mercoledì 19 novembre 2008

Campania terra felice bonificata dai rifiuti

Nell'ultima puntata di Report (16 novembre 2008) c'è stato un aggiornamento della situazione dei rifiuti in Campania (Terra bruciata; puntata del 9 marzo 2008).

Nell'aggiornamento, come potete vedere voi stessi, si dimostra che i problemi dei rifiuti in Campania non sono finiti neanche per nulla!

Guarda il video integrale dal sito di Report.

Guarda una parte del servizio su YouTube



Leggi il testo integrale del servizio.

I mucchi di immondizia sono sui marciapiedii rifiuti vengono bruciati, i rifiuti speciali sono ai lati della strada, l'Enel abbandona i suoi contatori vecchi (sei autotreni!), l'amianto sta a cielo aperto ...

  • Allora, ci siamo convinti che il sistema perverso "discariche-inceneritori" non funziona?
  • Ci siamo convinti che bisogna fare un salto di qualità?
  • Siamo convinti che la militarizzazione dei rifiuti non serve a un tubo?
  • Vogliamo capire che è ora di ordinare per decreto in tutta la regione Lazio la "raccolta differenziata porta a porta"?
  • Mi chiedo: per decreto si possono mandare i militari a tenere aperte le discariche e a far costruire gli inceneritori, però non si può fare un cavolo di decreto per ordinare a tutti i comuni della regione di fare la raccolta porta a porta per evitare SUBITO E PER SEMPRE l'emergenza rifiuti nel Lazio?
  • Marrazzo, Di Carlo: perché non rispondete?

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martedì 18 novembre 2008

Solidarietà ai cittadini di Aprilia


Esprimiamo la massima solidarietà ai cittadini e alle cittadine di Aprilia che lottano danni contro l'inutile e dannosissima centrale turbogas del signor Carlo De Benedetti e della sua Sorgenia.
Esprimiamo la profonda riprovazione per l'indifferenza colpevole e l'inattività della regione Lazio.
Quando vogliono (leggi inceneritori) la mano si può forzare, le leggi si possono aggirare, si può invocare l'emergenza.
Quando non vogliono (perché non fa comodo e perché sono sempre gli interessi forti a essere in campo) allora "abbiamo le mani legate, non possiamo fare nulla, d'altra parte le leggi, le norme ecc. ecc.".
Ma come cavolo è che le emergenze vanno sempre a fregare i cittadini e vanno sempre ad arricchire i potenti ed i loro politici lacchè?
C'è qualche politico che vuole dire la sua? Batta un colpo!
Il blog è aperto.
http://www.noturbogasaprilia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=420&Itemid=158

18 Novembre 2008: ore 3.00 Durante la notte la polizia sgombera il presidio Noturbogas
martedì 18 novembre 2008

Nel cuore della notte alle ore 3.00 circa la polizia ha avviato lo sgombero del presidio Noturbogas presso Campo di Carne !!!

Sono entrati anche con camion e mezzi da lavoro!!!

La Rete dei Cittadini contro la Turbogas

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domenica 16 novembre 2008

Inceneritori e rifuti: quello che dovete sapere (e non vi dicono)

Grazie al blog L'altra Tradate vi segnalo questa interessantissima relazione del professor Montanari che spiega cosa sono davvero gli inceneritori e perché bisogna combatterli con tutte le forze, come è stato fatto (purtroppo tardi e sulla pelle di migliaia di lavoratori e cittadini) per l'amianto, la diossina, il Ddt e altri veleni assortiti.



Scaricate, diffondete, segnalate ad amici e parenti, leggete, fate conoscere...

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sabato 15 novembre 2008

Grazie a Gianni: scopriamo la raccolta dei rifiuti porta a porta

Grazie a Gianni, che è intervenuto sul "sito-a-parole-a-favore-della-raccolta-differenziata-della-regione-Lazio" (quello che stiamo cercando di "colonizzare" per far conoscere ai concittadini i rischi degli inceneritori).

Fatevi due risate e guardate questo servizio di Exit sulla raccolta "porta a porta": altro che le panzane che ci raccontano su www.facciamoladifferenza.it per difendere gli interessi dei costruttori di inceneritori che fanno miliardi sulla nostra pelle e su quella dei nostri figli.
Vergogna!



A Padula (Salerno) la differenziata porta a porta è arrivata al 76%: non a Belluno o Trento.
In Campania ci sono oltre 40 comuni che superano il 60% di raccolta differenziata, grazie al porta a porta.

Signor Presidente Marrazzo, ma perché non vuoi bene a Bruno Vespa? Fai anche tu la tua "porta a porta"!

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Ancora sulle compostiere e sul compostaggio dei rifiuti organici

Il compostaggio ovviamente non è un'idea originale del comune di Roma, come abbiamo visto qualche giorno fa.

Iniziative di questo tipo esistono in tante zone d'Italia.

Pensate che, quando ormai l'emergenza rifiuti della Campania era scoppiata (e dura ancora, è bene ricordarlo, nonostante i proclami e le decisioni irrevocabili del governo), la preveggente e previdente regione Campania ha fatto un bando per dare un contributo alle aziende agricole che acquistavano compostiere e biotrituratori (una specie di megafrullatore che serve a ridurre in frammenti rami, foglie e scarti agricoli da avviare al compostaggio) per fare il compost: raro esempio di genialità e di abnegazione al dovere!

Vediamo cosa ha fatto in concreto il comune di Quarrata, in provincia di Pistoia.
[fonte http://www.comunivirtuosi.org/index.php/home]

Nei primi giorni di ottobre il Comune di Quarrata (Pistoia) ha pubblicato il bando per l’assegnazione in comodato d’uso gratuito delle compostiere domestiche. 


Si tratta di contenitori in plastica riciclata della capacità di 300 litri circa, che saranno assegnate in base ad una specifica graduatoria. Il bando, scaduto l’8 novembre, prevedeva la possibilità per i cittadini di presentare la richiesta presso l’Ufficio Ufficio relazioni con il pubblico.

Gli assegnatari avranno diritto alla riduzione della parte variabile della TIA, la Tariffa di Igiene Ambientale. Questi i requisiti richiesti: essere residenti nel Comune di Quarrata ed avere a disposizione un luogo idoneo all’interno della abitazione adibito ad orto di almeno 2 mq e /o a giardino di almeno 30 mq; essere titolari di un’utenza TIA domestica unifamiliare e risultare in regola con i rispettivi pagamenti della Tariffa d’Igiene Ambientale. 


“L’iniziativa - ha sottolineato l’Assessore allo Sviluppo Sostenibile Vincenzo Mauro - ha lo scopo di incentivare le famiglie e fare la raccolta differenziata e ridurre la quantità di rifiuti da smaltire. L’obiettivo è quello, quindi, di sensibilizzare la cittadinanza verso una minore produzione di rifiuti e forme corrette di smaltimento, oltre ad un sempre maggiore rispetto per l’ambiente.

E’ un intervento importante e ci auguriamo una buona risposta da parte della cittadinanza che ha dimostrato più volte di avere una coscienza critica e ambientalista nel voler cambiare il proprio stile di vita”.

Sono ormai centinaia le esperienze di questo tipo in tutta Italia, ma molti di più sono ancora i comuni che non hanno attivato un progetto di questo tipo. L'invito quindi che facciamo è quello di prendere spunto dall'esperienza di Quarrata e di replicarla ovunque.

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venerdì 14 novembre 2008

Raccolta differenziata "porta a porta" a Roma: un aggiornamento

[fonte http://www.06blog.it/post/3548/differenziata-a-roma-raggiunta-quota-239-parte-il-porta-a-porta-anche-a-testaccio-aventino-villaggio-olimpico-cinecitta-magliana-e-torrino]

In aggiunta e (parziale) rettifica ed integrazione al post del 23 ottobre scorso sulla raccolta differenziata "porta a pota" nella città di Roma, segnalo un articolo tratto da 06blog.it.
Inutile dire che al momento, almeno sul sito di Ama, della diffusione della raccolta "porta a porta" negli altri quartieri (cioè Testaccio, Aventino, San Saba, Villaggio Olimpico, Cinecittà est, Torrino, Magliana e Portuense) non se ne parla. Visto che alla fine del 2008 mancano quasi due mesi, staremo a vedere.
Nel titolo sotto il punto interrogativo è nostro ed esprime tutti i nostri dubbi!

Differenziata a Roma: raggiunta quota 23,9%. Parte(?) il porta a porta anche a Testaccio, Aventino, Villaggio Olimpico, Cinecittà, Magliana e Torrino

2 luglio 2008

La raccolta differenziata a Roma cresce. Rispetto a un anno fa il confronto è buono: se nel giugno 2007 i dati si erano fermati a una percentuale del 21,35%, oggi la raccolta della differenziata ha toccato il massimo storico del 23,90%.

Sono incoraggianti, anche se Roma deve ancora crescere, i dati resi noti quest’oggi dai vertici dell’Ama, ricevuti in audizione presso la commissione Ambiente del consiglio comunale di Roma. La differenziata, ha spiegato il direttore operativo dell’azienda Giovanni Fiscon, cresce di circa 2,5 punti percentuali. E lo stesso avviene se, invece di utilizzare il metodo di conteggio dell’Ama, si usa quello dell’Apat che, rispetto al primo, prende in considerazione elementi di calcolo aggiuntivo: in questo caso la differenziata cala rispetto al dato Ama, toccando la cifra del 19,39%, ma cresce di due punti circa rispetto al 17,1% dello scorso giugno.

E’ una buona notizia, ma l’obiettivo fissato dal piano regionale dei rifiuti e da quello provinciale, ovvero il 50% di differenziata al 2011, è ancora lontano. Per raggiungerlo, però, l’Ama ha reso noto che entro il 2008 si estenderà il porta a porta ad altri cinque municipi romani. Dopo Colli Aniene, Masimino e Decima, dove la raccolta differenziata porta a porta è schizzata ad oltre il 60% e continuerà anche in futuro, ad essere interessati saranno i quartieri di Testaccio, Aventino e San Saba nel primo municipio, il Villaggio Olimpico al II°, Cinecittà est nel X°, il Torrino nel XII° e i quartieri Magliana e Portuense nel XVI°. Il provvedimento interesserà centomila romani e dovrebbe partire entro la fine del 2008. L’obiettivo per l’inizio del 2009 è toccare la soglia del 27% circa.

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giovedì 13 novembre 2008

Con i rifiuti si può anche giocare: basta non bruciarli!

Con i rifiuti ci si può anche giocare: l'importante è non bruciarli, come fanno purtroppo molti dei nostri amministratori incapaci (sempre eletti e pagati da noi, non dimentichiamolo).

Allora, cominciamo a giocare.

Molto carino e istruttivo è LandFill Bill: non è neanche troppo facile.
Lo trovate qui
http://www.giochigratisonline.it/giochi-online/giochi-spara-spara/RaccoltaDifferenziata/index.php?idgioco=1129

Più semplice, ma utile per ricordarci cosa sono i prodotti Ecolabel, è il giochino che trovate nella sezione Eco-divertimento del sito della settimana Ecolabel
http://www.ecolabelweek.apat.it/
Nella stessa sezione trovate anche il test "Sei ecocompatibile?": se provassimo a sottoporlo ai nostri politici, ne scopriremmo delle belle!

Giochi per bambini a sfondo ecologico, molto belli, li trovate nel sito ErmesAmbiente della regione Emilia Romagna: oltre ai rifiuti, puoi giocare all'orto biologico oppure a risparmiare acqua.
http://www.ermesambiente.it/giochi/gioco/main.html

Geniale è l'idea della Ludoteca del riuso: se passate da Tolentino, nelle Marche, fateci una visita.
http://www.ludotecariu.it/

Nel sito della Ludoteca ti segnalo anche il RICICLABOLARIO - Il vocabolario dei rifiuti per orientarsi nel mondo della raccolta differenziata.
Lo puoi scaricare gratis qui.

Memoriciclo è un gioco da tavolo per imparare le regole della raccolta differenziata; serve una buona memoria e ovviamente la conoscenza delle regole della raccolta differenziata.

In vendita on line trovate questo gioco educativo "Il gioco del pulito": magari potete proporne l'acquisto alla scuola di vostro figlio o alla biblioteca di zona.
http://www.ilgiocodelpulito.com/homepage.html
Nel sito c'è anche un giochino gratis da scaricare, sempre a tema "rifiuti e dintorni":
http://www.ilgiocodelpulito.com/omaggio.html

Non sembra entusiasmante BeachClean ma non si può mai dire, i gusti sono gusti...
http://salagiochi.multiplayer.it/index.php?giocoid=877

Con E-ON Energy Champions raccogli rapidamente i rifiuti buttati dalla gente e poi li butti nella raccolta differenziata.
http://www.flashgames.it/eon.html

Se giocando scopri di avere troppi dubbi su come dividere i rifiuti, prova con questa Guida on line alla raccolta differenziata.

Avete dei giochi, iniziative ludiche ed educative sui rifiuti da segnalarci?
Scriveteci (trovate l'indirizzo di posta elettronica in alto a sinistra) e pubblicheremo i vostri suggerimenti.

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Per Legambiente il sequestro dell'inceneritore di Malagrotta è preoccupante. E per Marrazzo?

[fonte http://www.carte-oggi.it/archives/0004175.html]

RIFIUTI: LEGAMBIENTE, SEQUESTRO A MALAGROTTA E’ PREOCCUPANTE


(AGI) - Roma, 11 novembre 2008 - “E’ grave e preoccupante che ad una sola settimana dalla condanna in primo grado per lo smaltimento di rifiuti pericolosi nella discarica di Malagrotta, ci sia un sequestro nella stessa area e, da quanto si apprende coinvolgendo in parte gli stessi soggetti, per il mancato rispetto delle norme in materia di prevenzione degli incendi per la sicurezza sui luoghi del lavoro relativamente al gassificatore (si tratta sempre di inceneritore, ndb)”. Lo afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.
“Non si tratta solo di mettere a posto le carte, come si affrettano molti a dire, ma di verificare fino in fondo come operi una certa gestione, appurando se non ci si trovi davvero di fronte a quella zona franca per l’inosservanza di leggi italiane e comunitarie che richiamava recentemente uno dei Pubblici Ministeri coinvolti nei processi sul tema, situazione che potrebbe avere conseguenze davvero gravi sulla salute dei cittadini.
Il gassificatore e’ nato male e prosegue peggio - dice ancora Parlato - con un’ordinanza nascosta per mesi ai cittadini e poi falsamente sospesa dalla Regione, aggiungendo un nuovo impatto ambientale ad un luogo gia’ compromesso senza che la discarica, le cave, la raffineria vedano alcuna riduzione del loro peso ambientale, anzi addirittura c’e’ chi pensa di poter realizzare anche la nuova discarica di Roma a poche centinaia di metri da dove sorge l’attuale.
Bisogna mettere la parola fine a questo modello, nella Capitale - conclude l’esponente di Legambiente - serve una nuova stagione per la gestione dei rifiuti, con un ruolo pubblico piu’ forte, piu’ certezze per i cittadini, piu’ attenzione all’ambiente, in cui si centri il sistema su riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti. (AGI)

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mercoledì 12 novembre 2008

E' un articolo di un anno e mezzo fa ma è MOLTO MOLTO istruttivo, anche per capire come si fa disinformazione militante in Italia.

Gaia, il pianeta delle omissioni
Scritto da Vittorio Moccia - Sabato 14 Aprile 2007 01:30

Nella trasmissione GAIA andata in onda su Rai 3, sabato 31 marzo 2007, è stato affrontato il problema rifiuti, confrontando, secondo un criterio apparente di divulgazione scientifica, soluzioni e scelte regionali per la sua soluzione ma finendo per esaltare le classiche soluzioni vicine alla filosofia dell'incenerimento.
E' stata presentata la raccolta differenziata solo da cassonetto, con separazione dei materiali successiva alla raccolta, soluzione questa che rende meno efficace e meno controllabile la differenziazione stessa dei materiali ed il loro effettivo riciclo.
Non è stata invece detta una sola parola...
sulla raccolta "porta a porta" che permette una divisione spinta dei materiali con alte rese e che è attuata già in migliaia di comuni italiani con percentuali superiori al 60% di materiale avviato al riciclaggio. All'interno di questa realtà chi applica anche la tariffa puntuale (ovvero si paga in base alla quota conferita come indifferenziato) ha ottenuto come risultato rese tra il 70% e l'85% di raccolta differenziata, unitamente ad una diminuzione della produzione dei rifiuti del 26%.

L'ingegner Galli, intervistato vicino alla discarica, lavora per la Hera, la "multiutility" che sta realizzando inceneritori per rifiuti tal quali, con tecnologie obsolete e con recupero dei metalli dalle ceneri nella provincia di Forlì, Bologna, Modena e Rimini. Hera, pur essendo una S.p.A., ha il monopolio dei pubblici servizi, ed afferma [1] che "....un gruppo industriale con le caratteristiche di Hera deve considerare esigenze e aspettative di una molteplicità di portatori di interesse (stakeholder), che si trovano spesso in conflitto. La Responsabilità Sociale d'Impresa intende considerare, all'interno delle decisioni aziendali, tutte le aspettative legittime delle varie categorie di stakeholder bilanciandole e integrandole nelle strategie aziendali...". Ci si chiede se le legittime aspettative di salute dei cittadini, rientrino fra quelle che la società tiene in considerazione, visto che l'impiantistica per l'incenerimento, portata avanti da Hera, vuole coprire il 50-60% della produzione dei rifiuti e non certo il 20-30% di rifiuto residuale, risultante dalla raccolta porta a porta.

Non è stata fatta menzione delle migliaia di medici che in tutta Italia (409 solo a Forlì, ma anche a Modena, Ravenna, Piana Fiorentina, Treviso, Napoli, etc) si sono chiaramente espressi contro questa pratica inutile e nociva, spesso con documenti votati all'unanimità dagli Ordini Professionali. Perché non si è parimenti ricordata la posizione di forte preoccupazione dell'Associazione Medici per l'Ambiente, espressa con documento ufficiale del gennaio 2006?

Perché non è stata data ad alcun medico la possibilità di esprimere i motivi dei propri timori e la letteratura su cui questi si fondano? Si ribadisce il concetto che dagli impianti di incenerimento vi è una indiscutibile emissione di sostanze inquinanti, tossiche e cancerogene, quali metalli pesanti e diossine, e che da numerosi studi epidemiologici risulta l'aumento statisticamente significativo di neoplasie quali sarcomi, linfomi Non Hodgkin, tumori ormono correlati, neoplasie polmonari ed infantili nelle popolazioni residenti in prossimità di tali impianti.

Non è stata fatto neppure il minimo cenno in merito alla questione dei contributi che continuano ad essere elargiti a chi incenerisce rifiuti ed assimilati, rinunciando ancora una volta ad informare i cittadini della vera e propria mistificazione che si cela sotto i termini "rinnovabili" ed "assimilate".

Si rammenta che solo l'Italia ha equiparato l'energia che proviene dalla combustione di rifiuti all'energia da fonti rinnovabili e che, per questo, è sotto procedura d'infrazione da parte dell'Unione Europea. Quanto sopra detto consente che, come il dott. Federico Valerio a Napoli il 26 marzo ha ricordato, mentre in Europa l'incenerimento è tassato, in Italia è, viceversa, premiato con circa 70-80 Euro per ogni tonnellata combusta. Com'è noto la finanziaria a dicembre 2006 doveva eliminare tali contributi ma, arrivati ormai a Pasqua, sembra che nulla sia cambiato. E' bene ricordare che, nel 2005, la quota che, come CIP6 ed affini, è finita nel business dell'incenerimento è stata di poco meno di 4 miliardi di euro, sottratti letteralmente alle tasche dei cittadini italiani.. Questa anomalia è dunque alla base del proliferare degli impianti di incenerimento in tutto il nostro paese.

Il dirigente dell'inceneritore di Brescia è stato fatto parlare in una cornice di assoluta "reverenzialità", senza stacchi e senza musiche di disturbo. Federico Valerio è stato intervistato, sembrava quasi per caso, in una piazza, con una musica di sottofondo che impediva anche solo di capire bene quello che diceva: perché non intervistarlo nel suo laboratorio, in un contesto di maggior professionalità?

Grande enfasi e risalto sono stati dati alla produzione di energia elettrica e calore dall'inceneritore, senza adeguata menzione alla energia necessaria a produrre ex novo i materiali che si vanno a bruciare. Si noti che l'inceneritore di Brescia è stato portato come modello, ma, dalla stessa trasmissione, risulta un inceneritore per rifiuti tal quali.

Nonostante vi sia stato un approfondimento notevole sulla pericolosità del particolato 2.5 e di quello ancora più fine, causato dal traffico dei veicoli a motore, non è stato detto nulla sul fatto che gli inceneritori, qualora siano predisposti per temperature di esercizio più alte per ridurre l'effetto diossina, sono enormi produttori di particolato fine ed ultrafine, per i quali non esistono a tutt'oggi limiti di legge, adeguati sistemi di filtraggio e controlli.

Inoltre, in trasmissione, si è parlato dello smaltimento della parte residua dopo l'incenerimento, lasciando affermare al dirigente dell'inceneritore di Brescia che questo residuo è "stabilizzato" e quindi può andare in discarica senza creare problemi. Non si è invece detto che le ceneri residue sono il 30% della materia bruciata e che vengono originate grandissime quantità di polveri (trattenute dai filtri) altamente tossiche, che necessitano di essere conferite in discariche speciali, completamente impermeabili, e con altissimi costi di gestione. A Brescia, dopo l'esaurimento della discarica per le ceneri prodotte, se ne prevede il raddoppio per alcuni milioni di tonnellate per "servire" l'inceneritore.

L'immagine che è stata data dei comitati è quella di chi non vuole gli impianti vicino a casa (NIMBY) e che, con superficialità e leggerezza, vorrebbe scaricare su altri le conseguenze dei propri irresponsabili comportamenti. Chi frequentasse con serenità d'animo i comitati che si battono per la risoluzione del problema rifiuti e per la difesa dei "beni comuni", difficilmente troverebbe posizioni "particolaristiche" od egoistiche, ma piuttosto cittadini consapevoli, profondamente preoccupati dell'estrema crisi in cui versa il pianeta, cittadini che hanno ben compreso i pressanti appelli provenienti dai più prestigiosi organismi internazionali, volti affinché ciascun abitante della terra si adoperi per la salvaguardia delle risorse e degli ecosistemi, a tutela delle future generazioni. Forse non altrettanto consapevoli e partecipi della tutela dell'ambiente appaiono, nei fatti e nelle scelte che concretamente compiono, politici ed amministratori.

Altra grave lacuna è apparsa quella di evitare di approfondire adeguatamente il dramma dei rifiuti industriali e tossici (che sembrava previsto all'interno della trasmissione), limitandosi ad una breve intervista a Iacuelli e per il resto si preferendo mandare in onda un servizio di 15 minuti sugli uccelli rapaci.

Si ricorda che in particolare in Campania, specie nel cosiddetti "triangolo della morte" e "Terra dei Fuochi", le discariche illegali ed i traffici di rifiuti tossici e nocivi, gran business illegale delle ecomafie, hanno devastato territori fiorenti e famosi per i loro prodotti agricoli [3]. Centinaia di migliaia di persone sono state esposte per anni e lo sono tutt'ora a sostanze inquinanti e tossiche penetrate ormai nelle falde acquifere e nei terreni, ovvero entrare di diritto nella catena alimentare, con conseguenze nefaste per la salute dei cittadini campani.

Le politiche fino ad oggi perseguite hanno comportato solo un enorme sperpero di danaro pubblico ed hanno mostrato il loro totale fallimento, come le vicende giudiziarie di queste ore sembrano dimostrare. Pensare di risolvere il problema costruendo megainceneritori vuol dire favorire ancora una volta enormi illeciti interessi e non tenere in alcun conto la salute, mentre sarebbe tempo di dare ascolto alle popolazioni e muoversi nell'ottica di riduzione, recupero, riuso e riciclo, iniziando finalmente il percorso virtuoso dei materiali post-consumo.

La Rai è un servizio pubblico ed è per questo motivo che programmi a carattere divulgativo ed informativo dovrebbero mantenere il corretto livello di approfondimento e di imparzialità, soprattutto quando si affrontano temi tanto delicati.


Comitato Allarme Rifiuti Tossici in Campania
WWF Campania
PeaceLink Campania
Comitato contro l'emergenza rifiuti provincia di Caserta
Patrizia Gentilini, ISDE Italia Forlì
Ernesto Burgio, ISDE Italia Palermo
Giovanni Vantaggi, ISDE Italia Gubbio
Luigi Gasparini, ISDE Italia Ferrara
Manrico Guerra, ISDE Italia Parma
Gian Luca Garetti, socio ISDE Italia Firenze
Celestino Panizza, Associazione Cittadini per il Riciclaggio Bresci

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Zingaretti, da che parte stai? Dì qualcosa sugli inceneritori!

Nicola Zingaretti è il presidente della Provincia di Roma, eletto nella primavera scorsa con i voti determinanti dei Castelli Romani (nella stessa tornata Francesco Rutelli veniva sonoramente sconfitto come sindaco di Roma).
Ora Zingaretti, come appare chiaramente dalle due dichiarazioni che trovate sotto, è in preda a un conflitto interiore, a un vero e proprio sdoppiamento della personalità.
Ma insomma, gli inceneritori, li vuole o no? E' pronto a fare di tutto in positivo (raccolta differenziata porta a porta subito, riduzione dei rifiuti alla fonte ecc.) per rendere inutili, come nei fatti sono, gli inceneritori che producono diossina, tumori e malattie?
Zingaretti, ci risponda!
http://www.nicolazingaretti.it/contatti.asp

ZINGARETTI-1

DAL DISCORSO DI INSEDIAMENTO DI NICOLA ZINGARETTI IN CONSIGLIO PROVINCIALE DI ROMA

Lavoreremo per la tutela dell’ambiente e per la sostenibilità ambientale come nuovo paradigma per lo sviluppo.
Lanceremo da subito, come abbiamo promesso agli elettori, un progetto, in attuazione del piano regionale, per trasformare i rifiuti in una risorsa, incentivando, attraverso una serie di accordi, la riduzione di materia e la raccolta differenziata.
Sostenendo l’industria del riciclaggio. Immaginando la nascita di una “rete provinciale per gli imprenditori dell’eccellenza ecologica”, che sostenga visibilmente chi riduce con azioni intelligenti l’impatto ambientale delle proprie attività.

A voi sembra che parli di inceneritori? A me non pare!

ZINGARETTI-2

ROMA: ZINGARETTI, AUSPICO PROBLEMA MALAGROTTA SIA SUPERABILE PRESTO

(ASCA) - Roma, 11 nov 2008 - ''Mi auguro che sia un problema, da quanto ho compreso, superabile al piu' presto, perche' e' importante superare tutti i problemi relativi all'utilizzo di un impianto che, come si sa, e' fondamentale. Bisogna far di tutto per risolvere la questione''.
Cosi' il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha commentato la notizia del sequestro dell'impianto di Malagrotta in quanto privo delle certificazioni antincendio.

Ma insomma, Zingaretti, da che parte stai? O stai dalla parte del cerchiobottismo? Perché ora dici che Malagrotta è fondamentale mentre quando ti sei insediato non hai detto NULLA sugli inceneritori? Pensate sempre che i cittadini abbiano l'anello al naso?

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Malagrotta: il sequestro dell'inceneritore getta ombra sul nuovo megainceneritore di Albano Laziale

[fonte http://www.castellinews.it/index.asp?id=967&act=v&20081111]

Malagrotta: per la sinistra dei Castelli Romani, il sequestro getta ombra su impianto Albano

Si chiede di rivedere la costruzione dell'impianto, perché questo utilizzerà la stessa tecnologia di quello chiuso dal Gip di Roma

La Sinistra Castelli Romani in una nota dei segretari delle federazioni castellane, Andrea Tupac Mollica (Verdi), Danilo Marra (Rifondazione Comunista), Ileana Piazzoni (Sinistra Democratica) e Giovannino Sanna (Comunisti Italiani) interviene sul sequestro dell'impianto di Malagrotta che getta ombre inquietanti anche su quello di Albano.

«Il sequestro del gassificatore (o meglio, inceneritore, ndb) di Malagrotta – si legge nella nota - da parte del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, disposto dal Gip di Roma desta forti preoccupazioni anche nei Castelli Romani per la vicenda del nuovo impianto previsto per Albano».

«Senza entrare nel merito delle indagini tutt'ora in corso – hanno affermato i segretari della Sinistra - auspichiamo che si faccia piena luce sia sulla gestione della discarica di Malagrotta che sull'iter autorizzativo che ha portato alla costruzione del gassificatore, per le analogie che questo impianto ha con quello di Albano, riteniamo auspicabile che l'indagine si estenda anche alla complessa vicenda che ha portato all'autorizzazione di questo impianto».

«Più volte - prosegue la Sinistra dei Castelli Romani - abbiamo sollevato fondati dubbi di legittimità sull'iter amministrativo che ha portato a ribaltare la valutazione di impatto ambientale negativa formulata dalla Regione Lazio nel marzo scorso. Inoltre quest'impianto, gemello di quello di Malagrotta, utilizza analoghi materiali e tecnologie per il processo di combustione: tutti elementi per i quali è stato ritenuto necessario da parte della procura di Roma disporne il sequestro».

«Siamo convinti - conclude la nota - che la gestione dei rifiuti nella nostra Regione debba avvenire in modo trasparente, con il ricorso alle migliori tecnologie disponibili, e nella totale garanzia della sicurezza, della salute dei cittadini e delle comunità locali che vivono in prossimità di questi impianti».

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martedì 11 novembre 2008

A Ronciglione (Viterbo) si parla di raccolta differenziata "porta a porta"

http://www.tusciaweb.it/notizie/2008/novembre/1_15ronciglione.htm

Amici di Ronciglione, ma ancora perdete tempo a fare i sondaggi sulla raccolta differenziata porta a porta? Al momento è l'unica soluzione per non morire di tumori e diossina prodotti dagli inceneritori.
Sbrigatevi!
RONCIGLIONE CITTA' PULITA
Manifestazione organizzata dall'assessorato all'Ambiente


Si è svolta venerdì la manifestazione “Città pulita 2008”, promossa dall’assessore all’ambiente ed agricoltura del comune di Ronciglione Pietro Lazzaroni per promuovere e sensibilizzare la cittadinanza all’educazione ambientale.

Hanno preso parte all’iniziativa varie società operanti nel settore della raccolta rifiuti, volontari della Prociv e dell’associazione culturale “M. Virgili” ed un centinaio di studenti della scuola media “M. Virgili” e del liceo scientifico “A. Meucci”.

Tutto si è svolto nel migliore dei modi nonostante il tempo non proprio bellissimo: volontari, operatori e studenti hanno iniziato la pulizia dalla via adiacente il Duomo di Sotto, da dove sono stati rimossi erbacce e rifiuti ingombranti abbandonati, per poi recarsi nella zona di Borgo di sopra dove oltre alle operazioni di pulizia effettuate dagli operatori ecologici, i ragazzi hanno effettuato un sondaggio tra i residenti per valutare il gradimento di una raccolta differenziata “porta a porta” che l’assessore Lazzaroni intende iniziare a breve in via sperimentale.

La pulizia ha poi toccato via della Stazione ed il tratto cittadino della Cassia Sud.

Al termine della manifestazione, i partecipanti si sono recati in comune dove il sindaco Massimo Sangiorgi e Lazzaroni hanno illustrato le attività volte alla salvaguardia dell’ambiente ed alla pulizia del paese promosse dall’amministrazione: raccolta differenziata dei rifiuti, raccolta pile esauste e farmaci, sito ecologico dove vengono raccolte erbe da taglio dei giardini, rifiuti speciali agricoli e rifiuti ingombranti.

Illustrati i progetti di raccolta differenziata nelle scuole e negli uffici pubblici che verranno attuate a breve, i dettagli della sperimentazione della differenziata “porta a porta” e le iniziative, quali incontri con tecnici ed associazioni del settore e visite a strutture di recupero e riciclo materiale, da proporre alle scuole.

Gli inceneritori producono diossina e provocano il cancro

Gli inceneritori (anche quelli di ultima generazione, come li chiamano!) producono diossina e provocano il cancro.

Qui trovate la relazione presentata da Patrizia Gentilini nel corso della sessione "Ambiente e Tumori" a Verona (11-14 ottobre 2008) al X Congresso Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica).

Pubblichiamo solo le conclusioni, drammatiche e davvero tremende.

In definitiva, la diossina è un cancerogeno IA IARC multiorgano, non mutageno, persistente con azione di promotore che agisce con verosimili meccanismi epigenetici che aprono la strada a traslocazioni e risulta coinvolta in neoplasie la cui incidenza sta drammaticamente aumentando quali il cancro alla mammella ed i linfomi.

A fronte di dati epidemiologici inquietanti che vedono in Italia un incremento complessivo di incidenza di cancro nelle donne, indipendentemente dall’ età dell’ 1% annuo (35) e di cancro nell’ infanzia del 2% annuo (36), esattamente doppio di quanto si registra in Europa (37), ci vengono in mente le parole di A. Einstein: “un uomo intelligente risolve un problema, un uomo saggio lo evita” e queste parole ci sembrano particolarmente azzeccate se pensiamo a ciò che comporta la crescente pratica dell’incenerimento dei rifiuti.

E’ stato calcolato che con le previsioni di incenerimento previste complessivamente in Europa (38) si andranno ad immettere, utilizzando le migliori tecnologie disponibili (BAT) e nel rispetto dei limiti di legge, quantità assolutamente non trascurabili di inquinanti: ben 500 grammi ad es. di diossina e composti dioxin like.


Si pensi che solo in Emilia Romagna, situata all’ interno della Pianura Padana, in una delle 5 aree più inquinate del pianeta ed in cui si registra la più alta incidenza di cancro nelle donne, dalle circa 480.000 tonnellate/anno attualmente combuste si andrà ad incenerire oltre un milione di tonnellate/anno di rifiuti.

Dal momento che sono disponibili ben altre soluzioni per lo smaltimento dei materiali post-consumo, si ricordino infine le parole che Lorenzo Tomatis pronunciò per una audizione pubblica al Comune di Forlì sulla questione dell’ incenerimento dei rifiuti:
“ le generazioni a venire non ci perdoneranno i danni che noi stiamo loro facendo”.

[Nota bene: i numeri tra parentesi fanno riferimento alle note bibliografiche che trovate nella versione integrale]

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Campagna elettorale per l'Abruzzo

A noi francamente non interessa molto della campagna elettorale per la regione Abruzzo. Il caso vuole però che uno dei candidati (tale Carlo Costantini dell'Italia dei Valori) sia un paladino contro gli inceneritori. A noi ci sta simpatico e così lo sosterremo a distanza, segnalando le sue prese di posizione contro gli inceneritori e a favore di una politica dei rifiuti fatta (finalmente) con il cervello e non con il portafogli!
In questo incontro elettorale Costantini è l'unico che ha parlato di ridurre i rifiuti e di non costruire inceneritori.
Dai Costantini, vai avanti!
[fonte http://www.abruzzo24ore.tv/news.php?id=8127]

Carlo Costantini

Si può creare una nuova economia con la raccolta differenziata. Possiamo ridurre di 300mila tonnellate su 700mila i nostri rifiuti da portare in discarica . Noi però gli inceneritori non li faremo mai. Il centro oli e le piattaforme petrolifere sono bombe ecologiche. Diciamo no alla loro realizzazione perché sono un progetto folle, sarebbe la morte del turismo e dell'agricoltura.


Elimineremo la pensioni dei consiglieri, che prendono una pensione di 2mila euro con cinque anni di servizio; le pensioni già maturate si percepiranno solo a 70 anni; si ridurranno del 15% le indennità dei consiglieri e di tutto il funzionamento di giunta e consiglio. Daremo una rasoiata alla pletora di enti inutili. Resterà solo una società trasporto, una Ato, e un unica Asl. Poi creeremo due aziende ospedaliere universitarie, a L'Aquila e a Chieti. I Parchi vanno difesi e tutelati ma devono essere accessibili e un minimo di infrastrutture servono per rilanciare il turismo. I consigli regionali saranno ripresi in diretta da una web cam. Bisogna rendere pubblici gli obiettivi e i risultati dei dirigenti, che vanno pagati e riconfermarli in base al merito.

Serve un sostegno agli ultra-quarantenni licenziati. Le imprese devono entrare a scuola per far crescere la formazione. La politica deve fare dieci passi indietro, basta finanziamenti a pioggia senza programmazione. Stanzieremo almeno 20milioni di euro per fare promozione turistica efficace.

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Roma: sigilli all'inceneritore di Malagrotta. Mancava la certificazione anti-incendio

[fonte http://www.lanuovaecologia.it/view.php?id=10228&contenuto=Notizia]

Malagrotta, sigilli al gassificatore (cioè, inceneritore)

All'impianto romano mancavano la “certificazione di prevenzione incendi” e altri requisiti di legge. L’inaugurazione ufficiale era prevista per dopodomani, ma era già in funzione

Questa mattina i carabinieri del Noe, su ordine della Procura di Roma, hanno sottoposto a sequestro preventivo il gassificatore di Malagrotta, risultato privo della “certificazione di prevenzione incendi” e di altri requisiti di legge. Inadempienze riferite dai carabinieri al procuratore della Repubblica di Roma e ai titolari del procedimento penale che hanno chiesto, in via d’urgenza, al Gip il sequestro preventivo.
L’impianto, che servirà a bruciare in loco parte dei rifiuti urbani sotto la forma di cdr (combustibile da rifiuti), di fatto è già attivo, anche se l’inaugurazione ufficiale è prevista per dopodomani.

Il GIP ha ritenuto «indubbio ed estremamente inquietante il periculum in mora desumibile dalla natura dell’attività svolta nell’impianto di gassificazione, dai materiali utilizzati per il processo di combustione e dalla presenza nelle immediate vicinanze di siti pericolosi, in particolare una raffineria ed un deposito di Gpl. Sussiste, infatti, fondato pericolo che la prosecuzione dell’attuale esercizio dell’impianto e la libera disponibilità di cose pertinenti al reato possa agevolare o protrarre le conseguenze del reato, ovvero agevolare la commissione di altri reati, trattandosi di esercizio di impianto in totale carenza dei requisiti di legge”.

Il Gip ha peraltro autorizzato l’accesso e l’uso al solo fine di consentire il completamento dei lavori necessari alla messa in sicurezza, per poter così richiedere e ottenere il nulla osta dei Vigili del fuoco, necessario per l’attivazione dell’impianto.

La discarica romana era già finita sotto i riflettori una settimana fa, per la condanna inflitta dal giudice monocratico di Roma, Francesco Patrone, a Francesco Rando, responsabile della Giovi s.r.l per la gestione della discarica di Malagrotta. La pena è a un anno di reclusione, con 15mila euro di ammenda e il risarcimento dei danni morali e patrimoniali da liquidarsi in sede civile a favore di alcune delle parti lese costituitesi al processo.

Motivo della condanna, lo smaltimento “senza alcuna autorizzazione di rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato e dei fanghi conferiti dall’Acea nell’ottobre 2004”, in violazione dei decreti legislativi 22/97 e 36/2003. Inoltre Rando è accusato di aver violato, nel maggio 2005, le procedure di ammissione in discarica “di rifiuti speciali senza che vi fosse la documentazione e senza alcuna verifica degli stessi rifiuti, di cui lo stesso sarebbe anche stato produttore”.

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lunedì 10 novembre 2008

Gli inceneritori sono macchine che servono a bruciare i soldi (dei cittadini)

[fonte http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=685595]

Rifiuti, Sinistra Albano: inceneritori cancellano differenziata

Roma, 5 novembre (Velino) -
“Altro che misteri svelati! La verità sull’inceneritore di Albano la sapevano tutti da sempre! Gli inceneritori sono macchine che servono a bruciare soldi dei cittadini, erogati sotto forma di contributi pubblici prelevati tramite un’odiosa tassazione aggiuntiva sulle bollette elettriche. A tutt’oggi però l’impianto di Albano non potrà beneficiarne, a meno che il governo Berlusconi non decida di resuscitare in finanziaria di nuovo il CIP6”.
È quanto dichiarano in una nota i rappresentanti dei circoli di Albano Laziale di Verdi, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani.
“La sovradimensionata offerta impiantistica per il trattamento finale dei rifiuti al 2011 - spiegano Fiorani, Rapisardi e Fugnanesi - svela la volontà di improntare le politiche sui rifiuti della Regione all’incenerimento sfrenato, mortificando qualsiasi possibilità reale di avviare la raccolta differenziata nei nostri territori. Questo a dispetto della campagna pubblicitaria che tappezza l’intera Regione, sulla cui efficacia peraltro esprimiamo più di un dubbio".

"Le ultime vicende giudiziarie - prosegue la Sinistra di Albano - che investono sia soggetti pubblici che privati della gestione del ciclo dei rifiuti, a partire dal Consorzio Gaia e alla condanna per la gestione della discarica di Malagrotta, suggerirebbero poi maggior cautela nell’annunciare con tanta sicumera l’inaugurazione di nuovi inceneritori.

In particolare sull’impianto di Albano conserviamo la convinzione che esistano gravi illegittimità nei procedimenti di autorizzazione che meritano un approfondimento della giustizia amministrativa. Infine quello che riteniamo inaccettabile - concludono i rappresentati della sinistra albanense - è il metodo impositivo con il quale si è pensato e voluto l’inceneritore di Albano, in spregio della partecipazione e del dialogo con le comunità locali, tenute estranee a qualsiasi confronto nel merito. Per questo la mobilitazione civica contro l’ecomostro non si esaurirà fino a quando i cittadini e le amministrazioni locali non saranno ascoltate”.

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Roma: fino al 30 novembre si può chiedere la compostiera e risparmiare sulla tassa per i rifiuti

Nel comune di Roma si potrebbe fare il compostaggio ma si guardano bene dal farlo sapere troppo in giro! Non sia mai che dovesse funzionare troppo bene!
C'è tempo fino al 30 novembre per chiedere GRATIS la compostiera all'Ama: oltre tutto, potrete anche risparmiare sulla tariffa salatissima dei rifiuti.

Cari romani, il compostaggio è uno degli elementi per scardinare la logica suicida degli inceneritori che producono diossina, tumori e malattie.
Con il compostaggio si può produrre ottimo concime per orti e giardini: lo producete da soli e quindi potete stare tranquilli sulla sua composizione!

Altre informazioni sul compostaggio le trovate qui.
Qui invece trovate informazioni sull'uso dei lombrichi per produrre ottimo concime organico (compatibile a certe condizioni con l'uso della compostiera).


[fonte: rielaborato da http://www.amaroma.it/index.php?option=com_content&task=view&id=102&Itemid=83]

Il compostaggio domestico
Non tutti i materiali per essere recuperati devono essere condotti a speciali impianti di riciclaggio. La raccolta differenziata si può effettuare anche con il compostaggio domestico dei rifiuti organici da parte di chi possiede un giardino. Circa il 25-30% dei rifiuti domestici è infatti composto da materie organiche come gli scarti di cibo, di frutta e verdura, piante recise, fogliame, sfalci dei prati, erbacce, trucioli ecc.

Cos'è il compost
Il compost è il prodotto finale del processo di trasformazione biologica delle sostanze organiche che dà vita a un fertilizzante naturale ricco di humus, utilizzabile per concimare i terreni o i vasi. Per produrre compost a livello domestico si utilizzano i rifiuti organici prodotti in casa o in giardino.

Cos'è la compostiera
La compostiera è il contenitore in cui introdurre i rifiuti organici per produrre il compost. Può essere collocata in un punto ombreggiato del proprio giardino direttamente sul terreno. Il suo utilizzo è semplicissimo e non reca fastidi (cattivi odori, moscerini ecc.). La maturazione del compost avviene in un periodo variabile tra i 3 e i 12 mesi a seconda di come si intende utilizzarlo.

Come richiedere la compostiera e la riduzione della Tariffa Rifiuti
AMA consegna gratis la compostiera a chi vuole fare il compostaggio domestico; Ama inoltre fa una riduzione del 30% sulla parte variabile della Tariffa Rifiuti.
Per avere diritto a questa riduzione bisogna avere un giardino o un terreno intorno la casa di almeno 25 metri quadrati per ogni familiare. La richiesta va presentata all'AMA tra il 1 ottobre ed il 30 novembre di ogni anno (quindi, c'è tempo fino al 30 novembre 2008!).
Per chi ha già fatto il compostaggio, il rinnovo della richiesta e la dichiarazione di avvenuta attività di compostaggio vanno presentate entro il mese di gennaio.

Il modulo può essere:
  • inviato via fax ai numeri 06-51692940 / 06-51692950
  • spedito per posta ad AMA Spa - Ufficio Tariffa Via Tiburtina 1166 - 00156 Roma
  • consegnato agli sportelli AMA di Via Capo d'Africa 23/B (Roma) o ad Ostia, Piazza Quarto dei Mille 11/g/h/i/l
Vedi Comunicare con AMA

Per i cittadini che hanno già fatto la richiesta e che hanno usato la compostiera nel 2007, presentando anche la dichiarazione di avvenuta attività, la riduzione sarà calcolata nella prima bolletta di conguaglio 2008.

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mercoledì 5 novembre 2008

Rifiuti zero: incontro a Cavriago (Reggio Emilia)

[fonte http://www.comunivirtuosi.org/index.php/i-nostri-appuntamenti/16-le-date-dei-convegni-in-giro-per-litalia-/327-cavriago-07112008]

Venerdì 7 novembre, a partire dalle ore 21.00, presso la Sala civica del Comune di Cavriago (RE), si terrà l'incontro "Rifiuti zero", promosso dal Gruppo Val D'Enza degli Amici di Beppe Grillo.

La serata sarà l'occasione per ascoltare le esperienze virtuose della rete dei Comuni Virtuosi, per la quale interverrà il coordinatore Marco Boschini (www.marcoboschini.it), che si confronterà con l'Assessore all'ambiente del Comune di Capannori (LU) Alessio Ciacci (www.comune.capannori.lu.it), primo comune in Italia ad aver aderito alla Strategia Rifiuti Zero, e con Carla Poli, del Centro Riciclo di Vedelago (TV) - www.centroriciclo.com.

L'incontro sarà moderato dal giornalista Matteo Incerti (www.matteoincerti.blogspot.com).

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martedì 4 novembre 2008

A Rimini Ecomondo 2008: recuperare materia e rifiuti

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=10353

Ecomondo 2008

Dal 5 all’8 novembre prossimi a Rimini Fiera si tiene la 12a edizione di ECOMONDO, la fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile

Dal 5 all’8 novembre prossimi a Rimini Fiera si tiene la 12a edizione di ECOMONDO, la fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile che sarà avviata (mercoledì 5 novembre, alle 11.30 – Sala Neri 1) dall’evento di apertura "Il Sud oltre l’emergenza: modelli tecnici, economici, comportamentali" organizzato da Rimini Fiera e CONAI in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare.
Interverranno Lorenzo Cagnoni Presidente Rimini Fiera, Piero Perron Presidente CONAI, Giuliano Poletti Presidente Legacoop Nazionale, Guido Bertolaso Sottosegretario per l’emergenza rifiuti in Campania, Sen. Antonio D’Alì Presidente Commissione Territorio e Ambiente. Intervento conclusivo di Roberto Menia Sottosegretario Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare.

"Ecomondo - ricorda Simone Castelli, direttore della Business Unit 2 di Rimini Fiera – è il più importante evento fieristico italiano dedicato all’ambiente, punto di riferimento sul recupero e riuso di materia ed energia, organizzato in collaborazione con i più alti organismi istituzionali e associativi".
"Nella scorsa edizione - aggiunge il project manager di ECOMONDO, Alessandra Astolfi - la manifestazione richiamò 57.907 operatori. Questa fiera è un appuntamento straordinario per confrontarsi sulle novità e sulle potenzialità di un settore in continua espansione, con la più alta aspettativa di investimenti e profitto nel prossimo decennio".

Aperta sia agli addetti ai lavori sia al grande pubblico, ECOMONDO 2008 ospita 1.000 aziende su 70.000 metri quadrati articolati in 13 padiglioni (in mostra la più ampia gamma di opportunità tecnologiche, sistemi, attrezzature e servizi che partendo da una vetrina dedicata al tema centrale del recupero e riutilizzo dei rifiuti si allarga ad ampio raggio su tutte le tematiche ambientali).

Nel 2008 ECOMONDO propone inoltre COOPERAMBIENTE uno spazio dedicato all’offerta cooperativa di energia e servizi per l’ambiente, in collaborazione con Legacoop; e poi RECLAIM EXPO il primo salone italiano sulle bonifiche ambientali; e ancora, ORO BLU sul recupero e riuso delle acque; e INERTECH, l’area espositiva dedicata ai rifiuti inerti dell’edilizia; L’ISOLA DEGLI ACQUISTI SOSTENIBILI, un arcipelago di aziende produttrici di prodotti green per il consumo quotidiano; e ancora, METAL-ECO che tratterà il mondo dei metalli ferrosi e non ferrosi; lo spazio CITTA’ SOSTENIBILE; l’area sui RAEE i rifiuti elettrici ed elettronici; le sezioni ECOMONDO ARIA e RISCHI E SICUREZZA.

In programma inoltre un imponente programma di seminari scientifici (‘Verso la cultura della responsabilità - Ambiente tra Tecnica ed Etica’ il tema del 2008 con la coordinazione di Luciano Morselli che ha anche ideato la mascotte della manifestazione, l’ape verde, simbolo di "emergenza ambientale").

A latere, eventi (come i Caffè Scienza), mostre tematiche per gli operatori e per il cittadino (citiamo ECOFATTO), percorsi didattici (che vedono quest’anno anche una partnership con la Walt Disney).

Fronte internazionale molto ampio per ECOMONDO 2008 che propone tra l’altro Green Ventures, la più grande borsa di cooperazione internazionale per imprese dei settori ambiente ed energia che dopo Germania e Cina approda in Italia.

In contemporanea a ECOMONDO si svolgeranno il 3° SALVE, Salone triennale del veicolo per l’ecologia; il 3° RI3 sul recupero dei rifiuti informatici (www.ri3.it) e la 2 a KEY ENERGY sull’energia sostenibile (www.keyenergy.eu).

Scarica il programma completo di Ecomondo

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lunedì 3 novembre 2008

[fonte http://www.noinceneritorealbano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=151:comunicato-post-manifestazione]

Il comunicato post manifestazione del 18 ottobre del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano Laziale
Domenica 02 Novembre 2008 14:36

IL 18 OTTOBRE SCORSO IN MILLE ABBIAMO CONFERMATO IL NOSTRO NO ALL’INCENERITORE DI CERRONI AMA E ACEA

È la seconda volta che l’appello del coordinamento viene accolto da tanta gente, anzi il numero dei cittadini in corteo è cresciuto rispetto alla mobilitazione di marzo. Tutti hanno potuto constatare che la provocazione di MARRAZZO, che appena due giorni prima aveva sfornato una V.I.A. cucinata apposta per soddisfare l’appetito di Cerroni, ha ricevuto una risposta forte e chiara.
Il mago Marrazzo ha tirato fuori dal cilindro questo coniglio per cercare di cancellare la V.I.A. negativa del marzo scorso; il suo lavorìo svolto nell’ombra ha prodotto un colpo d’ala nell’ultimo mese con una straordinaria coincidenza temporale: il 12 settembre il lobbista Di CARLO assume l’assessorato all’energia, casa e rifiuti; il 12 settembre CERRONI presenta un fantastico documento aggiuntivo, ben 4 mesi dopo la scadenza dei 30 giorni indicati dalla straordinaria sospensiva della V.I.A. emessa dal direttore del dipartimento ambiente dott. De Filippis su chiara pressione presidenziale.

Allora siamo alla resa dei conti: Marrazzo ci spiegherà come già nel dicembre scorso abbia potuto garantire a Cerroni il nulla osta sull’impianto prima che fosse svolta una qualsiasi istruttoria sull’impatto del medesimo; se questo , come sembra evidente, fosse stato fatto per garantire i fondi pubblici da CIP 6 in estinzione il 31/12 successivo, sarebbe stata un’operazione maldestra e fuori di ogni legalità, eventualmente questo contasse qualcosa.

La Regione si sta aggrovigliando in una serie di operazioni contraddittorie pur di imporre un inceneritore nel bel mezzo di un territorio fortemente abitato, al centro di una crisi idrica di portata epocale, su terreni comprati dal titolare del progetto, indicati come zone agricole di particolare pregio, per bruciare centinaia di migliaia di tonnellate di carta, cartone,stracci, plastiche, che potrebbero essere totalmente riciclate e produrre nuova ricchezza, invece di migliaia di metri cubi di veleni e diossine sufficienti a moltiplicare per migliaia di persone l’epidemia di cancro già in corso.

Con le iniziative e le manifestazioni che abbiamo costruito in questo anno abbiamo dimostrato che, mentre i partiti di governo nelle amministrazioni centrali e locali di rito berlusconiano o di rito veltroniano, comunque sempre democristiano e anche po’ razzistoide e qualunquista, tramano nell’ombra delle private stanze contro la volontà popolare, nelle piazze e alla luce del sole , senza gerarchie, senza cercare deleghe retribuite si può costruire una intelligenza collettiva in grado di rappresentare la autentica volontà popolare.

Fino ad oggi abbiamo respinto gli speculatori inceneritoristi, ma ora ci aspettano passaggi ancora più complicati.
Dobbiamo costruire a breve, entro dicembre, una grossa manifestazione a Roma sotto la Regione, e noi non possiamo pagare a nessuno viaggi e giornate di lavoro, sappiamo quanto sia difficile fare uscire la gente da casa , ma lo dobbiamo fare e ci proveremo. Ricorreremo al tribunale amministrativo sapendo bene che i giudici non sono naturalmente ben disposti nei confronti dei bisogni popolari e che la cosa costerà soldi, e che ci vorrà ancora più partecipazione e più impegno di tutti. Ma la lotta deve continuare e dobbiamo provare a vincerla.

COORDINAMENTO CONTRO L’INCENERITORE DI ALBANO

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Inceneritore di Albano Laziale: insabbiare, insabbiare, insabbiare!

[fonte: http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/2008/11/lordine-impartito-ai-cerroni-boys.html]

L’ordine impartito ai Cerroni Boys: insabbiare insabbiare, insabbiare

Le esigenze di Cerroni

Un inceneritore ha bisogno di due discariche:
- una a monte, per raccogliere i rifiuti che non possono diventare CDR (Combustibile Da Rifiuti);
- una a valle, per i rifiuti speciali prodotti dall’inceneritore (pari a circa il 30% del volume dei rifiuti entrati! ndb).

Per ridurre le spese di trasporto, la prima discarica deve stare vicino all’inceneritore e la seconda nelle vicinanze.

Non è un caso che Cerroni sceglie di localizzare gli inceneritori a fianco delle storiche discariche di Malagrotta e di Albano.

Considerando che solo il 30% dei rifiuti diventa CDR e che il 30% del CDR bruciato in un inceneritore diventa cenere, la seconda discarica per rifiuti speciali dovrebbe essere molto più piccola di quella di Malagrotta.

Visto che il signor Cerroni freme per partire con l’inceneritore di Malagrotta per incassare i 150 milioni di euro dallo Stato Italiano, serve con urgenza la seconda discarica, quella per i rifiuti speciali.

Marrazzo e Di Carlo al servizio di Cerroni

Subito il fido Marrazzo va dalla stampa e sentenzia: “A Roma (ndr: a Cerroni) serve una nuova discarica”.

Poi, se ne lava le mani: “E’ il Sindaco Alemanno che ci deve dire dove farla”.

Sugli aspetti tecnici interviene l’Assessore regionale Di Carlo (PD) che dichiara: “Giudico positivamente la proposta (ndr: di Cerroni) di aprire una nuova discarica nella zona chiamata Monti dell’Ortaggio, area che dista circa 3 chilometri dall’attuale discarica di Malagrotta. A conti fatti (ndr: da Cerroni) penso che la nuova discarica dovrebbe essere 20 volte più piccola della vecchia e dovrebbe accogliere circa 3 milioni e mezzo di metri cubi di scarti (ndr: ceneri).”

Marrazzo ha inoltre sentenziato: “Malagrotta si sta per esaurire e comunque, sia bruciando i rifiuti e sia con la raccolta differenziata, c’è sempre una parte dell’immondizia che diventa scarti e dobbiamo trovare i siti dove sistemarla: chi dice il contrario dice il falso”.

A dire la verità, il Piano dei rifiuti presentato a giugno 2008 da Marrazzo al Consiglio Regionale dice il falso. La discarica di Malagrotta è nel piano, ma nessun cenno viene fatto all’esigenza di una nuova discarica per rifiuti speciali da collocare vicino all’inceneritore. Ne consegue che Marrazzo dice il falso.

De Lillo, di giorno a Roma dice di NO ma di sera ad Albano dice di SI

In merito alla nuova discarica, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma dichiara alla stampa “Questa scelta mi sembra una presa in giro. E' un sito che potrebbe andare bene. Temo si potrebbe riaprire una piaga dove ce n'è un'altra aperta da 30 anni”. Valuteremo altre ipotesi, ci confronteremo con la Regione, ecc.

De Lillo conosce bene la verità; il futuro della discarica di Malagrotta è stato già anticipato nel mese di agosto dal Capo Dipartimento del Comune di Roma: la discarica verrà innalzata di 10 metri e sarà in funzione per altri 15 anni.

Quindi, ne consegue che De Lillo e Alemanno si trovano in una situazione di grande imbarazzo.

Però, mentre di giorno a Roma l’Assessore De Lillo mette in scena i suoi dubbi amletici, di sera il Senatore De Lillo organizza convegni ad Albano per convincere gli abitanti di Albano che l’inceneritore rappresenta un’opportunità .

Che opportunità ci potrà mai essere nel trasformare la Strada dei Vini dei Castelli Romani nella nuova Malagrotta?!?


Chi conosce bene il territorio sa che Albano sopporta la piaga della discarica di Roncigliano da 30 anni. I cittadini sopportano giorno e notte una puzza nauseante e le acque della falda sono state inquinate dalla discarica.
Il Sindaco di Albano Mattei, famoso perché di giorno dice di No mentre di notte dice di SI, non trova nulla da obbiettare.

Anzi, per il ridicolo convegno consegna la sala del Consiglio Comunale di Albano, in segno di resa a Cerroni e ai suoi Boys.

Intanto, Marrazzo vuole ampliare la discarica di Albano per esaurimento delle volumetrie.

Che nessuno tocchi i rifiuti di Cerroni

Marrazzo fa di tutto per assecondare le esigenze di Cerroni: cestina e falsifica le Valutazioni di Impatto Ambientale, firma atti illegali per gli inceneritori di Cerroni e poi li chiude in cassaforte ecc.

Mentre le pratiche del Cerroni viaggiano su una "corsia raccomandata", le autorizzazioni per gli altri operatori vengono insabbiate.

E’ il caso, ad esempio, del nuovo impianto di Colleferro, tipo Vedelago, già pronto da molti mesi, ma bloccato in attesa delle autorizzazioni regionali e provinciali.

Tale impianto è in grado di trattare circa 50.000 tonnellate di rifiuti l’anno, non brucia nulla e non ha bisogno di discariche.

Per questo è un gravissimo pericolo che turba i sonni dei Cerroni Boys.

E quanti impianti tipo Vedelago stanno per arrivare nel Lazio? Tre, quattro, cinque?

L’ordine che è stato impartito è: insabbiare, insabbiare, insabbiare!!! ...in tutti i modi!!!

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Diamoci da fare!

Non basta opporsi agli inceneritori: bisogna anche fare qualcosa di concreto per migliorare le cose.

Dobbiamo pensare quotidianamente a che cosa possiamo fare per affrontare in modo positivo la questione dei rifiuti, seguendo la logica delle "tre R":
  • ridurre i consumi
  • riutilizzare le merci
  • riciclare
Oggi vi indichiamo un modo semplice e concreto: diminuite la produzione di rifiuti con tre gesti che, oltre tutto, vi faranno anche risparmiare soldi.

1. Bevete l'acqua del rubinetto
Risparmia 320 euro bevendo ottima acqua

2. Comprate detersivi alla spina
Vi segnalo tre articoli (uno, due e tre) per avere informazioni, mappe, indirizzi, indicazioni pratiche.

3. Comprate ottimo latte alla spina
A Roma, in particolare, vi consiglio il latte crudo biologico dell'azienda Biolà.

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domenica 2 novembre 2008

"Facciamo la differenza": i cittadini del Lazio la stanno facendo davvero!

http://www.facciamoladifferenza.it/2008/10/29/differenziare-una-priorita-per-tutti/#comment-66

Continuano le proteste sul sito "Facciamo la differenza" con cui la regione Lazio parla di raccolta differenziata (porta a porta?), salvo poi costruire gli inceneritori suicidi.
Leggete alcuni degli ultimi commenti e prendete esempio: andate, commentate, contestate, pubblicate notizie e informazioni contro gli inceneritori e a favore delle alternative non omicide per la nostra salute.


# Danilo (del blog Sotto terra il treno) scrive:

Concordo con Enzo.
L’Assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri ha dichiarato: “Il quarto impianto non serve, e i numeri lo dimostrano. Tra l’altro anche logisticamente non ci siamo, perché è vicino a molte produzioni agricole, che sarebbero compromesse. Come al solito si fanno gli interessi di certi imprenditori”.
Tradotto significa che Marrazzo sta facendo solo gli interessi del signor Cerroni contro la volontà dell’intera popolazione dei Castelli Romani.
Perché Marrazzo ha paura di incontrare i cittadini di Albano contrari all’inceneritore?
Perché gli atti amministrativi prodotti da Marrazzo sono secretati?
Pubblicateli per trasparenza su questo sito.
Perché gli inceneritore nel Lazio sono affidati a trattativa privata al signor Cerroni, vedi relazione della Corte dei Conti, senza una gara pubblica internazionale?
Le alternative all’incenerimento ci sono, ma nella Regione Lazio vengono boicottate.
Segnalo con preoccupazione che il nuovo impianto di Colleferro, tipo Vedelago, pronto da mesi per smaltire 50.000 tonnellate di rifiuti è fermo perché le autorizzazioni regionali e provinciali sono state insabbiate dai Cerroni Boys.
Per quale motivo tale impianto, che rappresenta la vera “chiusura del ciclo”, senza la necessità degli inceneritori e delle discariche, non è sul Piano dei rifiuti della Regione Lazio?
Perché Marrazzo ha scelto gli inceneritori e le discariche del signor Cerroni, invece di puntare ad impianti tipo Vedelago?
|Lasciato il 2 Novembre 2008 alle 09:18|


# rita scrive:

la presente per comunicare a marrazzo la grande delusione provata dai sui elettori nel vederlo trasformato dal difensore dei cittadini a sponsor di cerroni senza nemmeno un minimo di coraggio nello spiegare scelte indifendibili ai cittadini di albano laziale…. che strano la verifica di impatto ambientale per il quarto impianto di albano era negativa e poi e’ diventata positiva ma non ci e’ dato conoscere il perche’ anche se le conseguenze ricadranno su di noi e sul nostro territorio
|Lasciato il 2 Novembre 2008 alle 16:47|

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Stefano Pedica (Italia dei Valori - Lazio) contro gli inceneritori

Sul forum del sito dell'Italia dei Valori il senatore Stefano Pedica, coordinatore per il Lazio, conferma anche per il Lazio e per l'inceneritore di Albano Laziale la posizione del suo partito contro gli inceneritori.

LA RISPOSTA DI STEFANO PEDICA
sugli inceneritori c'è tanto da parlare e un approfondimento sulla materia è necessario. certo che non la vogliamo, bisogna capire quale alternativa c'è. ci stiamo lavorando per capire la nuova politica ambientale. faremo un incontro dibattito sul tema.
a presto

LA DOMANDA

Gentile onorevole Pedica,
nonostante le ripetute sollecitazioni, non ho ancora avuto modo di vedere una sua risposta e/o la posizione dell'Italia dei Valori del Lazio sul problema degli inceneritori.
Ad Albano Laziale e nei Castelli Romani siamo in piena emergenza per scongiurare il megainceneritore (il più grande d'Europa!) da costruire con i soldi della collettività (cioè il CIP 6).
Che ne pensa? Cosa pensa nel Lazio Italia dei Valori? Da che parte state?
Grazie
Enzo
http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/

Riporto anche il precedente quesito

In relazione al gravissimo caso del megainceneritore abusivo che il presidente della regione Lazio (ahimè, divenuto presidente anche con il mio voto) vuole costruire ad Albano Laziale, nel Parco dei Castelli Romani, le chiedo un commento, alla luce di questa dichiarazione del suo compagno di partito candidato a presidente dell'Abruzzo.

http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=17304

Costantini (IdV) a Sulmona: «L’Abruzzo non ha bisogno di nessun inceneritore»

SULMONA. Nessun inceneritore, meno sprechi e più efficienza delle risorse disponibili. Carlo Costantini, al momento l’unico candidato certo alle prossime elezioni regionali, detta la ricetta da seguire per lo sviluppo della Valle Peligna.

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Le alternative possibili (da subito) per non morire di inceneritori

http://www.noinceneritorealbano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=62&Itemid=76

LE ALTERNATIVE PER NON MORIRE DI INCENERITORI

Scarica il documento in formato PDF

1 - Prima di tutto è necessario ridurre i rifiuti alla fonte, eliminando imballaggi superflui, evitando l'utilizzo di materiali non riciclabili. (Berlino in 5 anni ha ridotto i rifiuti del 25%).
Quando facciamo la spesa dobbiamo cercare di comprare prodotti più riciclabili e scegliere quelli con meno confezioni o imballaggi.

2 - Riusare i materiali: lo stato, la regione devono incentivare il vuoto a rendere per il vetro, il PET ed altri materiali, premiando a livello economico le aziende ed i privati che lo fanno.
Chi compra una bottiglia e la riconsegna al negozio dopo averla usata, deve avere uno sconto sul prezzo totale.

3 - Raccolta differenziata porta a porta, con la quale si può arrivare in meno 6 mesi al 60 - 70% di rifiuti riciclati, abbassando i costi e diminuendo i rifiuti. Questa raccolta prevede di togliere i cassonetti a campana dalle strade in quanto ogni casa avrà i sui cassonetti differenziati e gli operatori ecologici passeranno a casa periodicamente a ritirare i prodotti separati in maniera corretta. Ogni cittadino verrà istruito ad una educazione al riciclaggio e ad una maggiore selezione dei materiali. E' necessario che le amministrazioni investano nella costruzione di impianti specifici per il tipo di raccolta compiuta. Vicino ad Albano ci sono esempi di raccolta porta a porta con ottimi risultati (Ciampino - Colle Aniene e Decima a Roma). Con il porta a porta si arriva a vari obbiettivi:

* si riducono i rifiuti alla base, perché si diventa più sensibili all' acquisto di prodotti con meno imballaggi (circa del 20%)
* si aumenta enormemente la percentuale di raccolta differenziata (da un 20% con i cassonetti a un 60-70%)
* si riducono i costi pro capite del servizio di igiene urbana


4 - Compostaggio domestico ed industriale, che permette di trasformare la frazione umida dei rifiuti (scarti alimentari) in compost per usi agricoli, ovvero in ottimo terriccio! E' necessario che vengano costruiti impianti di compostaggio (tra l'altro di facilissima realizzazione) in grado di valorizzare gli scarti umidi e destinarli ad altri usi.
[Ricordiamo che il compost costituisce il 30% dei rifiuti totali.]

5 - Trattare il residuo non riciclato (che va dal 30 al 20%) con impianti di TMB a freddo (Trattamento Meccanico Biologico) che comprendono la bioessicazione. Con questi impianti il residuo viene ulteriormente differenziato, l'umido è destinato a compost di seconda generazione ed il secco, attraverso processi meccanici e di bioessicazione, viene trasformato in sabbie utilizzabili nell'industria. Con queste sabbie sintetiche, è possibile costruire mattoni, tavoli e sedie in plastica, ricopertura di manti stradali e riempimenti di vecchie cave. Guarda ad esempio questo.

6 - Convertire i vecchi impianti di incenerimento in centri di compostaggio, riciclaggio ed impianti per il TMB a freddo. Questo tipo di impianti sono più piccoli di quelli di incenerimento, meno costosi, creano più occupazione ed hanno un impatto ambientale pressoché nullo!!!

Con questo tipo di soluzioni è possibile arrivare a gestire i rifiuti senza inceneritori e senza discariche. In poco tempo, si potrebbe arrivare all' obbiettivo “rifiuti zero” come accade già in altre grandi città del mondo che usano le soluzioni suddette.

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sabato 1 novembre 2008

Visto cosa succede a non fare la raccolta porta a porta?

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=10278

Ecosistema Urbano, Roma precipita nella classifica della vivibilità

La capitale si colloca al settantesimo posto nel rapporto sulla qualità della vita stilato da Legambiente e Ambiente Italia, arretrando di ben 15 posizioni. I risultati peggiori sul fronte dello smog e dei rifiuti

di Silvana Santo - martedì 14 ottobre 2008 10:32

Bocciatura su tutti i fronti. È un giudizio impietoso e senza appello, quello che emerge per Roma da Ecosistema Urbano 2009 (i dati si riferiscono al 2007), dossier sulla qualità dell'ambiente nei capoluoghi di provincia italiani pubblicato come ogni anno da Legambiente e Ambiente Italia. La capitale perde ben 15 posizioni, crollando dal 55imo al 70imo posto e facendo segnare risultati scoraggianti in materia di inquinamento atmosferico, consumi idrici, gestione dei rifiuti.

Ma andiamo con ordine. La (pessima) qualità dell'aria è sicuramente la ragione principale del deprimente piazzamento dell'Urbe nella classifica di Legambiente. Con 59,8 microgrammi per metro cubo, Roma, si colloca infatti all'88imo posto per concentrazione di NO2 (biossido di azoto), un pericoloso inquinante. Non va meglio sul fronte del Pm10, le famigerate polveri sottili responsabili di gravi affezioni polmonari. Nello scorso anno, le centraline per il controllo della qualità dell'aria hanno registrato ben 141 giorni di sforamento dei limiti di legge previsti per questa categoria di inquinanti. Non è un caso, evidentemente, che la capitale faccia segnare un risultato imbarazzante (98imo posto) nella speciale classifica del tasso di motorizzazione: 71 auto ogni cento abitanti (anche se per il 50% si tratta di veicoli Euro 3 ed Euro 4). Inevitabile che anche l'indicatore del consumo di carburanti sia salito alle stelle.

Va, se possibile, ancora peggio sul fronte dei rifiuti: Roma produce 657 chilogrammi annui di spazzatura per abitante (tra le grandi città, solo Firenze fa peggio). Un dato che non è mitigato dai livelli di raccolta differenziata, ferma, secondo l'Ama, al 17,1% (a fronte di una media nazionale del 24,4) e che, stando invece ai dati dell'ex Apat (ora Irsa) non supera in realtà il 14%. Solo Napoli e Palermo sono ferme a valori inferiori.

Qualche magra consolazione arriva sul versante del trasporto pubblico, dove la capitale si distingue per l'alto numero di passeggeri (517 viaggi per abitante in un anno). Molto meno brillanti i dati relativi alle superfici pedonali (appena 0,14 metri quadri per abitante, meno di Milano, Napoli, Bologna e Firenze) e alle piste ciclabili (1,41 metri per abitante). Situazione migliore per le Ztl, dove Roma, con 1,55 metri quadri per abitante, si piazza in 41ima posizione, davanti a Milano, Torino e Napoli.

Roma non può fregiarsi nemmeno del titolo di metropoli più verde d'Italia: con 11,77 metri quadri di verde fruibile per abitante, la capitale si colloca ancora una volta alle spalle di Milano (15,52 metri quadri/abitante). Il colpo di grazia arriva infine nella classifica dei consumi di acqua potabile, dove, con il livello record di 238 litri giornalieri per ciascun abitante, Roma ottiene l'ennesima maglia nera. Per restare nella metafora ciclistica, non resta che concludere: «È tutto sbagliato, è tutto da rifare...».

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