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martedì 12 maggio 2009

Una buona notizia: Legambiente Lazio dice no all'inceneritore di Albano e ad altri nuovi inceneritori nel Lazio

Come i lettori del blog sanno, ci siamo chiesti spesso in passato quale fosse la posizione di Legambiente (a livello nazionale, regionale e locale) sugli inceneritori, sugli inceneritori nel Lazio e sul micidiale megainceneritore di Albano Laziale.

Dopo aver cercato e chiesto, abbiamo avuto non una ma due risposte, puntuali e cortesi, da parte del Circolo Legambiente di Rocca di Papa (nei Castelli Romani, quindi in provincia di Roma) e del suo presidente, Enrico Cacciatori, che qui ringrazio pubblicamente.

Con una prima risposta, Enrico Cacciatori ci ha detto: "Siamo totalmente contrari (all'inceneritore di Albano Laziale), per noi la raccolta differenziata è l'unica strada da praticare, costa meno, produce reddito, non inquina e soprattutto EDUCA."

In seguito, Cacciatori ci ha mandato un comunicato dettagliato di Legambiente Lazio, del 6 maggio 2009, (lo trovate anche nel sito di Legambiente Lazio, nella sezione dei comunicati) in cui si spiega che nel Lazio non servono nuovi inceneritori e tanto meno quello di Albano, ma piuttosto ci vuole più raccolta differenziata "porta a porta".
Nel comunicato si legge infatti che "Legambiente nelle sue analisi aveva determinato, che non richiedono quindi alcuna necessità di realizzare ulteriori impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti nel Lazio, né ad Albano né altrove."

Ci auguriamo che il signor Marrazzo e anche il signor Di Carlo, il noto "assessore alla vaccinara" (tuttora assessore nonostante lo scabndalo di Report; amico dell'inceneritorista Cerroni ma in passato anche attivista e dirigente di Legambiente, nonché addirittura presidente di Legambiente Lazio), possano leggere la posizione di Legambiente Lazio e ne facciano tesoro, bruciando definitivamente il folle progetto dell'inceneritore di Albano Laziale, una fabbrica di gas tossici e cancerogeni in una zona altamente popolata, alle porte della metropoli di Roma.



Comunicato stampa Legambiente Lazio (6 maggio 2009)


RIFIUTI: NEL LAZIO OLTRE L’83% SONO FINITI IN DISCARICA NEL 2007. RACCOLTA DIFFERENZIATA FERMA AL 12,1% E 604 CHILOGRAMMI DI RIFIUTI PRODOTTI PER ABITANTE ALL’ANNO.
A ROMA PRODOTTE OLTRE 1,7 MILIONI DI TONNELLATE DI RIFIUTI, LA METÀ DELLA PRODUZIONE LAZIALE, RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 16,9%.
ECCO I DATI PER IL LAZIO ESTRAPOLATI DAL RAPPORTO RIFIUTI ISPRA 2008.

LEGAMBIENTE: “ABBANDONARE USO INDISCRIMINATO DISCARICHE E PUNTARE DAVVERO SU RIDUZIONE, RIUSO, RACCOLTA DIFFERENZIATA E RICICLAGGIO DEI RIFIUTI. NO A NUOVI INUTILI INCENERITORI. A ROMA RIVEDERE OBIETTIVI FISSATI DALL’AMMINISTRAZIONE, IL 35% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA NON BASTA, ESTENDERE PORTA A PORTA. SU NUOVA DISCARICA AMA BISOGNA FAR USCIRE LA DISCUSSIONE DAL DIMENTICATOIO.”


Oltre 2.790.000 tonnellate di rifiuti sono finiti in discarica nel 2007 nel Lazio, l’83% del totale di 3.359.554 tonnellate prodotte, il maggiore quantitativo in assoluto in Italia. La raccolta differenziata è ferma ad un misero 12,1%, la produzione dei rifiuti continua a crescere, con un quantitativo per abitante che ha raggiunto i 604 chilogrammi all’anno. Il 76,7% dei rifiuti si producono nella Provincia di Roma, una immensa mole di 2.575.320 tonnellate all’anno, con 634 kg/abitante/anno che ne fanno la Provincia del Lazio con il più alto tasso di produzione pro-capite. Le restanti 784.225 tonnellate si producono per il 329.115 in Provincia di Latina, per il 213.829 in Provincia di Frosinone, per il 160.077 in Provincia di Viterbo e per il 81.204 in Provincia di Rieti. Nella Capitale la musica non cambia: 1.764.612 tonnellate di rifiuti si producono a Roma, oltre la metà della produzione laziale (52,5%), con una produzione pro-capite che arriva addirittura a 649 chilogrammi per abitante all’anno, la raccolta differenziata è al 16,9% (nel 2008 al 19,5% secondo recenti dati AMA), ma con il sistema attuale non riesce a sfondare nemmeno il muro del 20%. Ecco alcuni tra i più significativi dati per il Lazio estrapolati da Legambiente dal Rapporto Rifiuti ISPRA 2008 (base dati 2007) presentato oggi a Roma, con una sintesi e le proposte dell’associazione ambientalista.

“Roma e il Lazio hanno ancora davvero tanta strada da fare per rendere efficiente la gestione dei rifiuti, abbandonando l’uso indiscriminato delle discariche e puntando davvero sulla riduzione, il riuso, la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La Regione ha disegnato un quadro con l’obiettivo ambizioso del 50% di raccolta differenziata al 2011, investendo nel triennio 106 milioni di Euro per raggiungerlo, ora è il tempo delle scelte coraggiose da parte delle Province e dei Comuni: nella Capitale come nei piccoli e medi Comuni, bisogna togliere i cassonetti dalle strade e passare a raccolte pertinenziali per riciclare meglio e di più, come in tutte le città del mondo, con azioni decise. Le innumerevoli realtà che hanno scommesso in questa direzione ottengono risultati eccellenti, come avviene anche nei Comuni laziali che lo fanno, in quelli della Provincia di Roma impegnata su questo fronte e anche nei quartieri della Capitale dove si sfonda il 60% di raccolta differenziata. All’Amministrazione capitolina serve più convinzione rispetto ai piani già presentati, che non convincono, con nuovi investimenti e azioni concrete. Chiediamo anche di aggiornare la norma sull’ecotassa, è troppo conveniente buttare i rifiuti in discarica, non va bene, porta ad allargare tutti i siti. Non c’è allora da attendere, non servono nuovi inceneritori né chissà quali grandi impianti, vanno progettati e avviati gli interventi, coinvolgendo i cittadini in una grande sfida per rendere migliore Roma e il Lazio.”

Sul fronte degli impianti la situazione è preoccupante per il trattamento dell’umido-verde, per il quale l’attuale offerta impiantistica è pari a 334.325 t/a, circa un quarto del totale dell’organico che si produrrà quando la differenziata arriverà al 50% come fissato. Sono, invece, dieci gli impianti dedicati al trattamento meccanico biologico dei rifiuti con una capacità di trattamento autorizzata di 1.883.580 tonnellate/anno e un quantitativo di rifiuto trattato di 853.091 tonnellate/anno. Le discariche la fanno da padrone: oltre 2milioni790mila tonnellate di rifiuti finiscono nelle dieci enormi buche scavate nel Lazio ogni anno nella nostra regione, l’83% del totale di 3.359.554 tonnellate prodotte: un quantitativo immenso, il maggiore su scala regionale in assoluto in Italia. Nella nostra regione sono in funzione impianti di incenerimento di rifiuti urbani nei Comuni di Colleferro (Rm), con due linee da 55.998 e 50.175 t/a di capacità media annua, di San Vittore (Fr), con due linee da 184.285 t/a di capacità media complessiva annua, e di Roma, sciaguratamente realizzato a Malagrotta, con una capacità di 185.200 t/a; complessivamente risultano attivi nel Lazio quattro impianti, con una capacità di trattamento di 475.658 t/a, un quantitativo decisamente vicino alle 466.730 t/a che Legambiente nelle sue analisi aveva determinato, che non richiedono quindi alcuna necessità di realizzare ulteriori impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti nel Lazio, né ad Albano né altrove.

Sono, altresì, piuttosto deludenti tutte le percentuali di raccolta differenziata che si evidenziano nelle diverse province, ma certo quelle di Frosinone (4,1%) e di Rieti (4,5%) sono davvero al di sotto di qualsiasi aspettativa. Una situazione deprimente, se si pensa che la Lombardia nel 2007 è arrivata al 44,5% di raccolta differenziata e il Veneto al 51,4%, con una media italiana del 27,5%. Sulla percentuale complessiva, è la carta ad avere i migliori risultati, visto che ben 226.147 tonnellate (55,8%) sul totale della raccolta differenziata regionale sono costituite da questa frazione merceologica. Seguono il vetro con 54.913 tonnellate (13,5%), inaspettatamente l’organico che si fa ancora decisamente poco con 43.113 tonnellate (10,6%) e molto più in basso la plastica con 14.915 tonnellate (3,7%). A questo contesto si aggiunge un preoccupante incremento degli illeciti nel ciclo dei rifiuti. Con sei reati al giorno, il Lazio è la quarta regione d’Italia per illegalità ambientale, secondo il Rapporto Ecomafie di Legambiente. In particolare per l’illegalità nella gestione dei rifiuti, nel 2007 la nostra regione sale dal sesto al quarto posto della classifica nazionale con 291 infrazioni, pari al 7,4% del totale nazionale, con una decisa crescita di 100 infrazioni, cioè il 50,2% in più, rispetto alle 191 infrazioni registrate nel 2004.

“La Regione ha bisogno di impianti utili, come quelli per il compostaggio e il trattamento delle raccolte differenziate, non nuovi inceneritori che si continuano invece ad autorizzare, e di una politica più forte sulla riduzione dei rifiuti – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. A Roma vanno rivisti gli obiettivi fissati dall’Amministrazione, raggiungere il 35% di raccolta differenziata “nei prossimi anni” non basta, è un obiettivo troppo vago, va esteso a tutta la città lo sviluppo della raccolta porta a porta e del riciclaggio, la via non è quella della raccolta stradale che comunque continua ad avere diversi problemi nelle frequenze di svuotamento dei 30mila cassonetti, mentre va accelerato il positivo allargamento del numero di isole ecologiche. Anche sulla nuova discarica AMA bisogna far uscire la discussione dal dimenticatoio, senza estemporanee ipotesi di conferimento fuori dal territorio comunale, per chiudere davvero Malagrotta che continua invece a crescere, e oltre ai danni ambientali che comporta ogni discarica, vede i romani continuare inutilmente a pagare oltre 100milioni di Euro all’anno per sotterrare i propri rifiuti.”

Roma, 6 Maggio 2009
L’Ufficio Stampa

martedì 21 aprile 2009

Vergogna: la conferenza dei servizi approva il progetto dell'inceneritore di Albano Laziale

Dal sito del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano
http://www.noinceneritorealbano.it/

VERGOGNA!
LA CONFERENZA DEI SERVIZI APPROVA IL PROGETTO DELL'INCENERITORE DI ALBANO

(ANSA) - ROMA, 20 APR - Il progetto del gassificatore di Albano andrà avanti. Lo ha deciso la conferenza dei servizi a cui hanno partecipato gli uffici competenti di Regione Lazio e Provincia di Roma, i comuni interessati (Albano, Ardea e Pomezia) e rappresentanti della Co.e.Ma, la società che realizzerà l'impianto di proprietà al 66% pubblica (Acea e Ama) e al 33% privata (della Co.La.Ri di Manlio Cerroni). I rilievi negativi di carattere epidemiologico che erano stati precedentemente sollevati dalla Asl Rm H sono stati considerati superati dalla conferenza dei servizi alla luce della relazione del direttore del dipartimento di epidemiologia dell'Asl RM E Carlo Perucci. Adesso serviranno 30 giorni di tempo per la chiusura della conferenza e per la predisposizione dell'atto di autorizzazione integrata ambientale. Ma per questo la riunione di oggi è stata risolutiva, manca solo il disbrigo di pratiche burocratiche. A quanto si apprende tutti comuni interessati avrebbero dato pareri negativi alla realizzazione dell'impianto ma la loro posizione non è stata considerata vincolante ai fini del via libera che ora c'è.
FINE DISPACCIO

Che questa decisione sia stata presa è vergognoso, come è vergognoso che la ASL RM H abbia brillato per la propria assenza alla conferenza dei servizi, dove la regione si è appellata ai pareri di un organo assolutamente incompetente sul nostro territorio (da quel che c'è concesso sapere la giursdizione della ASL RM E è a Nord di Roma).

L'esito della conferenza dei servizi dimostra la miopia politica di un partito democratico che, nonostante le dichiarazioni televisive di un new deal ambientalista, non propone alcuna visione ecologica rispettosa dell'ambiente, della società e dell'economia, ma approva e fa approvare un inceneritore che distruggerà le materie prime e impedirà che i materiali vengano riciclati e immessi nel ciclo della sostenibilità, che porterà al depauperamento delle risorse idriche e all'avvelenamento della nostra terra.

Non crediate che tutto questo ci fermerà, la lotta andrà avanti battendo tutte le strade percorribili, poichè
QUESTA NON E' UNA BATTAGLIA CHE SIAMO DISPOSTI A PERDERE.

giovedì 16 aprile 2009

Destra e sinistra unite per (favorire) i tumori

Sembra proprio che la costruzione del maledetto inceneritore di Albano Laziale stia per saltare (ma come direbbe Trapattoni, "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco").
Dopo la fondamentale inchiesta di Report che ha fatto saltare il buon vecchio assessore "alla vaccinara" Mario Di Carlo, ora Espresso e Unità, in prima fila, tirano bordate sull'inceneritore che dovrebbe ammorbare i Castelli Romani.

Ma la "cosiddetta" destra e la "cosiddetta" sinistra sono sempre attive per spargere nanopolveri e diossina sui cittadini e favorire così la diffusione dei tumori.

Leggiamo dall'interessante articolo di Emiliano Fittipaldi sull'Espresso.
Una vera doccia scozzese (gelata e bollente, alternata).
Prima scopriamo che Alemanno e tal Panzironi (presidente Ama Roma) sono contrari all'accordo con Cerroni per l'inceneritore di Albano. Evviva!
Poi però scopriamo che lo stesso Alemanno vorrebbe fare un inceneritore (per decenza l'articolo lo chiama "sversatoio con termovalorizzatore") ad Allumiere, sui terreni del ministro della guerra, Ignazio La Russa. Ma spunta anche un'altra idea brillante: bruciare la monnezza nella centrale Enel di Civitavecchia.

Destra (cosiddetta) e sinistra (cosiddetta) sono quindi sempre di più unite intimamente quando si tratta di sviluppare il business dei rifiuti sulle spalle della nostra salute e - ma ovviamente non lo dicono - della spesa sanitaria, che crescerà a dismisura per curare tumori, malformazioni genetiche, allergie e centinaia di altre malattie provocate dagli inceneritori e da una gestione criminale dei rifiuti.

Che ne pensate? Dite la vostra!

Ma il niet al gassificatore di Albano ha anche risvolti politici. I due grandi sconfitti sembrano proprio Marrazzo, che senza una soluzione rapida della vicenda rischia di assistere a un ri-commissariamento della regione, e Manlio Cerroni, l'imprenditore della società Pontina Ambiente e re di Malagrotta che, insieme ad Ama ed Acea, punta a costruire lì, sopra i suoi terreni, il quarto inceneritore del Lazio. Un investimento da 250 milioni di euro, senza dimenticare i 40 megawat di energia prodotta al giorno. Al sindaco Gianni Alemanno e al presidente della municipalizzata Ama, Franco Panzironi, l'accordo con Cerroni non è mai piaciuto. Dubbi anche sull'obiettivo del piano rifiuti, considerato irrealistico, di arrivare entro il 2011 al 50 per cento di raccolta differenziata. L'idea è quella di chiudere Malagrotta e, al posto di Albano, aprire uno sversatoio con termovalorizzatore annesso ad Allumiere, sopra i terreni del demanio militare gestiti dall'amico e ministro Ignazio La Russa. Nel centrodestra gira anche un'altra ipotesi, si dice caldeggiata da Paolo Togni, ex braccio destro di Altero Matteoli e oggi direttore del dipartimento politiche ambientali della capitale: bruciare il Cdr nella centrale Enel di Torrevaldaliga, a Civitavecchia. Secondo alcuni, l'operazione è tecnicamente impossibile. Perucci spiega, poi, che proprio a Civitavecchia c'è un eccesso "misurabile" di mortalità e di ricoveri legati a malattie respiratorie. "L'impatto ambientale in città proviene da più fonti: il porto più grande del Tirreno, con navi che hanno emissioni fino a 10 volte più alte del peggior inceneritore d'Italia, due centrali elettriche, quella dell'Enel e un cementificio".

sabato 6 dicembre 2008

Inceneritori, ambiente, turbogas: prostesta contro Marrazzo

Proseguono le proteste contro la giunta Marrazzo per un impegno sull'ambiente chiaro e senza patteggiamenti: purtroppo i segnali sono di tutt'altro tipo ma la battaglia non è perduta, né tanto meno finita!
[fonte Bellaciao]

Protesta delle reti ambientaliste. Marrazzo da che parte sta?

Venerdì 5 dicembre 2008 le reti ambientaliste si sono radunate davanti alla Regione Lazio per chiedere atti concreti alla giunta di Piero Marrazzo sul fronte ambientale.
Al sit-in hanno partecipato alcune centinaia di persone (nonostante il tempo pessimo, ndb):
  • l’Assemblea Permanente No Fly di Ciampino
  • il Coordinamento contro l’inceneritore di Albano
  • la Rete No Turbogas di Aprilia
  • i movimenti contro il carbone di Civitavecchia
"Siamo qui oggi - parla Marco Filippetti, portavoce della rete no turbogas -per continuare un percorso di condivisione nel metodo e nel merito contro la costruzione di grandi opere come queste nel Lazio. Ci sono delle responsabilità oggettive della giunta regionale sull’approvazione dei progetti. Il presidente della Regione aveva espresso la chiara intenzione di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, ma nonostante sia stato redatto un piano energetico regionale l’idea di costruire delle centrali è rimasto un punto imprescindibile per le attuali politiche. Ad esempio la turbogas di Aprilia sulla carta non rientra in questo disegno, eppure c’è tutta l’intenzione di realizzarla comunque. Vogliamo sapere da che parte sta Marrazzo, perché se c’è coerenza con quanto promesso allora la prima cosa da fare rimane quella di ritirare subito il piano d’intesa."

Ma può anche accadere che una valutazione positiva d’impatto ambientale sia completamente ignorata. E’ il caso dell’area di Albano Laziale scelta per ospitare il nuovo inceneritore.

"Faremo subito ricorso al Tar - sentenzia Beppe - perché di fatto i risultati incompatibili emersi dallo studio sul territorio sono stati ignorati volutamente . Ormai è chiaro che ci sia la volontà di eludere qualsiasi vertenza territoriale anche quando le ipotesi di danno ambientale siano più che fondate. A settembre avevamo presentato un esposto anche sulla discarica di Roncigliano, ma guarda caso il fascicolo è stranamente scomparso."

Anche a Civitavecchia la realizzazione della centrale a carbone dell’Enel ormai non convince più nessuno. L’azienda elettrica continua a parlare di carbone pulito, tuttavia agli agricoltori che producevano frutta e verdura nelle zone vicine sembra sia stato suggerito di convertire in floricoltura i loro campi.

A Ciampino, invece, nonostante le mobilitazioni popolari, il traffico aereo è rimasto pressoché invariato. In pochi anni la massiccia presenza delle compagnie low cost ha drasticamente abbassato il livello qualitativo dell’aria e aumentato l’incidenza acustica. Sono state eseguite indagini epidemiologiche sul territorio che hanno confermato la presenza di sostanze altamente nocive al di sopra dei limiti previsti dalla Legge (PM10) prodotte dal traffico aereo, e l’aumento esponenziale di tumori all’apparato cardiorespiratorio. "Anche la scelta di realizzare un nuovo polo aeroportuale a Viterbo - dice Michela - servirebbe solo a trasferire un problema in un altro territorio, ma non a risolverlo alla sua base."

Gassificatori, inceneritori, nuovi aeroporti rappresentano solo la punta dell’iceberg dei tanti problemi ambientali che attraversano tutta la penisola e sui quali spesso le popolazioni locali non hanno nessuna voce in capitolo.
Quest’oggi nemmeno una pioggia battente è riuscita a fermare i movimenti che hanno continuato per tutta la mattina a ribadire la pericolosità racchiusa nella realizzazione di opere ad altissimo rischio, e il conseguente stravolgimento dell’intero ecosistema. E di fronte a questo scenario nessuno, ma proprio nessuno, sembra volersi prendere la responsabilità. (Al. Amb.)


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Coop ci spiega come differenziare i suoi imballaggi

Quante volte vi sarà capitato di chiedervi: e questo adesso dove lo butto? Questa pellicola di plastica può andare nella raccolta differenziata? Questa busta è fatta solo di carta o contiene anche della plastica?

Partiamo da un presupposto: l'industria e il commercio producono troppi imballaggi. Sono imballaggi molto spesso inutili, superflui e quindi dannosi, perché poi trovi dei geniacci, come la giunta Marrazzo nel Lazio, che vogliono bruciarli e quindi trasformarli in veleni, diossine, nanoparticelle e ceneri tossiche che vanno trattate come rifiuti speciali.

Primo: ridurre in tutti i modi i rifiuti alla fonte.
Siamo vicini a Natale: ma avete visto le tonnellate di buste colorate, carte, involucri, fiocchetti ecc. ecc. che troviamo nei negozi? Per carità, nessuno chiede un Grigio Natale ma neanche un Monnezza Natale (concetto valido anche per tutte le altre feste, peraltro) che vada a scapito dell'ambiente.
Pensateci, ora che il momento degli acquisti si avvicina.

Un'iniziativa lodevole è questa di Coop Italia: un'etichetta esplicativa sugli imballaggi dei prodotti a marchio Coop per spiegare come differenziare gli imballaggi stessi.

La cosa scandalosa è che scopriamo, leggendo questo testo esplicativo, che la marcatura degli imballaggi di questo tipo è del tutto volontaria.
Un plauso alla Coop, quindi, ma ci chiediamo:
possibile che non ci sia un cavolo di governo (di destra o di sinistra) che di fronte a situazioni come quella della Campania, non abbia sentito il dovere di fare una legge nazionale che renda subito obbligatoria questo tipo di marcatura?
Possibile che non ci sia un cavolo di governo che non abbia pensato a mettere intorno a un tavolo le più grandi catene della distribuzione (supermercati e ipermercati) e a suggerire in modo forte l'adozione di queste pratiche?
Possibile che tutto ricada sempre sulle spalle dei cittadini e sui loro polmoni, visto che poi il Partito Trasversale degli Inceneritori scorrazza dal nord al sud con l'obiettivo di fare tanti soldi e di avvelenarci?

A Coop Italia, a cui abbiamo fornito questa pubblicità gratuita, chiediamo un altro passo avanti: ci sono altre cose da fare, come una maggiore diffusione di borse per la spesa riutilizzabili a prezzo politico (marchiate Coop e quindi comunque veicolo pubblicitario) per ridurre al massimo l'uso delle buste di plastica o la riduzione dei vassoi di "polistirolo" per la carne e altri prodotti alimentari.

Aspettiamo altre buone novità e siamo pronti, nei nostri limiti, a darne notizia.



[fonte Coop]

1. A cosa serve l’etichettatura per lo smaltimento?
Smaltire correttamente i materiali degli imballaggi contribuisce ad aumentare la quota della raccolta differenziata, così come a diminuire i rifiuti. Recuperare e riciclare materiali significa ridurre il fabbisogno di risorse ed in ultima analisi è un intervento positivo per quanto riguarda l’impatto ambientale.

2. Come è possibile marcare in modo univoco gli imballi quando sul territorio le raccolte differenziate sono così eterogenee?
L’individuazione del corretto canale di smaltimento non è in contrasto con l’esistenza di modalità diverse di raccolta. L’importante è collocare il materiale giusto nel giusto contenitore di riferimento.

3. Come funziona la marcatura adottata da Coop?
Coop introduce sulle confezioni un’etichetta composta da tre elementi: a.la sigla tecnica identificativa del materiale di imballaggio. Il sistema di identificazione è stato predisposto dall’Unione Europea attraverso la Decisione 97/129/CE; b.la “traduzione” in linguaggio corrente della sigla tecnica, per rendere immediata l’identificazione del materiale altrimenti di difficile comprensione; c.l’indicazione del corretto canale di smaltimento.

4. Cosa succede nel caso di imballi formati da più componenti?
Vengono individuati, identificati e associati al corretto canale di smaltimento i singoli elementi che compongono la confezione. Sul pack dei cracker al rosmarino Coop, ad esempio, vengono indicati sigla tecnica, tipologia di materiale, canale di smaltimento per:
1. la pellicola plastica che avvolge la confezione;
2. la fascetta di carta che contiene i 16 pacchetti;
3. la bustina di plastica della porzione singola.

5. La marcatura degli imballaggi è obbligatoria?
Esistono riferimenti legislativi di livello Comunitario che regolano la materia della marcatura degli imballaggi:
* la Direttiva 94/62/CE stabilisce che la marcatura deve essere chiaramente visibile e di facile lettura;
* la Decisione 97/129/CE istituisce il sistema di identificazione (per abbreviazioni e numerazione) dei materiali da imballaggio.
La normativa dichiara esplicitamente che l’adozione della marcatura è volontaria. Se, e quando, la marcatura diventerà obbligatoria, il sistema delineato attraverso queste leggi rappresenterà l’unico quadro di riferimento valido e comune in tema di identificazione dei materiali da imballaggio.

6. Non dovrebbero essere l’industria e la distribuzione ad interessarsi per risolvere i problemi connessi alle scelte di imballaggio?
Industria e distribuzione sono chiamate a rinnovare il proprio impegno nel contrastare l’aumento della quantità di imballaggi immessi sul mercato. Ma una volta che il prodotto è commercializzato ed è nelle mani del consumatore, solo lui diventa il vero protagonista della corretta attuazione della raccolta differenziata.


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mercoledì 3 dicembre 2008

Le parole sono importanti: l'Accademia della Crusca dice no ai "termovalorizzatori"

Cosa c'entra l'Accademia della Crusca con i termovalorizzatori?
C'entra, c'entra.
Dopo aver visto che alcuni importanti vocabolari, come il De Mauro Paravia, non presentano la parola "termovalorizzatore", ora chiudiamo definitivamente la questione.
Sotto potete leggere il circostanziato parare dell'Accademia della Crusca che spiega perchè non si può accettare il termine "termovalorizzatore", che pertanto per la lingua italiana NON ESISTE.

Di conseguenza:

1) chi usa il termine "termovalorizzatore" senza conoscere l'opinione dell'Accademia della Crusca e senza aver mai cercato la parola su un vocabolario, è un IGNORANTE, nel senso che ignora come stanno le cose;

2) chi usa il termine "termovalorizzatore" avendo avuto modo di sapere che la parola non esiste, non può che rientrare in una di queste due casistiche:
o è un'IDIOTA
, perché usa una parola inesistente pur sapendo che è inesistente (perché lo fa? non lo so, chiedetelo a lui, però è idiota e quindi non so se sia capace di rispondervi)
oppure è IN MALAFEDE
(cioè è un IPOCRITA o UN DISONESTO o un MARPIONE), perché usa una parola CHE NON ESISTE al posto di un'altra (cioè quella giusta) per fregare gli altri, ingannare, fare un polverone.

Del resto, leggete il periodo finale della risposta dell'Accademia: "... che poi questo spostamento semantico venga anche appoggiato dall'intenzione, da parte di produttori degli impianti e di amministratori, di allontanare nell'opinione pubblica l'idea della pericolosità ambientale e sottolineare il richiamo al valore dell'energia prodotta, è questione che va oltre le competenze del linguista".

Opinione pubblica: zitta e respira nanopolveri, ceneri, diossina e altre sostanze cancerogene!




[fonte ilSigna; neretti ed altre evidenziature sono mie]

Accademia della Crusca su "termovalorizzatore"

24 settembre 2008

Qualche mese fa avevo chiesto all'accademia della Crusca se non fosse improprio usare il termine termovalorizzatore se riferito all'incenerimento dei rifiuti.

Pubblico di seguito la loro gentile risposta:

Gentilissimo utente,
in relazione al quesito di consulenza linguistica da Lei inviatoci,
Le trasmettiamo la seguente risposta:

"La risposta, da me curata, alla sua domanda è stata pubblicata nell'ultimo numero della "Crusca per voi" (n° 36, aprile 2008). Gliela riporto di seguito e la informo che, se interessato, può richiedere l'abbonamento all'indirizzo abbonamenti@crusca.fi.it

"Il termine termovalorizzatore è relativamente recente e, anche se le datazioni riportate dai vocabolari non sono perfettamente in linea tra loro, possiamo collocarne la diffusione tra il 1999 e il 2000; la coniazione potrebbe precedere di poco.
La parola è registrata nei Neologismi quotidiani di Giovanni Adamo e Valeria Della Valle con attestazione dal quotidiano «La Stampa» del 2001 (la stessa datazione è riportata nel Devoto Oli 2007), mentre il GRADIT, Grande Dizionario Italiano dell'Uso di De Mauro (nel volume di aggiornamenti del 2003) anticipa la datazione al 1999 sempre con un riferimento allo stesso quotidiano; una significativa anticipazione al 1988 è invece registrata nel Sabatini Coletti 2008 in cui però non è riportata la fonte.
Poiché si tratta di un termine relativo a una materia regolamentata da direttive europee, alle quali poi si rifanno le normative dei singoli Stati, si potrebbe pensare a un suo primo utilizzo proprio nei testi legislativi, ma in realtà nelle direttive europee sull'incenerimento dei rifiuti uscite tra il 1999 e il 2000 (la DE 1999/31/CE e la DE 2000/76/CE) si parla ancora soltanto di inceneritori.
Date queste premesse, è probabile che, come spesso accade per le nuove parole, anche termovalorizzatore sia stata creata in ambito industriale e diffusa per via mediatica: in realtà si tratta, dal punto di vista morfologico, di una parola ben formata con un prefissoide (termo- 'calore') altamente produttivo (come ad esempio in termoconvettore, termoregolatore, termosifone) e dal nome d'agente valorizzatore, a sua volta formato sulla base del verbo valorizzare con il suffisso -tore (quindi 'colui o ciò che valorizza').
Questa neoformazione solleva maggiori problemi a livello semantico: è nata infatti per indicare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti che si fondano su criteri e utilizzano tecnologie in parte diverse rispetto a quelle dei tradizionali inceneritori, ma che non eliminano il processo della combustione dei rifiuti, con tutte le conseguenze che questo comporta sul piano dell'impatto ambientale.
Le definizioni riportate dai vocabolari risultano infatti abbastanza opache se le confrontiamo con le discussioni e, in alcuni casi, le aspre polemiche che la realizzazione e la collocazione di questi impianti ha sollevato nell'opinione pubblica.
Le definizioni, tutte pressoché analoghe, sono del tipo 'moderno tipo di inceneritore in grado di trasformare determinati rifiuti in fonti energetiche alternative' (GRADIT, 2003) oppure 'impianto per l'eliminazione e il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani mediante combustione e successivo sfruttamento dell'energia termica prodotta' (Neologismi quotidiani). Si tratta in realtà di impianti di incenerimento in cui i rifiuti vengono smaltiti mediante un processo di combustione ad alta temperatura che produce ceneri, polveri e gas come quelli preesistenti, con la differenza che il calore prodotto viene recuperato e utilizzato per produrre vapore e quindi energia elettrica.
Stando così le cose, una denominazione più esaustiva e meno ambigua dovrebbe essere quella di inceneritore con termovalorizzazione (ha circolato inceneritore con recupero energetico, che non ha avuto molta fortuna), ma è certamente scattata, a questo punto, la ricerca di brevità, propria del linguaggio tecnologico, e ne è derivata la semplificazione, che ha anche spostato il maggior carico semantico nel nome di agente dato alla parte dell'impianto che crea valore con la combustione dei rifiuti.
Che poi questo spostamento semantico venga anche appoggiato dall'intenzione, da parte di produttori degli impianti e di amministratori, di allontanare nell'opinione pubblica l'idea della pericolosità ambientale e sottolineare il richiamo al valore dell'energia prodotta, è questione che va oltre le competenze del linguista".

Cordiali saluti,
Raffaella Setti
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca


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Non capisco

Leggo le risposte di Marrazzo sul suo blog su raccolta differenziata e inceneritori e davvero non capisco.

Non capisco...

1) Non capisco...
Capannori non va bene, perché è troppo piccolo. E Vedelago? L'impianto serve un milione di cittadini della provincia di Treviso: sono pochi?
Volete informazioni sulla raccolta porta a porta a Torino, capoluogo del Piemonte? Anche Torino è un paesetto?
Leggete qui come va.

Il signor Marrazzo può chiedere informazioni al signor Chiamparino, sindaco di Torino: mi pare siano dello stesso raggruppamento politico (a proposito: sarà un caso che tutti e due aderiscano anche al partito degli inceneritori? bah...)

2) Non capisco...
A Vicenza il partito democratico ha sostenuto la consultazione popolare dei cittadini per esprimere la propria opinione sull'allargamento della base americana.
Nel Lazio il partito democratico governa.
Ne segue che sarebbe lecito aspettarsi che il partito democratico del Lazio sostenesse con forza la consultazione popolare sugli inceneritori.
E invece no, la giunta Marrazzo non vuole un referendum!
E allora non capisco: a Vicenza sì e nel Lazio no? Un referendum per la base Nato sì e un referendum per gli inceneritori no? Forse i veneti sono belli e bravi e noi del Lazio siamo brutti, sporchi e cattivi? Forse a Vicenza c'è da recuperare consensi alla lega? Non capisco.

3) Non capisco...
Il Lazio è alle prese con un buco enorme nella sanità lasciato da Storace e compari, eppure la giunta Marrazzo sostiene gli inceneritori che porteranno nei prossimi decenni tumori, malattie, malformazioni, con un enorme spesa pubblica sanitaria.
Ma che senso ha?
Se volete informazioni sui rapporti tra inceneritori e tumori e sulle posizioni dei medici di tutto il mondo contro gli inceneritori, qui trovate una marea di materiale.
Magari Marrazzo questi documenti non li conosce...

4) Non capisco...
Sui CIP-6 veramente non avete capito? I CIP-6 per legge dovrebbero essere destinati alle energie rinnovabili.
Prodi prima e Berlusconi poi (destra o sinistra, basta che siano inceneritori!) hanno detto che i CIP-6 si possono usare anche per gli inceneritori.
Ma per voi i rifiuti sono una fonte rinnovabile? Ma davvero pensate che i cittadini non sappiano che le energie rinnovabili sono il sole, il vento, le biomasse e non bruciare i rifiuti?
L'Unione Europea dovrà pronunciarsi e vedrete che ci farà l'ennesima sanzione.


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martedì 2 dicembre 2008

Una risposta ad Artuto R. sui cassonetti e sulle fazioni dei rifiuti

La nostra risposta al quesito del signor Arturo nel blog di Marrazzo/Tozzi/inceneritori www.facciamoladifferenza.it
12 # arturo r. scrive:

Vivo da 5 anni a roma (anche) perché sono praticamente scappato dalla mia città, Aversa, al centro dell’ormai nota crisi dei rifiuti, e qui mi ritrovo a vivere e combattere gli stessi problemi; ecco alcune proposte:

Quesito 1
Fate in modo che i bidoni della differenziata si aprano (totalmente), come quelli dei rifuti generali: in quei “buchetti”, cartoni e grosse bottiglie, per non parlare delle buste non entrano e molti lasciano i rifiuti per terra, o stufati buttano tutto nel più comodo contenitore indifferenziato.

Quesito 2
Da un po' di tempo, in italia, c’è (e lo ha scritto, in parte, anche marrazzo) una “guerra” in italia tra due fazioni: i fautori della differenziata + rifiuti zero + riciclo + riduzione imballaggi, contro i fautori di inceneritori + discariche, ognuno con i suoi (ben noti) motivi: decidete una buona volta dove schierarvi ed agite di conseguenza: se sono stati usati poliziotti ed esercito per “difendere” discariche (a napoli) perché non usare forze dell’ordine per imporre per strada la raccolta differenziata porta a porta? sono (ovviamente) stanco di vedere solo “proposte”, “campagne”, “sensibilizzazioni” pro raccolta: o si fa o non si fa.

Quesito 3
Come funziona il sistema di raccolta rifiuti speciali a roma? si possono lasciare davanti ai bidoni? bisogna telefonare all’ama?
grazie e ciao a tutti
|Lasciato il 1 Dicembre 2008 alle 21:55|

Le nostre risposte per Arturo

Quesito 1
I cassonetti fanno parte del medioevo: con la raccolta porta a porta sono inutili ed inoltre si recuperano parecchi posti macchina, come puoi verificare leggendo questa notizia di fonte Ama Roma.

Quesito 2
Caro Arturo, le fazioni sono differenti da quelle che vedi tu...

Fazione 1: discariche, inceneritori (privati con i soldi pubblici), affari, spreco di denaro pubblico, impianti ad alto rischio, diossina, nanopolveri, inquinamento, tumori, malformazioni infantili, un residuo del 30% del totale di rifiuti speciali, il fallimento della raccolta differenziata (come dice a Report Di Carlo, assessore della giunta Marrazzo ancora in carica, "ahò ma se nun ce 'sta la carta e la plastica, ma che te bruci dentro all'inceneritore?"), bruciare, medioevo.

Fazione 2: riduzione dei rifiuti alla fonte, riciclaggio e riutilizzo, raccolta differenziata porta a porta, coinvolgimento dei cittadini, futuro, razionalità, modernità, rifiuti zero, trattamenti a freddo, Carla Poli, Vedelago, Capannori, San Francisco (California: seguono la strategia rifiuti zero), Edmonton (Canada, rifiuti zero, 900.000 abitanti: seguono la strategia rifiuti zero).

Sempre sul quesito 2
Ma sei sicuro che l'unica soluzione sia militarizzare? Occorre coinvolgere i cittadini, consultarli, fare referendum invece di imporre gli inceneritori, e poi mettere un sistema fiscale di incentivi e disincentivi per premiare i comportamenti virtuosi (questo comune fa più differenziata e quindi paga meno tasse sui rifiuti!), comprese ovviamente le multe (come fanno dove la raccolta porta a porta già funziona).

Un saluto, Arturo!



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sabato 29 novembre 2008

Report, rifiuti, partiti, politica: un po' di chiarezza

Nel sito "finto" sulla raccolta differenziata della regione Lazio (finto perché la parola d'ordine non è raccolta differenziata e politica moderna della gestione dei rifiuti ma solo INCENERITORI, NON SIAMO COME NAPOLI, CERRONI ecc.) Marrazzo pubblica un intervento strappalacrime sull'attacco al San Giacomo a colpi di monnezza, fatto da alcuni attivisti di destra.

A noi delle polemiche partitiche (non politiche: la politica, secondo Aristotele, è il fine della vita etica perché la vita associata è un'esigenza naturale degli uomini...) non ce ne frega davvero nulla. Ci interessa solo la concretezza: ebbene, purtroppo, destra e sinistra sono avvinghiati l'uno all'altro nel mortale abbraccio degli inceneritori e delle discariche.

In questi giorni abbiamo visto in giro per Roma due manifesti ugualmente idioti.

Nel primo manifesto il PD (partito democratico) attacca il sindaco di Roma, Alemanno, dicendo che "Roma merita di più" (citiamo a memoria, ma il senso è quello).
Bene: Rutelli, prima, e Veltroni, poi, dove cavolo stavano mentre Roma veniva sommersa dalla monnezza?
Perché non hanno fatto la raccolta differenziata vera e soprattutto la porta a porta?
Perché non hanno fatto nulla di concreto, di moderno, veramente di "sinistra", per i rifiuti?

Nel secondo manifesto, meglio riuscito sul piano creativo ma ugualmente idiota, il PDL (partito della libertà) sotto le immagini di Marrazzo e Di Carlo mette lo slogan"Rifiutiamoli", visto che costoro hanno fallito nella politica dei rifiuti.
Tutto da ridere!
E il signor Storace (di destra), presidente della regione Lazio per cinque anni, dove cavolo stava, invece di occuparsi di una politica moderna, razionale e lungimirante dei rifiuti?
Forse era troppo occupato a creare il megabuco nella sanità del Lazio che noi cittadini pagheremo sulla nostra pelle per anni e anni? Perché non ha fatto nulla per ridurre i rifiuti, per coinvolgere negozi e supermercati, per fare la differenziata porta a porta ...

Le polemiche che noi abbiamo fatto dopo la trasmissione di Report sui rifiuti a Roma e sulla coda alla vaccinara sono molto politiche ma, mi dispiace per lor signori, sono tutt'altro che partitiche. La politica non è nei partiti ma nelle cose concrete della gente: è molto più POLITICA fare la raccolta differenziata o spegnere una luce per risparmiare energia e per non inquinare piuttosto che fare polemiche solo per fregare la parte avversa ma senza interesse ai problemi concreti.

Intanto, la Germania ha già raggiunto gli obiettivi di Kyoto. Noi, invece, Prestigiacomo...

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venerdì 28 novembre 2008

Rifondazione Lazio favorevole agli inceneritori e alla politica di Marrazzo sui rifiuti?

Quando si dice che ti vogliono tirare per i capelli a parlare della (loro) politica...

Leggo un commento di tale Giancarlo Torricelli, segretario regionale del Prc del Lazio (confesso la mia ignoranza, non lo conoscevo).

Torricelli interviene con piena legittimità sull'episodio di questa mattina al San Giacomo di Roma, bollandolo come "atto in pieno stile fascista". Non entro nel merito, non perché non ho la mia opinione ma proprio perché non voglio, in quanto la cosa non è funzionale a questo blog. A noi interessa parlare del problema dei rifiuti nel Lazio e in Italia, far sapere chi fa cose moderne e intelligenti e chi, invece, fa cose stupide e criminali contro la salute ed il futuro di noi tutti. Non ci interessa sapere la tessera di qualcuno ma cosa fa in concreto per la politica dei rifiuti.

Detto questo, mi sconvolgo letteralmente a leggere il seguito del comunicato del Torricelli.
"Questi signori (cioè i facinorosi che hanno assaltato l'ospedale San Giacomo) farebbero meglio a preoccuparsi di cosa stia facendo il loro sindaco Gianni Alemanno sul tema rifiuti, visto che il prossimo 31 dicembre chiuderà la discarica di Malagrotta e il Comune di Roma non ha pianificato alcunché".
Fino a qui ci siamo: è vero, ma che sta facendo Alemanno per i rifiuti? Ha avuto già qualche mese di tempo a disposizione in cui avrebbe potuto SUBITO obbligare l'Ama, l'azienda municipale dei rifiuti di Roma, ad allargare velocemente la raccolta differenziata porta a porta, iniziata nel marzo 2007 in soli tre quartieri.
«Al contrario - prosegue Giancarlo Torricelli - la Regione Lazio ha investito nell'ultima finanziaria ben 30 milioni di euro in 3 anni per la raccolta differenziata, cui si aggiungono gli oltre 175 milioni di euro di fondi Por sui rifiuti, di cui 40 milioni di euro destinati alla realizzazione di impianti di compostaggio. Queste sono risposte concrete a problemi concreti. Sarebbe auspicabile la stessa concretezza e serietà da parte del Comune di Roma sull'argomento».
Qui veramente mi cadono le braccia e altre cose più in basso.

Ma insomma, anche i rifondaroli sono per gli inceneritori? Ma di che soldi parla Torricelli? I casi sono due: o sbaglia lui o sbaglia Marrazzo, cioè il primo responsabile di tanta concretezza e serietà.

Ha detto Marrazzo nel suo blog su raccolta differenziata/inceneritori/diossina/nanopolveri/tumori/malformazioni:
Io ho messo quaranta milioni di euro per gli impianti [e dillo che sono inceneritori, ndb] e trenta milioni per la raccolta differenziata ordinaria. Ora bisogna chiedersi che cosa fa Ama per la raccolta differenziata. Che cosa fa il comune di Roma per la differenziata? Io ci ho messo la faccia e i fondi. Ma non sono il commissario e la regione che possono amministrare la raccolta. Noi abbiamo presentato un piano regionale rifiuti che poggia le sua fondamenta sulla raccolta differenziata. Certo che se il comune di Roma non fa la differenziata, è evidente che gli impianti non bastano.
Ma insomma 'sti soldi quanti sono? Questi giocano con i milioni di euro come fossero bruscolini... Secondo Marrazzo, i 40 milioni saranno spesi per gli impianti (l'eufemismo per chiamare gli inceneritori) mentre per Torricelli i 40 milioni sono per il compostaggio. Errore? Confusione? Oppure Torricelli non sa che cosa sia il compostaggio e che cosa sia un inceneritore? Francamente, visto che Marrazzo è stato commissario ai rifiuti e ora si è preso la delega ai rifiuti lasciata per decenza da Di Carlo, credo più (purtroppo) alla veridicità delle cose dette da Marrazzo.

Per la cronaca: non so se Luigi Nieri, assessore al bilancio del Lazio nonchè uomo di Rifondazione, sia in contrapposizione con Torricelli e francamente non me ne frega molto. Fatto sta che Nieri ha detto di essere contro il quarto inceneritore (e non impianto di compostaggio) ad Albano. Torricelli è informato? Che ne pensa?

Se Torricelli o altri di Rifondazione hanno qualcosa da dire, il blog è aperto.

P.S. scrivo qui queste cose perché nel sito di Rifondazione Lazio (peraltro accettabile rispetto alla media dei siti politici) non è possibile commentare gli articoli, partecipare a un forum o scrivere on line a qualcuno... Forse conviene che copiate un po' Obama...

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Riufiti nel Lazio: le sciocchezze di uno staff

Nel sito di Marrazzo www.facciamoladifferenza.it si assiste a uno strano fenomeno.

Vengono pubblicate notizie varie sulla raccolta differenziata e sui rifiuti e, ogni tanto, qualche intervento del presidente pro tempore della regione Lazio Marrazzo.
Gli articolo sono commentati dai lettori (gino, enza, gianni ecc. ecc.); per la regione, nonostante il volto di Marrazzo campeggi sulla homepage del sito, risponde un fantomatico "staff di Marrazzo".

Gianni, nel commento di un post precedente del nostro blog, ci ha invitato a leggere la risposta dello staff a un suo intervento, che trovate qui (l'intervento dello staff è il numero 17).

Prima considerazione: cavolo, geniacci dello staff, avete capito proprio tutto dalla strategia di Obama su Internet!

Seconda considerazione: perché non risponde Marrazzo? Si vergogna? Non ha tempo? E' impegnato? Il problema è che le risposte dello "staff del presidente Marrazzo" brillano per vuoto di contenuti, arroganza, disprezzo dei cittadini e delle loro istanze, negazione dell'evidenza.

Comunque, prima o poi si vota!
Vi chiederemo: caro candidato, che pensi dei rifiuti, degli inceneritori della morte, della raccolta differenziata, della riduzione dei rifiuti alla fonte?
Su questo decideremo...
Possiamo anche decidere di stare a casa...

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In risposta a un articolo di Marrazzo...

In riferimento al post precedente, pubblico il commento che ha scritto dopo l'articolo di Marrazzo sull'attacco al San Giacomo, in attesa di risposte che non arriveranno mai...

Il mio commento lo trovate anche qui.
Cari concittadini,

Marrazzo parla con un linguaggio che guarda solo ai partiti e non alle necessità e alle richieste dei cittadini.

Proprio come hanno fatto prima di lui, ai vari livelli:
Rutelli e Veltroni (sindaci della città di Roma in cui la raccolta differenziata è un bluff e la raccolta porta a porta, forse perché troppo positiva, non va avanti)
Storace e Badaloni presidenti della regione Lazio,
Gasbarra presidente della provincia di Roma: non pervenuti rispetto alle politiche moderne di gestione dei rifiuti.

Zingaretti e Alemanno, ciascuno per la sua parte, danno già ottimi segnali di inattività e di incapacità rispetto ai rifiuti.

Caro Marrazzo,
la questione dei rifiuti lei non la sta gestendo bene: la sta gestendo malissimo, solo nella spirale perversa discariche/inceneritori/gassificatori/tumori/diossina/nanopolveri.

Perché non fate un referendum ai Castelli Romani per sentire se i cittadini preferiscono l’inceneritore o la raccolta differenziata porta a porta
(che se spinta come nei casi di Capannori e Vedelago rende inutile e antieconomico ogni inceneritore di Cerroni)?

La risposta: perché avete paura!
E’ di questo che avete paura, non dei sacchetti di monnezza lanciati da quattro giovanotti.

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Alessio Ciacci assessore ai rifiuti per il Lazio

Come molti sapranno, dopo il fattaccio della trasmissione di Report sui rifiuti a Roma e le esternazioni dell'assessore ai rifiuti Di Carlo sulla coda alla vaccinara e sulle frequentazione con l'inceneritore-Cerroni, è scoppiato un vero putiferio.

Di Carlo, contrito e colpito dalla mancanza di tatto del giornalista di Report, ha rimesso al presidente del Lazio, Marrazzo, la delega ai rifiuti.

Ora Marrazzo dice che la delega la terrà lui.

NO!

Caro Marrazzo, colga l'occasione al volo. Nomini assessore regionale alla riduzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata Alessio Ciacci.

Chi è Alessio Ciacci? E' l'assessore all'ambiente del comune di Capannori (provincia di Lucca), il primo comune italiano ad aver aderito alla strategia "Rifiuti zero".
Qui potete leggere una sintesi del Ciacci-pensiero sui rifiuti.

Beh, uno che è riuscito a portare il suo comune oltre la soglia dell'80% di raccolta differenziata (avete letto bene, 80%), merita di sbrogliare una matassa ben più ingarbugliata.
Per questo chiediamo a furor di popolo Ciacci come assessore regionale del Lazio alla riduzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata.

Tanto, peggio di come è andata finora sarebbe difficile!

Se volete, potete scrivere a Ciacci per sostenere la candidatura (di cui peraltro lo stesso Ciacci non sa nulla) ma soprattutto potete scrivere direttamente a Marrazzo oppure inserire un commento nel sito sulla raccolta differenziata del Lazio www.facciamoladifferenza.it, chiedendo la nomina di Ciacci come assessore.

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mercoledì 26 novembre 2008

Il 5 dicembre 2008 manifestazione a Roma davanti la regione Lazio

Pubblichiamo dal sito del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano l'appello per la manifestazione del 5 dicembre 2008 davanti la regione Lazio.
Partecipiamo numerosi!
[fonte Coordinamento contro l'inceneritore di Albano]

Manifestazione davanti la regione Lazio del 5 dicembre 2008
Mercoledì 26 Novembre 2008 15:23

Siamo uomini e donne da tempo impegnati a difesa dei beni comuni aggrediti dai poteri forti che vogliono ridurre il nostro territorio a semplice merce su cui fare profitto.
Ci vogliono imporre opere inutili e devastanti, inadeguate per la risoluzione dei problemi legati ai servizi pubblici, dal forte impatto ambientale disinteressandosene della volontà di chi abita i nostri territori e soprattutto del diritto alla salute.
Nel Lazio si continua a parlare di gassificatori, turbogas, nuovi aeroporti, corridoi stradali di ogni tipo, centrali a carbone e nuove discariche.

Vorremmo che il presidente Marrazzo cominci a confrontarsi seriamente con le nostre ragioni e le nostre proposte, anziché rimanere subalterno e quindi ostaggio dello scontro in atto tra poteri forti che vorrebbero scaricare sulla collettività i conti in rosso delle varie aziende o s.p.a. in mano alle lobby di costruttori e imprenditori senza scrupoli.

Noi non vogliamo essere sudditi di nessuno!
Noi vogliamo riprendere voce e decidere sul nostro futuro!
Noi vogliamo una nuova politica che difenda e rafforzi i beni comuni, basata sulle energie rinnovabili, sui processi di ripubblicizzazione dell’acqua, su una gestione dei rifiuti basata solo sulla differenziata e il porta a porta, su una viabilità improntata all’incentivazione del ferro e alla riduzione delle emissioni di gas.

Oggi il tempo delle parole e delle promesse è finito.
Oggi pretendiamo atti concreti dalla Giunta Marrazzo, in difesa della salute e dell’ambiente, contro chi specula e avvelena!

Per questi motivi nella mattinata del 5 dicembre manifesteremo davanti agli ingressi della Regione Lazio a Roma, zona Garbatella.
  • Assemblea Permanente No Fly
  • Coordinamento No Inceneritore Albano
  • Rete No Turbogas Aprilia
  • Nodi del No Corridoio
  • Comitato Malagrotta


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Enza dice a Marrazzo: per i rifiuti perchè non fai come a Vedelago?

Aggiornamento: sto guardando il video integrale dell'intervento di Carla Poli. Se in Italia c'è ancora gente così, forse possiamo ancora salvarci.
Grazie, Carla!

Il sito www.facciamoladifferenza.it, creato dalla regione Lazio (testimonial Marrazzo e il telegeologo Tozzi) per sostenere le tesi della regione sulla politica dei rifiuti si sta rivelando un boomerang eccezionale.
Andate a leggere i commenti e vedrete come i cittadini stanno bastonando le sciocchezze della regione sui rifiuti.
I commenti sono anche una fonte inesauribile di notizie e di informazioni.

Rispondendo a un post firmato da Marrazzo in persona, Enza scrive:


Caro presidente, ma lo sa che con 30 milioni di euro (quelli spesi dalla regione per la raccolta differenziata ordinaria: che vorrà dire poi "raccolta ordinaria"? boh, nota del blogger) + 40 milioni per gli impianti (quelli stanziati dalla regione con gli inceneritori, ndb) si possono costruire 14, ripeto quattordici, impianti come quello in funzione a Vedelago (TV) che serve 1.000.000 di cittadini e che ha raggiunto il 100% di riciclo senza discariche e senza inceneritori.
Questi sono dati che ormai conosciamo tutti, perché voi continuate ad ignorarli?
Perché vi ostinate a volerci infliggere discariche ed inceneritori?
Siete consapevoli che non potete più nascondervi dietro l’ignoranza?
Siete consapevoli che prima o poi qualcuno vi chiederà conto dei danni che fate e non potrete giustificarvi dicendo: non lo sapevo.
La signora Carla Poli, proprietaria dell’impianto di Vedelago, è andata a Napoli il 29 ottobre alla Camera di Commercio. Non c’era neanche un politico ad ascoltarla.
Questo il link per chi vuole ascoltarla.

Il video di Carla Poli lo trovate anche qui sotto.


Carla Poli - Camera Di Commercio Napoli 29 Ottobre 2008 from napoli urban blog on Vimeo.

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martedì 25 novembre 2008

Anche io voglio l'impianto

Come potete leggere anche nel post precedente, al caos dei rifiuti del Lazio si è aggiunto, last but not least, il buon sindaco Alemanno, che rivendica il suo impianto.

"Non è giusto, ma perché solo Marrazzo deve giocare al gioco dei rifiuti? Papàààà, voglio giocare anche io! Voglio anche io il mio bell'impianto!".

Di quale impianto parli, Alemanno? Scommettiamo che sarà un altro inceneritore?

Complimenti: invece di spiegare perché nei sei mesi in cui è stato al governo non ha fatto nulla per espandere in altri quartieri la raccolta differenziata porta a porta, che in alcuni quartieri campione di Roma ha già raggiunto circa il 60% (dati Ama), Alemanno gioca a "lo voglio pure io".

Caro Alemanno, se tanto ci tieni all'inceneritore, fattelo sotto casa oppure sotto Villa Borghese. Se non fanno male, gli inceneritori, allora fatevelo sotto il naso, così poi i vostri nipoti sapranno su quali tombe andare a maledire l'idiozia e l'incapacità colpevole.

Marrazzo, dal canto suo, risponde con il suo mantra: non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Napoli, non siamo a Na...
[fonte Il Messaggero]

Rifiuti, Alemanno: serve nuovo impianto
Marrazzo: bene, ma non siamo Napoli


ROMA (25 novembre) - «Abbiamo mosso due critiche fondamentali al piano regionale dei rifiuti.
La prima è relativa al fatto che la parte pubblica non è sufficientemente sviluppata e c'è l'eccessiva presenza di un unico privato nel sistema dei rifiuti del Lazio.

La seconda è che nel computo dello smaltimento dei rifiuti manca una parte che non può non portare alla creazione di un nuovo impianto».

Così il sindaco Gianni Alemanno interviene sul tema dello smaltimento dei rifiuti, dopo le polemiche seguite alla puntata di Report dedicata alla discarica di Malagrotta e la riconsegna della delega dell'assessore regionale alle Politiche della casa Mario Di Carlo.

Nuovo impianto ma no al monopolio. Per il sindaco nel computo dello smaltimento dei rifiuti manca una parte che non può non portare alla creazione di un nuovo impianto: «Sulla tecnologia si può discutere ma senza quell'impianto c'è il rischio che nel futuro si debba continuare a conferire in discarica, cosa che noi vogliamo assolutamente evitare. In secondo luogo la parte pubblica non è sufficientemente sviluppata e c'è un'eccessiva presenza di un unico privato nel sistema dei rifiuti del Lazio».

Piano energie rinnovabili. Il sindaco ha poi annunciato un piano sulle energie rinnovabili: con il progetto "Roma città solare" daremo un input e lanceremo un segnale diffuso per il risparmio energetico e per creare una serie diffusa di cantieri che possano rimettere in moto l'economia».

Marrazzo: d'accordo, ma non siamo come Napoli. «Il sindaco dice che serve un nuovo impianto? Parliamone», ha detto il presidente della Regione Piero Marrazzo. Ribadendo che nel Lazio, nella fase di commissariamento sono state triplicate le autorizzazioni per le linee e che sono state rimodulate le discariche, Marrazzo si è detto «d'accordo con il sindaco Alemanno sull'importanza del ruolo del pubblico nello smaltimento dei rifiuti». Poi però il presidente della Regione ha invitato a non creare allarmismi: «Ci vuole ottimismo, ma attenzione agli allarmismi - ha detto - noi non siamo come Napoli. Abbiamo autorizzato impianti e rimodulato le discariche. Ciò non vuol dire che dobbiamo rimanere fermi».

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Le bugie hanno le gambe corte: arriveranno da tutto il Lazio i rifiuti da bruciare ad Albano Laziale

Le bugie hanno le gambe corte (veramente Collodi spiegava che ce n'è un altro tipo, quelle con il naso lungo fatali a Pinocchio).
Tante volte è stato ripetuto che il futuro inceneritore di Albano Laziale, fortemente voluto da Cerroni, Marrazzo, Di Carlo ecc., avrebbe servito essenzialmente la zona dei Castelli Romani.
Ora invece riceviamo conferme che da tutto il Lazio lugubri cortei di autotreni faranno la spola per venire a bruciare i rifiuti ad Albano, condannando a morte per tumori e altre malattie la popolazione di tutta l'area.
Vergogna!
Nella sagra del dilettante allo sbaraglio non poteva mancare il geniale sindaco Alemanno che mostra buoni requisiti per superare nell'incapacità i suoi degni predecessori, Rutelli e Veltroni.
Alemanno, invece di dire che si vergogna per l'incapacità dell'Ama (l'azienda comunale dei rifiuti di Roma) di realizzare la raccolta differenziata porta a porta, si accoda alla lunga fila degli avvelenatori: c'è bisogno di un altro impianto! Statene certi, si tratta di un altro inceneritore. Niente di più facile che qualcuno in giro per l'Italia abbia deciso di venire a mangiare nello stesso piatto dei veleni in cui mangia Cerroni, il monopolista dei rifiuti del Lazio.
Riusciremo a liberarci di questi incapaci?
Mi chiedo: ma allora perché non costruire un impianto per ogni provincia del Lazio più uno per la città di Roma, in modo che ognuno sarà interessato ad aumentare la raccolta differenziata per ridurre la quota da bruciare?


[fonte TusciaWeb]

Rifiuti, "inaccettabile costringere Civitavecchia e Viterbo a rivolgersi ad Albano"

Viterbo - 25 novembre 2008 - ore 16,45

Il sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini, “boccia” l’ultimo piano rifiuti regionale.

“La situazione dei rifiuti nella Regione Lazio rischia di degenerare a causa dell’impostazione data dall’ultima proposta di piano presentata da Marrazzo.
In particolare per quello che riguarda il nostro territorio è inammissibile che Civitavecchia e Viterbo siano state tenute fuori da un sistema di filiera completa del trattamento e della raccolta dei rifiuti, prefigurando per questo territorio l’obbligo di trasportare gli stessi al termovalorizzatore (sempre di inceneritore si parla!, ndb) di Albano, con spese che ricadrebbero sulle tasche dei cittadini senza alcun reale beneficio”.

Una proposta che il Sindaco chiede pertanto di ridiscutere. “Il precedente piano, che peraltro è ancora in vigore, rispondeva a parametri europei, in particolare a quello della identificazione di bacini ottimali di circa 300 mila abitanti.

Mi aggiungo quindi al coro di tutti quei sindaci che chiedono la ridiscussione delle bozze di piano e la promozione, da parte del Presidente, di incontri territoriali che aiutino il monitoraggio del problema e che consentano in tempi che vogliamo estremamente rapidi di individuare soluzioni idonee, prima che avvenga il peggio”.

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Tanto per non dimenticare: Di Carlo e la coda alla vaccinara

La faccia di bronzo di questi soggetti è davvero impareggiabile.

Ora Di Carlo dice che la sua colpa non è nelle cose gravissime che ha detto (la questione della coda alla vaccinara e della parola "cazzo" usata come intercalare è davvero secondaria, anche se molto folcloristica): la colpa di Di Carlo, secondo lo stesso, sarebbe di essere stato ingenuo.

In altri termini: Di Carlo non è stato bravo nell'arte sopraffina di prendere per i fondelli i cittadini italiani (in questo caso, quelli del Lazio).

Dove è finita la vergogna?



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lunedì 24 novembre 2008

Marrazzo interviene su Report: intanto accetta l'incarico lasciato da Di Carlo

Valutate da soli quello che dice Marrazzo: mi pare in confusione, ora dice che forse la verità sta nel mezzo (bella frase fatta, peraltro) e parla anche di "rifiuti zero" (almeno li nomina!).

Sotto trovate anche la risposta che abbiamo inviato a Marrazzo tramite il sito www.facciamoladifferenza.it

A proposito: il signor assessore Di Carlo farebbe bene, se avesse un minimo di dignità e di faccia (sempre che si sia pulito con il tovagliolo il sugo della coda alla vaccinara!), a dimettersi da assessore e non limitarsi a lasciare solo la delega dei rifiuti. Sarebbe davvero il minimo.

Dite la vostra: commentate sul blog!

[fonte Facciamoladifferenza.it]

Con il sindaco Alemanno parleremo anche di raccolta differenziata
di Piero Marrazzo


24 Nov 2008


Oggi ho dedicato parte della giornata a leggere i vostri commenti e quelle che seguono sono alcune delle mie opinioni che voglio condividere.
Vi dico, con estrema franchezza, che non sono d’accordo con l’intervista di Mario Di Carlo.
Ora lui ha rimesso l’incarico, e io ho deciso che manterrò le deleghe senza affidarle più fuori dallo staff del presidente.

Sono pronto ad incontrare il sindaco Alemanno e i tecnici del Comune, e ad ascoltare i loro rilievi.
Credo però che la prima cosa sia applicare il piano che esiste, che contiene numeri che sono già stati giudicati credibili anche dal Governo.

Il nostro primo obiettivo, a questo punto, è l’aumento della raccolta differenziata.
Quando si parla di Berlino non si può farlo dicendo tutto e il contrario di tutto: lì c’è un impianto che brucia tal quale e la raccolta differenziata al 41%: obiettivi che sono in linea con quelli contenuti dal piano commissariale sui rifiuti, che è anzi più avanzato.

Siamo di fronte a chi vorrebbe raddoppiare il numero degli impianti e a chi pensa che sia realizzabile il modello “rifiuti zero”.
Secondo me la verità sta nel mezzo.

Sotto la mia presidenza siamo passati dall’avere tre linee di chiusura del ciclo a nove: abbiamo triplicato gli impianti, e ora riteniamo fondamentale implementare la raccolta differenziata. Certo, con il sindaco Alemanno voglio parlare anche di questo. Voglio capire che percentuali di raccolta differenziata intenda raggiungere Ama nei prossimi anni.

La Regione si deve occupare della programmazione e degli stanziamenti: lo abbiamo fatto, ora voglio vedere l’impegno dei Comuni.

Il nostro commento

Caro Marrazzo
lei ha fatto la prima cosa sensata nel settore dei rifiuti dopo tanto tempo.

Ora faccia un altro passo e annunci che l’inceneritore di Albano non si farà: MAI. Con la raccolta differenziata porta a porta si raggiungono in pochi mesi percentuali del 60%: guardi i dati Ama sulle prove fatte nei quartieri di Massimina, Decima e Colli Aniene.

http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/10/raccolta-differenziata-porta-porta-roma.html

La differenziata porta a porta è partita a Bracciano, deve partire ad Ariccia e a Monteporzio… l’elenco è lungo: se garantisce che l’inceneritore di Roncigliano non si farà, i cittadini dei Castelli spingeranno di peso i comuni.

Marrazzo, lei faceva la trasmissione televisiva Mi manda Rai Tre in difesa dei consumatori: per questa volta, lasci perdere di fare il politicante e provi a stare dalla parte dei cittadini.

Vediamo cosa farà: la giudicheremo, anche nell’urna elettorale, dai fatti!
|Lasciato il 24 Novembre 2008 alle 22:55|

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