadini.


1. Commento: pigliatevi quattro alberi e non rompete i cabasisi (o scatole o coglioni).
Si commenta da solo, per quanto è ipocrita.



2. E' falso che si ricicla solo il 50% dei rifiuti (e perché non il 52 o il 54?)
Chi lo ha detto che si ricicla solo il 50%? La provincia di Firenze sa che esiste la strategia "rifiuti zero"? Conosce le tecnologie dell'impianto di Vedelago, a Treviso? Ma soprattutto: perché i capi della provincia di Firenze, per penitenza, non se ne vanno a piedi fino a Capannori (in provincia di Lucca) e chiedono come fare?




3. Sarebbe l'unica pubblicità sensata, peccato che tutto però deve essere funzionale solo e unicamente a un progetto: fare gli inceneritori e lasciar fare ai manovratori.
Di rifiuti vogliamo parlarne ma come vogliamo noi (e non solo credendo alle frescacce che raccontate voi!).


4. Dulcis in fundo: questa è davvero una porcata.
Glielo spiegate voi della provincia di Firenze ai bimbi che nascono malformati per le patologie portate dagli inceneritori (nanopolveri molto più delle diossine)?
Lo spiegate voi alle mamme che abortiscono?
Ai figli che vedono i papà e le mamme morire di tumore perché a qualche chilometro da casa c'è l'inceneritore?
Vergogna!

mercoledì 22 aprile 2009

Elezioni Europee e Partito Trasversale degli Inceneritori

Come abbiamo visto, il PTI (Partito Trasversale degli Inceneritori) è ormai ampiamente dominante tra i politici di mestiere ed i faccendieri, mentre è molto meno rappresentato tra i cittadini.

Da qui la domanda: ma perché continuiamo/continuate a votare questi figuri? Perché votate gente e partiti che compromettono il futuro della salute vostra, dei vostri figli, dei figli dei vostri figli? Perché tollerate che questi buffoni facciano soldi e conservino il potere a spese dei nostri tumori?

Ora, quando tra qualche settimana voterete per le Europee, almeno non vi fate prendere per il culo e votate solo per gente che garantisce il proprio "no" agli inceneritori, alla ecomafia dei rifiuti e della monnezza, alla politica di distruzione dell'ambiente.

Nel Lazio c'è veramente poco da scegliere, stando alla vicenda vergognosa dell'inceneritore di Albano e alle politiche suicide della regione, della provincia e del comune di Roma.

Fate il vostro gioco!

Se c'è qualche candidato alle Europee disposto a dichiarare pubblicamente il proprio NO agli inceneritori, gli daremo spazio (gratis)!

Mi arrendo!

"Per legge e per logica la termovalorizzazione è un sistema sicuro, controllato e intelligente."

Quando leggo sul sito di un'istituzione pubblica (provincia di Firenze) la frase qui sopra, mi arrendo e abdico da ogni riflessione razionale.
I termovalorizzatori (una cosa che in Europa non esiste, perché l'unico nome corretto è "inceneritori"), ci spiegano, sono "sicuri, controllati e intelligenti" per legge. Non perché ci sono prove ed evidenze scientifiche, non perché ci sono indagine sanitarie ed epidemiologiche.
Per legge!

Di questo passo, potremo dire: "le misure contro gli ebrei decise da Mussolini con le leggi razziali erano per legge intelligenti e sicure". Di questo passo, potremo dire qualunque abnormità e giustificare qualunque nefandezza.

Questa frase apre un'intervista esilarante e drammatica a tal professor Corti Andrea dell'Università di Siena, che:
  • non spiega assolutamente nulla sugli inceneritori;
  • non nega (e quindi conferma) che dagli inceneritori escono nanopolveri;
  • non dice nulla sulla estrema pericolosità delle stesse nanopolveri per la salute umana, per gli animali, per le piante e per l'ecosistema (del resto, il prof. non è né un medico né un biologico);
  • ignora evidentemente i sistemi adottati da centinaia di città nel mondo che NON HANNO L'INCENERITORE, non hanno la discarica e non sono sommerse dai rifiuti.

Un prof. ignorante perché, semplicemente, ignora certe cose e quindi, se le ignora, non può dirle.

Io, però, davvero mi arrendo.

martedì 21 aprile 2009

Vergogna: la conferenza dei servizi approva il progetto dell'inceneritore di Albano Laziale

Dal sito del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano
http://www.noinceneritorealbano.it/

VERGOGNA!
LA CONFERENZA DEI SERVIZI APPROVA IL PROGETTO DELL'INCENERITORE DI ALBANO

(ANSA) - ROMA, 20 APR - Il progetto del gassificatore di Albano andrà avanti. Lo ha deciso la conferenza dei servizi a cui hanno partecipato gli uffici competenti di Regione Lazio e Provincia di Roma, i comuni interessati (Albano, Ardea e Pomezia) e rappresentanti della Co.e.Ma, la società che realizzerà l'impianto di proprietà al 66% pubblica (Acea e Ama) e al 33% privata (della Co.La.Ri di Manlio Cerroni). I rilievi negativi di carattere epidemiologico che erano stati precedentemente sollevati dalla Asl Rm H sono stati considerati superati dalla conferenza dei servizi alla luce della relazione del direttore del dipartimento di epidemiologia dell'Asl RM E Carlo Perucci. Adesso serviranno 30 giorni di tempo per la chiusura della conferenza e per la predisposizione dell'atto di autorizzazione integrata ambientale. Ma per questo la riunione di oggi è stata risolutiva, manca solo il disbrigo di pratiche burocratiche. A quanto si apprende tutti comuni interessati avrebbero dato pareri negativi alla realizzazione dell'impianto ma la loro posizione non è stata considerata vincolante ai fini del via libera che ora c'è.
FINE DISPACCIO

Che questa decisione sia stata presa è vergognoso, come è vergognoso che la ASL RM H abbia brillato per la propria assenza alla conferenza dei servizi, dove la regione si è appellata ai pareri di un organo assolutamente incompetente sul nostro territorio (da quel che c'è concesso sapere la giursdizione della ASL RM E è a Nord di Roma).

L'esito della conferenza dei servizi dimostra la miopia politica di un partito democratico che, nonostante le dichiarazioni televisive di un new deal ambientalista, non propone alcuna visione ecologica rispettosa dell'ambiente, della società e dell'economia, ma approva e fa approvare un inceneritore che distruggerà le materie prime e impedirà che i materiali vengano riciclati e immessi nel ciclo della sostenibilità, che porterà al depauperamento delle risorse idriche e all'avvelenamento della nostra terra.

Non crediate che tutto questo ci fermerà, la lotta andrà avanti battendo tutte le strade percorribili, poichè
QUESTA NON E' UNA BATTAGLIA CHE SIAMO DISPOSTI A PERDERE.

Informazione ed inceneritori: le relazioni pericolose


Questo post è sintetizzabile con l'immagine qui sopra, che mostra le relazioni tra le società che fanno e gestiscono gli inceneritori in Italia ed i proprietari della gran parte dell'informazione.

Se volete saperne di più, leggete questo interessantissimo articolo dal blog di Peppe Carpentieri "Sostenibilità, decrescita e democrazia".

Allucinante, non trovate?

Avete qualche esempio a livello locale di "relazioni pericolose" tra informazione e Partito degli inceneritori? Dite la vostra.

lunedì 20 aprile 2009

Vuole la busta di plastica? NO!

Non basta protestare contro gli inceneritori (cosa peraltro sacrosanta e giusta!).
Bisogna anche cominciare a darsi da fare e compiere atti concreti.

Per questo dal blog Tippitappi vi segnalo questo video sulle buste di plastica.

Buona visione!



Che ne pensate, possiamo ricordare di portare sempre con noi una o due buste di stoffa o carta quando usciamo a fare spese? In farmacia, al supermercato, in libreria (dove spesso ti danno buste di plastica, ahimè).

Se avete idee ed esperienze per risparmiare buste di plastica, aspettiamo la vostra segnalazione.

Vignette contro gli inceneritori

Gli inceneritori sono uno spreco economico per tutti i cittadini, sono la fine della raccolta differenziata, sono un modo veloce ed efficace per spargere malattie come tumori, malformazioni genetiche, malattie cardiovascolari ecc. Dobbiamo combatterli e combattere il circuito vizioso "spazzatura-soldi-politici-industriali" che fa vincere la lobby degli inceneritori, a destra come a sinistra. Però, questi fottuti inceneritori possiamo anche sfotterli! Questa è una prima raccolta di vignette e immagini contro gli inceneritori. Buon divertimento!




*****

No alla riattivazione degli inceneritori di Colleferro

Questo è il comunicato ufficiale con cui la Rete per la Tutela della Valle del Sacco (RETUVASA) contesta le ipotesi di riapertura degli impianti di incenerimento a Colleferro (in provincia di Roma), fermati dopo le ben note vicende giudiziarie.

La Rete per la Tutela della Valle del Sacco dice NO alla riapertura degli impianti di incenerimento a Colleferro. I fatti accaduti in queste ultime settimane hanno portato alla luce il modo criminoso in cui i dirigenti e i responsabili delle società Mobilservice srl (di proprietà per il 100% del consorzio GAIA) ed EP Sistemi Spa (in comproprietà tra GAIA e AMA) hanno gestito gli impianti. Come conseguenza si è arrivati agli arresti di queste persone e di coloro che avevano il compito di certificare la qualità del servizio, che hanno collaborato a questo disegno criminoso.

A noi non è dato sapere se le indagini della Procura di Velletri siano ancora in corso e in quale direzione stiano procedendo. Non sappiamo se saranno presi ulteriori provvedimenti anche nei confronti di altri responsabili in relazione alla truffa a danno dello stato e dei cittadini per diversi milioni di euro che le suddette società hanno ottenuto dal Gestore dei Servizi Elettrici.

Ci appare però molto chiaro che è arrivato il momento di dire ORA BASTA di fronte allo scenario in cui non si è avuto in alcun modo rispetto né dei cittadini né dell’ambiente, attentando alla salute dei primi e procurando danni irreversibili ad un territorio già lacerato, con l’avallo inoltre delle istituzioni incuranti ora partner nei processi di reindustrializzazione.

Adesso ed in maniera inequivocabile:

  • chiediamo al Sindaco di Colleferro di non riaprire gli impianti di incenerimento e di pretendere che non ne venga imposta la riapertura da nessun livello istituzionale superiore, altrimenti lui e tutti coloro che sosterranno questa riapertura saranno ritenuti complici di questo disegno criminoso dai cittadini.
  • chiediamo al Sindaco di istituire un tavolo al quale possano sedere anche la Rete e/o altre rappresentanze di cittadini presenti sul territorio per affrontare questa emergenza.
  • chiediamo al Sindaco di adoperarsi affinché i lavoratori delle aziende operanti presso gli inceneritori e quelli delle aziende di tutto l’indotto occupazionale vengano tutelati nelle forme previste dalle leggi, facendo in modo che non diventi anche questa un’occasione per ricattare i lavoratori attraverso lo spettro del licenziamento.
  • invitiamo il Sindaco di Colleferro, per evitare di diventare anche egli complice, di fare il suo dovere e pretendere di essere informato sulla gravità dei fatti.
La manifestazione che si terrà a Colleferro scalo il 18 aprile è una delle tante iniziative che i cittadini metteranno in atto per far capire cosa vogliono e cosa non vogliono, e che attraverso la Rete e le associazioni e movimenti sul territorio faranno tutto il possibile per salvaguardare la salute e l’ambiente, anche costituendosi parte civile nei procedimenti giudiziari in corso.

Il 18 aprile vogliamo far sapere anche che LO STATO SONO I CITTADINI e non le istituzioni, al servizio dei quali devono operare.

sabato 18 aprile 2009

La raccolta differenziata dei rifiuti vince: il Concorso per i Comuni Ricicloni

Diffondiamo volentieri la notizia della XV edizione del Concorso per i Comuni Ricicloni, organizzato da Legambiente. Il concorso premia i comuni che raggiungono i migliori risultati nella raccolta differenziata.

Dobbiamo però invitare Legambiente a occuparsi anche e soprattutto di inceneritori, come quello di Albano Laziale, ai Castelli Romani.
Finora, a quanto ci risulta (ma saremmo lieti di essere smentiti), Legambiente, a livello nazionale o regionale, non è intervenuta sul problema dei rifiuti nel Lazio e specificamente sull'inceneritore di Albano Laziale, a partire dal silenzio sullo scandalo del servizio di Report che ha portato alle (finte) dimissioni dell'assessore alla vaccinara, Mario Di Carlo.
(per la cronaca, Di Carlo, già presidente di Legambiente Lazio, è ancora assessore regionale, anche se ufficialmente non si occupa più di rifiuti)

Sull'inceneritore di Albano Laziale ci risulta solo un lodevole intervento del Circolo Legambiente di Rocca di Papa.

Intanto, in attesa di una denuncia forte delle manovre dei vari Marrazzo, Cerroni, Zingaretti ecc., ben venga anche il concorso!

Legambiente, in collaborazione con CONAI e i Consorzi di filiera e con il patrocinio del Ministero per l’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, indice la 15° edizione del Concorso Comuni Ricicloni, che premia i migliori risultati di raccolta differenziata in Italia.

L’iniziativa è rivolta a tutti i comuni italiani, che a partire dal 16 marzo 2009 potranno comunicare i dati di produzione dei rifiuti urbani compilando la scheda di partecipazione da scaricare, compilare e inviare via fax allo 02.4547.5776, oppure inserendo i dati direttamente nella scheda on line.

Prima di procedere alla compilazione i Comuni che intenderanno partecipare sono invitati a leggere attentamente il bando di partecipazione.

Le schede debitamente compilate dovranno pervenire entro e non oltre il 15 maggio 2009.

giovedì 16 aprile 2009

Destra e sinistra unite per (favorire) i tumori

Sembra proprio che la costruzione del maledetto inceneritore di Albano Laziale stia per saltare (ma come direbbe Trapattoni, "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco").
Dopo la fondamentale inchiesta di Report che ha fatto saltare il buon vecchio assessore "alla vaccinara" Mario Di Carlo, ora Espresso e Unità, in prima fila, tirano bordate sull'inceneritore che dovrebbe ammorbare i Castelli Romani.

Ma la "cosiddetta" destra e la "cosiddetta" sinistra sono sempre attive per spargere nanopolveri e diossina sui cittadini e favorire così la diffusione dei tumori.

Leggiamo dall'interessante articolo di Emiliano Fittipaldi sull'Espresso.
Una vera doccia scozzese (gelata e bollente, alternata).
Prima scopriamo che Alemanno e tal Panzironi (presidente Ama Roma) sono contrari all'accordo con Cerroni per l'inceneritore di Albano. Evviva!
Poi però scopriamo che lo stesso Alemanno vorrebbe fare un inceneritore (per decenza l'articolo lo chiama "sversatoio con termovalorizzatore") ad Allumiere, sui terreni del ministro della guerra, Ignazio La Russa. Ma spunta anche un'altra idea brillante: bruciare la monnezza nella centrale Enel di Civitavecchia.

Destra (cosiddetta) e sinistra (cosiddetta) sono quindi sempre di più unite intimamente quando si tratta di sviluppare il business dei rifiuti sulle spalle della nostra salute e - ma ovviamente non lo dicono - della spesa sanitaria, che crescerà a dismisura per curare tumori, malformazioni genetiche, allergie e centinaia di altre malattie provocate dagli inceneritori e da una gestione criminale dei rifiuti.

Che ne pensate? Dite la vostra!

Ma il niet al gassificatore di Albano ha anche risvolti politici. I due grandi sconfitti sembrano proprio Marrazzo, che senza una soluzione rapida della vicenda rischia di assistere a un ri-commissariamento della regione, e Manlio Cerroni, l'imprenditore della società Pontina Ambiente e re di Malagrotta che, insieme ad Ama ed Acea, punta a costruire lì, sopra i suoi terreni, il quarto inceneritore del Lazio. Un investimento da 250 milioni di euro, senza dimenticare i 40 megawat di energia prodotta al giorno. Al sindaco Gianni Alemanno e al presidente della municipalizzata Ama, Franco Panzironi, l'accordo con Cerroni non è mai piaciuto. Dubbi anche sull'obiettivo del piano rifiuti, considerato irrealistico, di arrivare entro il 2011 al 50 per cento di raccolta differenziata. L'idea è quella di chiudere Malagrotta e, al posto di Albano, aprire uno sversatoio con termovalorizzatore annesso ad Allumiere, sopra i terreni del demanio militare gestiti dall'amico e ministro Ignazio La Russa. Nel centrodestra gira anche un'altra ipotesi, si dice caldeggiata da Paolo Togni, ex braccio destro di Altero Matteoli e oggi direttore del dipartimento politiche ambientali della capitale: bruciare il Cdr nella centrale Enel di Torrevaldaliga, a Civitavecchia. Secondo alcuni, l'operazione è tecnicamente impossibile. Perucci spiega, poi, che proprio a Civitavecchia c'è un eccesso "misurabile" di mortalità e di ricoveri legati a malattie respiratorie. "L'impatto ambientale in città proviene da più fonti: il porto più grande del Tirreno, con navi che hanno emissioni fino a 10 volte più alte del peggior inceneritore d'Italia, due centrali elettriche, quella dell'Enel e un cementificio".

mercoledì 15 aprile 2009

Habemus "porta a porta" (ma è sempre poca!)

Dopo Colli Aniene e Decima nel 2007, Massimina nel 2008, ora arrivano Trastevere, uno dei quartieri più cari ai romani, insieme al Villaggio Olimpico e al Torrino Sud.
Si tratta dei quartieri di Roma dove faticosamente si fa strada la raccolta differenziata porta a porta.
Di questo tema abbiamo già parlato nel blog.

I numeri dell'Ama li trovate più avanti.
La stessa Ama proclama i vantaggi della raccolta differenziata porta a porta:
  • maggiore tutela ambientale
  • facilità per il cittadino
  • contenimento dei costi
  • strade più pulite e maggior decoro urbano
  • recupero di posti macchina per l'eliminazione dei cassonetti.
La nuova sezione del sito dell'Ama dedicata alla "porta a porta" (al grido di "Butta bene, vivi meglio") è davvero ben fatta.

Ma allora mi chiedo: ma perché cavolo non estendere SUBITO la raccolta porta a porta in tutta Roma? Subito vuol dire subito, non tra qualche anno.
Alemanno, che fai? Dormi? Stai ancora sui ponti a guarda' il Tevere in piena? Svegliati, l'alluvione non c'è stata ma Roma rischia di essere sommersa dai rifiuti, anziché dall' acqua.
Perché non ti muovi, Alemanno? Forse devi obbedire al PTI (Partito Trasversale degli Inceneritori) di cui il presidente del Milan, nonché tuo amministratore delegato, è uno degli esponenti principali?

Intanto la grande Novara supera il 70% (per la precisione, 70,%) di differenziata, grazie alla raccolta porta a porta "spinta" e a controlli capillari, raggiungendo con sei anni di anticipo gli obiettivi fissati dalla Unione Europea. Peraltro a noi non dispiace neanche la nostra Ciampino.

Ecco intanto i dati dell'Ama sulla raccolta porta a porta a Roma:

Colli Aniene
4.583 famiglie
12.833 abitanti
270 utenze non domestiche

Decima
1.668 famiglie
4.504 abitanti
91 utenze non domestiche

Massimina
4.123 famiglie
12.734 abitanti
517 utenze non domestiche

Villaggio Olimpico
4.689 Abitanti
1.563 Utenze Domestiche
93 Utenze Non Domestiche

Trastevere
22.380 Abitanti
7.460 Utenze Domestiche
1.116 Utenze Non Domestiche

Torrino Sud (in fase di avvio)
11.754 Abitanti
3.918 Utenze Domestiche
153 Utenze Non Domestiche