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martedì 12 maggio 2009

Dieci buoni motivi per dire no agli inceneritori

Questo post è da costruire insieme.

Scrivete nei commenti quali possono essere per voi dieci (o anche meno) buoni motivi per dire NO agli inceneritori.

Parto con il mio primo motivo:

costruire inceneritori significa INEVITABILMENTE limitare e boicottare la raccolta differenziata (soprattutto la "porta a porta", che è la più efficace).

Una buona notizia: Legambiente Lazio dice no all'inceneritore di Albano e ad altri nuovi inceneritori nel Lazio

Come i lettori del blog sanno, ci siamo chiesti spesso in passato quale fosse la posizione di Legambiente (a livello nazionale, regionale e locale) sugli inceneritori, sugli inceneritori nel Lazio e sul micidiale megainceneritore di Albano Laziale.

Dopo aver cercato e chiesto, abbiamo avuto non una ma due risposte, puntuali e cortesi, da parte del Circolo Legambiente di Rocca di Papa (nei Castelli Romani, quindi in provincia di Roma) e del suo presidente, Enrico Cacciatori, che qui ringrazio pubblicamente.

Con una prima risposta, Enrico Cacciatori ci ha detto: "Siamo totalmente contrari (all'inceneritore di Albano Laziale), per noi la raccolta differenziata è l'unica strada da praticare, costa meno, produce reddito, non inquina e soprattutto EDUCA."

In seguito, Cacciatori ci ha mandato un comunicato dettagliato di Legambiente Lazio, del 6 maggio 2009, (lo trovate anche nel sito di Legambiente Lazio, nella sezione dei comunicati) in cui si spiega che nel Lazio non servono nuovi inceneritori e tanto meno quello di Albano, ma piuttosto ci vuole più raccolta differenziata "porta a porta".
Nel comunicato si legge infatti che "Legambiente nelle sue analisi aveva determinato, che non richiedono quindi alcuna necessità di realizzare ulteriori impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti nel Lazio, né ad Albano né altrove."

Ci auguriamo che il signor Marrazzo e anche il signor Di Carlo, il noto "assessore alla vaccinara" (tuttora assessore nonostante lo scabndalo di Report; amico dell'inceneritorista Cerroni ma in passato anche attivista e dirigente di Legambiente, nonché addirittura presidente di Legambiente Lazio), possano leggere la posizione di Legambiente Lazio e ne facciano tesoro, bruciando definitivamente il folle progetto dell'inceneritore di Albano Laziale, una fabbrica di gas tossici e cancerogeni in una zona altamente popolata, alle porte della metropoli di Roma.



Comunicato stampa Legambiente Lazio (6 maggio 2009)


RIFIUTI: NEL LAZIO OLTRE L’83% SONO FINITI IN DISCARICA NEL 2007. RACCOLTA DIFFERENZIATA FERMA AL 12,1% E 604 CHILOGRAMMI DI RIFIUTI PRODOTTI PER ABITANTE ALL’ANNO.
A ROMA PRODOTTE OLTRE 1,7 MILIONI DI TONNELLATE DI RIFIUTI, LA METÀ DELLA PRODUZIONE LAZIALE, RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 16,9%.
ECCO I DATI PER IL LAZIO ESTRAPOLATI DAL RAPPORTO RIFIUTI ISPRA 2008.

LEGAMBIENTE: “ABBANDONARE USO INDISCRIMINATO DISCARICHE E PUNTARE DAVVERO SU RIDUZIONE, RIUSO, RACCOLTA DIFFERENZIATA E RICICLAGGIO DEI RIFIUTI. NO A NUOVI INUTILI INCENERITORI. A ROMA RIVEDERE OBIETTIVI FISSATI DALL’AMMINISTRAZIONE, IL 35% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA NON BASTA, ESTENDERE PORTA A PORTA. SU NUOVA DISCARICA AMA BISOGNA FAR USCIRE LA DISCUSSIONE DAL DIMENTICATOIO.”


Oltre 2.790.000 tonnellate di rifiuti sono finiti in discarica nel 2007 nel Lazio, l’83% del totale di 3.359.554 tonnellate prodotte, il maggiore quantitativo in assoluto in Italia. La raccolta differenziata è ferma ad un misero 12,1%, la produzione dei rifiuti continua a crescere, con un quantitativo per abitante che ha raggiunto i 604 chilogrammi all’anno. Il 76,7% dei rifiuti si producono nella Provincia di Roma, una immensa mole di 2.575.320 tonnellate all’anno, con 634 kg/abitante/anno che ne fanno la Provincia del Lazio con il più alto tasso di produzione pro-capite. Le restanti 784.225 tonnellate si producono per il 329.115 in Provincia di Latina, per il 213.829 in Provincia di Frosinone, per il 160.077 in Provincia di Viterbo e per il 81.204 in Provincia di Rieti. Nella Capitale la musica non cambia: 1.764.612 tonnellate di rifiuti si producono a Roma, oltre la metà della produzione laziale (52,5%), con una produzione pro-capite che arriva addirittura a 649 chilogrammi per abitante all’anno, la raccolta differenziata è al 16,9% (nel 2008 al 19,5% secondo recenti dati AMA), ma con il sistema attuale non riesce a sfondare nemmeno il muro del 20%. Ecco alcuni tra i più significativi dati per il Lazio estrapolati da Legambiente dal Rapporto Rifiuti ISPRA 2008 (base dati 2007) presentato oggi a Roma, con una sintesi e le proposte dell’associazione ambientalista.

“Roma e il Lazio hanno ancora davvero tanta strada da fare per rendere efficiente la gestione dei rifiuti, abbandonando l’uso indiscriminato delle discariche e puntando davvero sulla riduzione, il riuso, la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La Regione ha disegnato un quadro con l’obiettivo ambizioso del 50% di raccolta differenziata al 2011, investendo nel triennio 106 milioni di Euro per raggiungerlo, ora è il tempo delle scelte coraggiose da parte delle Province e dei Comuni: nella Capitale come nei piccoli e medi Comuni, bisogna togliere i cassonetti dalle strade e passare a raccolte pertinenziali per riciclare meglio e di più, come in tutte le città del mondo, con azioni decise. Le innumerevoli realtà che hanno scommesso in questa direzione ottengono risultati eccellenti, come avviene anche nei Comuni laziali che lo fanno, in quelli della Provincia di Roma impegnata su questo fronte e anche nei quartieri della Capitale dove si sfonda il 60% di raccolta differenziata. All’Amministrazione capitolina serve più convinzione rispetto ai piani già presentati, che non convincono, con nuovi investimenti e azioni concrete. Chiediamo anche di aggiornare la norma sull’ecotassa, è troppo conveniente buttare i rifiuti in discarica, non va bene, porta ad allargare tutti i siti. Non c’è allora da attendere, non servono nuovi inceneritori né chissà quali grandi impianti, vanno progettati e avviati gli interventi, coinvolgendo i cittadini in una grande sfida per rendere migliore Roma e il Lazio.”

Sul fronte degli impianti la situazione è preoccupante per il trattamento dell’umido-verde, per il quale l’attuale offerta impiantistica è pari a 334.325 t/a, circa un quarto del totale dell’organico che si produrrà quando la differenziata arriverà al 50% come fissato. Sono, invece, dieci gli impianti dedicati al trattamento meccanico biologico dei rifiuti con una capacità di trattamento autorizzata di 1.883.580 tonnellate/anno e un quantitativo di rifiuto trattato di 853.091 tonnellate/anno. Le discariche la fanno da padrone: oltre 2milioni790mila tonnellate di rifiuti finiscono nelle dieci enormi buche scavate nel Lazio ogni anno nella nostra regione, l’83% del totale di 3.359.554 tonnellate prodotte: un quantitativo immenso, il maggiore su scala regionale in assoluto in Italia. Nella nostra regione sono in funzione impianti di incenerimento di rifiuti urbani nei Comuni di Colleferro (Rm), con due linee da 55.998 e 50.175 t/a di capacità media annua, di San Vittore (Fr), con due linee da 184.285 t/a di capacità media complessiva annua, e di Roma, sciaguratamente realizzato a Malagrotta, con una capacità di 185.200 t/a; complessivamente risultano attivi nel Lazio quattro impianti, con una capacità di trattamento di 475.658 t/a, un quantitativo decisamente vicino alle 466.730 t/a che Legambiente nelle sue analisi aveva determinato, che non richiedono quindi alcuna necessità di realizzare ulteriori impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti nel Lazio, né ad Albano né altrove.

Sono, altresì, piuttosto deludenti tutte le percentuali di raccolta differenziata che si evidenziano nelle diverse province, ma certo quelle di Frosinone (4,1%) e di Rieti (4,5%) sono davvero al di sotto di qualsiasi aspettativa. Una situazione deprimente, se si pensa che la Lombardia nel 2007 è arrivata al 44,5% di raccolta differenziata e il Veneto al 51,4%, con una media italiana del 27,5%. Sulla percentuale complessiva, è la carta ad avere i migliori risultati, visto che ben 226.147 tonnellate (55,8%) sul totale della raccolta differenziata regionale sono costituite da questa frazione merceologica. Seguono il vetro con 54.913 tonnellate (13,5%), inaspettatamente l’organico che si fa ancora decisamente poco con 43.113 tonnellate (10,6%) e molto più in basso la plastica con 14.915 tonnellate (3,7%). A questo contesto si aggiunge un preoccupante incremento degli illeciti nel ciclo dei rifiuti. Con sei reati al giorno, il Lazio è la quarta regione d’Italia per illegalità ambientale, secondo il Rapporto Ecomafie di Legambiente. In particolare per l’illegalità nella gestione dei rifiuti, nel 2007 la nostra regione sale dal sesto al quarto posto della classifica nazionale con 291 infrazioni, pari al 7,4% del totale nazionale, con una decisa crescita di 100 infrazioni, cioè il 50,2% in più, rispetto alle 191 infrazioni registrate nel 2004.

“La Regione ha bisogno di impianti utili, come quelli per il compostaggio e il trattamento delle raccolte differenziate, non nuovi inceneritori che si continuano invece ad autorizzare, e di una politica più forte sulla riduzione dei rifiuti – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. A Roma vanno rivisti gli obiettivi fissati dall’Amministrazione, raggiungere il 35% di raccolta differenziata “nei prossimi anni” non basta, è un obiettivo troppo vago, va esteso a tutta la città lo sviluppo della raccolta porta a porta e del riciclaggio, la via non è quella della raccolta stradale che comunque continua ad avere diversi problemi nelle frequenze di svuotamento dei 30mila cassonetti, mentre va accelerato il positivo allargamento del numero di isole ecologiche. Anche sulla nuova discarica AMA bisogna far uscire la discussione dal dimenticatoio, senza estemporanee ipotesi di conferimento fuori dal territorio comunale, per chiudere davvero Malagrotta che continua invece a crescere, e oltre ai danni ambientali che comporta ogni discarica, vede i romani continuare inutilmente a pagare oltre 100milioni di Euro all’anno per sotterrare i propri rifiuti.”

Roma, 6 Maggio 2009
L’Ufficio Stampa

giovedì 23 aprile 2009

Il PTI: Partito Trasversale degli Inceneritori

La mamma dei cretini è sempre incinta, dice qualcuno.

Bene, guardate a che livello di idiozia, di manipolazione dell'informazione e di presa per i fondelli dei cittadini riesce ad arrivare la politica nostrana, pur di fare affari (e tanti! $$$$$$$$$) con gli inceneritori.

Le immagini seguenti vengono dal sito chiamato grottescamente
Non rifiutare il buon senso
della provincia di Firenze.

Peccato, dovrebbe chiamarsi
Non rifiutare i tumori mentre noi inceneriamo.it
oppure
Tu cittadino sei come la monnezza.org

Scopriamo insieme le castronerie che da questo sito vengono sciroppate ai cittadini.


1. Commento: pigliatevi quattro alberi e non rompete i cabasisi (o scatole o coglioni).
Si commenta da solo, per quanto è ipocrita.



2. E' falso che si ricicla solo il 50% dei rifiuti (e perché non il 52 o il 54?)
Chi lo ha detto che si ricicla solo il 50%? La provincia di Firenze sa che esiste la strategia "rifiuti zero"? Conosce le tecnologie dell'impianto di Vedelago, a Treviso? Ma soprattutto: perché i capi della provincia di Firenze, per penitenza, non se ne vanno a piedi fino a Capannori (in provincia di Lucca) e chiedono come fare?




3. Sarebbe l'unica pubblicità sensata, peccato che tutto però deve essere funzionale solo e unicamente a un progetto: fare gli inceneritori e lasciar fare ai manovratori.
Di rifiuti vogliamo parlarne ma come vogliamo noi (e non solo credendo alle frescacce che raccontate voi!).


4. Dulcis in fundo: questa è davvero una porcata.
Glielo spiegate voi della provincia di Firenze ai bimbi che nascono malformati per le patologie portate dagli inceneritori (nanopolveri molto più delle diossine)?
Lo spiegate voi alle mamme che abortiscono?
Ai figli che vedono i papà e le mamme morire di tumore perché a qualche chilometro da casa c'è l'inceneritore?
Vergogna!

mercoledì 22 aprile 2009

Mi arrendo!

"Per legge e per logica la termovalorizzazione è un sistema sicuro, controllato e intelligente."

Quando leggo sul sito di un'istituzione pubblica (provincia di Firenze) la frase qui sopra, mi arrendo e abdico da ogni riflessione razionale.
I termovalorizzatori (una cosa che in Europa non esiste, perché l'unico nome corretto è "inceneritori"), ci spiegano, sono "sicuri, controllati e intelligenti" per legge. Non perché ci sono prove ed evidenze scientifiche, non perché ci sono indagine sanitarie ed epidemiologiche.
Per legge!

Di questo passo, potremo dire: "le misure contro gli ebrei decise da Mussolini con le leggi razziali erano per legge intelligenti e sicure". Di questo passo, potremo dire qualunque abnormità e giustificare qualunque nefandezza.

Questa frase apre un'intervista esilarante e drammatica a tal professor Corti Andrea dell'Università di Siena, che:
  • non spiega assolutamente nulla sugli inceneritori;
  • non nega (e quindi conferma) che dagli inceneritori escono nanopolveri;
  • non dice nulla sulla estrema pericolosità delle stesse nanopolveri per la salute umana, per gli animali, per le piante e per l'ecosistema (del resto, il prof. non è né un medico né un biologico);
  • ignora evidentemente i sistemi adottati da centinaia di città nel mondo che NON HANNO L'INCENERITORE, non hanno la discarica e non sono sommerse dai rifiuti.

Un prof. ignorante perché, semplicemente, ignora certe cose e quindi, se le ignora, non può dirle.

Io, però, davvero mi arrendo.

lunedì 20 aprile 2009

Vignette contro gli inceneritori

Gli inceneritori sono uno spreco economico per tutti i cittadini, sono la fine della raccolta differenziata, sono un modo veloce ed efficace per spargere malattie come tumori, malformazioni genetiche, malattie cardiovascolari ecc. Dobbiamo combatterli e combattere il circuito vizioso "spazzatura-soldi-politici-industriali" che fa vincere la lobby degli inceneritori, a destra come a sinistra. Però, questi fottuti inceneritori possiamo anche sfotterli! Questa è una prima raccolta di vignette e immagini contro gli inceneritori. Buon divertimento!




*****

mercoledì 15 aprile 2009

Habemus "porta a porta" (ma è sempre poca!)

Dopo Colli Aniene e Decima nel 2007, Massimina nel 2008, ora arrivano Trastevere, uno dei quartieri più cari ai romani, insieme al Villaggio Olimpico e al Torrino Sud.
Si tratta dei quartieri di Roma dove faticosamente si fa strada la raccolta differenziata porta a porta.
Di questo tema abbiamo già parlato nel blog.

I numeri dell'Ama li trovate più avanti.
La stessa Ama proclama i vantaggi della raccolta differenziata porta a porta:
  • maggiore tutela ambientale
  • facilità per il cittadino
  • contenimento dei costi
  • strade più pulite e maggior decoro urbano
  • recupero di posti macchina per l'eliminazione dei cassonetti.
La nuova sezione del sito dell'Ama dedicata alla "porta a porta" (al grido di "Butta bene, vivi meglio") è davvero ben fatta.

Ma allora mi chiedo: ma perché cavolo non estendere SUBITO la raccolta porta a porta in tutta Roma? Subito vuol dire subito, non tra qualche anno.
Alemanno, che fai? Dormi? Stai ancora sui ponti a guarda' il Tevere in piena? Svegliati, l'alluvione non c'è stata ma Roma rischia di essere sommersa dai rifiuti, anziché dall' acqua.
Perché non ti muovi, Alemanno? Forse devi obbedire al PTI (Partito Trasversale degli Inceneritori) di cui il presidente del Milan, nonché tuo amministratore delegato, è uno degli esponenti principali?

Intanto la grande Novara supera il 70% (per la precisione, 70,%) di differenziata, grazie alla raccolta porta a porta "spinta" e a controlli capillari, raggiungendo con sei anni di anticipo gli obiettivi fissati dalla Unione Europea. Peraltro a noi non dispiace neanche la nostra Ciampino.

Ecco intanto i dati dell'Ama sulla raccolta porta a porta a Roma:

Colli Aniene
4.583 famiglie
12.833 abitanti
270 utenze non domestiche

Decima
1.668 famiglie
4.504 abitanti
91 utenze non domestiche

Massimina
4.123 famiglie
12.734 abitanti
517 utenze non domestiche

Villaggio Olimpico
4.689 Abitanti
1.563 Utenze Domestiche
93 Utenze Non Domestiche

Trastevere
22.380 Abitanti
7.460 Utenze Domestiche
1.116 Utenze Non Domestiche

Torrino Sud (in fase di avvio)
11.754 Abitanti
3.918 Utenze Domestiche
153 Utenze Non Domestiche

sabato 6 dicembre 2008

Coop ci spiega come differenziare i suoi imballaggi

Quante volte vi sarà capitato di chiedervi: e questo adesso dove lo butto? Questa pellicola di plastica può andare nella raccolta differenziata? Questa busta è fatta solo di carta o contiene anche della plastica?

Partiamo da un presupposto: l'industria e il commercio producono troppi imballaggi. Sono imballaggi molto spesso inutili, superflui e quindi dannosi, perché poi trovi dei geniacci, come la giunta Marrazzo nel Lazio, che vogliono bruciarli e quindi trasformarli in veleni, diossine, nanoparticelle e ceneri tossiche che vanno trattate come rifiuti speciali.

Primo: ridurre in tutti i modi i rifiuti alla fonte.
Siamo vicini a Natale: ma avete visto le tonnellate di buste colorate, carte, involucri, fiocchetti ecc. ecc. che troviamo nei negozi? Per carità, nessuno chiede un Grigio Natale ma neanche un Monnezza Natale (concetto valido anche per tutte le altre feste, peraltro) che vada a scapito dell'ambiente.
Pensateci, ora che il momento degli acquisti si avvicina.

Un'iniziativa lodevole è questa di Coop Italia: un'etichetta esplicativa sugli imballaggi dei prodotti a marchio Coop per spiegare come differenziare gli imballaggi stessi.

La cosa scandalosa è che scopriamo, leggendo questo testo esplicativo, che la marcatura degli imballaggi di questo tipo è del tutto volontaria.
Un plauso alla Coop, quindi, ma ci chiediamo:
possibile che non ci sia un cavolo di governo (di destra o di sinistra) che di fronte a situazioni come quella della Campania, non abbia sentito il dovere di fare una legge nazionale che renda subito obbligatoria questo tipo di marcatura?
Possibile che non ci sia un cavolo di governo che non abbia pensato a mettere intorno a un tavolo le più grandi catene della distribuzione (supermercati e ipermercati) e a suggerire in modo forte l'adozione di queste pratiche?
Possibile che tutto ricada sempre sulle spalle dei cittadini e sui loro polmoni, visto che poi il Partito Trasversale degli Inceneritori scorrazza dal nord al sud con l'obiettivo di fare tanti soldi e di avvelenarci?

A Coop Italia, a cui abbiamo fornito questa pubblicità gratuita, chiediamo un altro passo avanti: ci sono altre cose da fare, come una maggiore diffusione di borse per la spesa riutilizzabili a prezzo politico (marchiate Coop e quindi comunque veicolo pubblicitario) per ridurre al massimo l'uso delle buste di plastica o la riduzione dei vassoi di "polistirolo" per la carne e altri prodotti alimentari.

Aspettiamo altre buone novità e siamo pronti, nei nostri limiti, a darne notizia.



[fonte Coop]

1. A cosa serve l’etichettatura per lo smaltimento?
Smaltire correttamente i materiali degli imballaggi contribuisce ad aumentare la quota della raccolta differenziata, così come a diminuire i rifiuti. Recuperare e riciclare materiali significa ridurre il fabbisogno di risorse ed in ultima analisi è un intervento positivo per quanto riguarda l’impatto ambientale.

2. Come è possibile marcare in modo univoco gli imballi quando sul territorio le raccolte differenziate sono così eterogenee?
L’individuazione del corretto canale di smaltimento non è in contrasto con l’esistenza di modalità diverse di raccolta. L’importante è collocare il materiale giusto nel giusto contenitore di riferimento.

3. Come funziona la marcatura adottata da Coop?
Coop introduce sulle confezioni un’etichetta composta da tre elementi: a.la sigla tecnica identificativa del materiale di imballaggio. Il sistema di identificazione è stato predisposto dall’Unione Europea attraverso la Decisione 97/129/CE; b.la “traduzione” in linguaggio corrente della sigla tecnica, per rendere immediata l’identificazione del materiale altrimenti di difficile comprensione; c.l’indicazione del corretto canale di smaltimento.

4. Cosa succede nel caso di imballi formati da più componenti?
Vengono individuati, identificati e associati al corretto canale di smaltimento i singoli elementi che compongono la confezione. Sul pack dei cracker al rosmarino Coop, ad esempio, vengono indicati sigla tecnica, tipologia di materiale, canale di smaltimento per:
1. la pellicola plastica che avvolge la confezione;
2. la fascetta di carta che contiene i 16 pacchetti;
3. la bustina di plastica della porzione singola.

5. La marcatura degli imballaggi è obbligatoria?
Esistono riferimenti legislativi di livello Comunitario che regolano la materia della marcatura degli imballaggi:
* la Direttiva 94/62/CE stabilisce che la marcatura deve essere chiaramente visibile e di facile lettura;
* la Decisione 97/129/CE istituisce il sistema di identificazione (per abbreviazioni e numerazione) dei materiali da imballaggio.
La normativa dichiara esplicitamente che l’adozione della marcatura è volontaria. Se, e quando, la marcatura diventerà obbligatoria, il sistema delineato attraverso queste leggi rappresenterà l’unico quadro di riferimento valido e comune in tema di identificazione dei materiali da imballaggio.

6. Non dovrebbero essere l’industria e la distribuzione ad interessarsi per risolvere i problemi connessi alle scelte di imballaggio?
Industria e distribuzione sono chiamate a rinnovare il proprio impegno nel contrastare l’aumento della quantità di imballaggi immessi sul mercato. Ma una volta che il prodotto è commercializzato ed è nelle mani del consumatore, solo lui diventa il vero protagonista della corretta attuazione della raccolta differenziata.


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lunedì 1 dicembre 2008

Le ultime notizie di Inceneritori? No, grazie!

Se volete le ultime novità di Inceneritori? No, grazie! potete scaricare il box delle notizie, sia cliccando nell'immagine qui sotto (Get widget), sia andando nel sito di Widgetbox.




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domenica 30 novembre 2008

Cartoniadi 2008: anche Roma in gara

Anche Roma, con il IV municipio, partecipa alle Cartoniadi 2008, le Olimpiadi della raccolta differenziata di carta e del cartone.


[fonte Cartoniadi.org]

Cosa sono
Le Cartoniadi nazionali, le olimpiadi italiane della raccolta differenziata di carta e cartone, sono in programma dal 15 novembre al 15 dicembre. Milano, Bologna, Firenze, Roma, Reggio Calabria e Palermo si sfideranno infatti in una gara all’ultima scatola. Ogni città sceglierà il quartiere che la rappresenterà in questo vero e proprio campionato italiano, che comincerà il 15 novembre in coincidenza con Riciclo Aperto: un fine settimana all’insegna del ‘ciclo del riciclo’ durante il quale i cittadini italiani potranno visitare un centinaio di impianti di raccolta e riciclo sparsi sul territorio
nazionale.
Sono in gara:
  • Comune di Bologna (Borgo Panigale)
  • Comune di Firenze (quartiere 5 Novoli-Rifredi)
  • Comune di Milano (Zona 4)
  • Comune di Palermo (VIII circoscrizione)
  • Comune di Reggio Calabria (S. Caterina)
  • Comune di Roma (IV Municipio - zone Montesacro, Trieste, Val Melaina)

Obiettivo
La manifestazione, promossa da Comieco - Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica - ha lo scopo di incentivare la raccolta differenziata di carta e cartone nel nostro Paese mostrando come basti un semplice gesto da parte di ognuno di noi per contribuire a salvaguardare l’ambiente.
L’obiettivo dell’edizione nazionale è replicare i successi ottenuti delle edizioni regionali, quando grazie all’impegno dei cittadini, l’incremento della raccolta - nel periodo di gara - è stato del 60 % e – nei sei messi successivi si è attestato su un + 30 % rispetto al periodo precedente la manifestazione.

Come si partecipa
Le città coinvolte competono per un mese intero in una gara a chi ricicla più carta. I cittadini sono invitati ad avviare al riciclo quanti più imballaggi di carta e cartone possibili: dalle confezioni di pasta agli astucci dei dentifrici, ogni contenitore è valido. Senza dimenticare la carta grafica: riviste e quotidiani sono stati, infatti, altrettanto utili per conseguire la vittoria e il premio in denaro da impiegare in iniziative decise direttamente dai cittadini.

Premio
Al termine della Cartoniade verrà proclamata vincitrice la città che avrà maggiormente incrementato la propria percentuale di raccolta rispetto allo stesso periodo del 2007 e che riceverà un premio di 50.000 euro da investire in opere di rilevanza sociale (dal sostegno a organizzazioni internazionali di volontariato alla riqualificazione di aree verdi per l’infanzia, dalla realizzazione di infrastrutture ludico sportive al finanziamento di cooperative sociali ecc).

Edizioni precedenti
Le prime edizioni delle Cartoniadi si sono tenute nel 2004 nelle città di Milano, Firenze e Parma, proseguendo nel 2005 con Roma, Palermo e Udine. Del 2006 Comieco ha promosso i tornei regionali: si sono già svolte le edizioni in Abruzzo, Lazio, Marche e sono prossime alla partenza le gare di Sardegna e Puglia.

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sabato 29 novembre 2008

Report, rifiuti, partiti, politica: un po' di chiarezza

Nel sito "finto" sulla raccolta differenziata della regione Lazio (finto perché la parola d'ordine non è raccolta differenziata e politica moderna della gestione dei rifiuti ma solo INCENERITORI, NON SIAMO COME NAPOLI, CERRONI ecc.) Marrazzo pubblica un intervento strappalacrime sull'attacco al San Giacomo a colpi di monnezza, fatto da alcuni attivisti di destra.

A noi delle polemiche partitiche (non politiche: la politica, secondo Aristotele, è il fine della vita etica perché la vita associata è un'esigenza naturale degli uomini...) non ce ne frega davvero nulla. Ci interessa solo la concretezza: ebbene, purtroppo, destra e sinistra sono avvinghiati l'uno all'altro nel mortale abbraccio degli inceneritori e delle discariche.

In questi giorni abbiamo visto in giro per Roma due manifesti ugualmente idioti.

Nel primo manifesto il PD (partito democratico) attacca il sindaco di Roma, Alemanno, dicendo che "Roma merita di più" (citiamo a memoria, ma il senso è quello).
Bene: Rutelli, prima, e Veltroni, poi, dove cavolo stavano mentre Roma veniva sommersa dalla monnezza?
Perché non hanno fatto la raccolta differenziata vera e soprattutto la porta a porta?
Perché non hanno fatto nulla di concreto, di moderno, veramente di "sinistra", per i rifiuti?

Nel secondo manifesto, meglio riuscito sul piano creativo ma ugualmente idiota, il PDL (partito della libertà) sotto le immagini di Marrazzo e Di Carlo mette lo slogan"Rifiutiamoli", visto che costoro hanno fallito nella politica dei rifiuti.
Tutto da ridere!
E il signor Storace (di destra), presidente della regione Lazio per cinque anni, dove cavolo stava, invece di occuparsi di una politica moderna, razionale e lungimirante dei rifiuti?
Forse era troppo occupato a creare il megabuco nella sanità del Lazio che noi cittadini pagheremo sulla nostra pelle per anni e anni? Perché non ha fatto nulla per ridurre i rifiuti, per coinvolgere negozi e supermercati, per fare la differenziata porta a porta ...

Le polemiche che noi abbiamo fatto dopo la trasmissione di Report sui rifiuti a Roma e sulla coda alla vaccinara sono molto politiche ma, mi dispiace per lor signori, sono tutt'altro che partitiche. La politica non è nei partiti ma nelle cose concrete della gente: è molto più POLITICA fare la raccolta differenziata o spegnere una luce per risparmiare energia e per non inquinare piuttosto che fare polemiche solo per fregare la parte avversa ma senza interesse ai problemi concreti.

Intanto, la Germania ha già raggiunto gli obiettivi di Kyoto. Noi, invece, Prestigiacomo...

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A Torino con la raccolta porta a porta la percentuale di differenziata al 60%

I dati sulla raccolta dei rifiuti porta a porta nella città di Torino dimostrano come siano grottesche le discussioni sulla raccolta differenziata nella città di Roma.
Rutelli, Veltroni, Alemanno: perché non avete fatto/fate un giro a Torino per imparare come si fa?
Di Carlo (assessore con delega alla coda alla vaccinara, come abbiamo scoperto da Report): lei non è stato forse presidente dell'Ama dal 1995 al 1997? Che cosa ha fatto? Forse quando era presidente di Legambiente Lazio (prima) e direttore generale di Legambiente nazionale (dopo) non ha mai sentito parlare di raccolta differenziata porta a porta?
[fonte Amiat on line - Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino spa]

I risultati del porta a porta a Torino (giugno 2008)

Si mantengono gli ottimi risultati di RD raggiunti nelle zone dove è attivo il porta a porta: scarica il grafico con i risultati generali conseguiti a giugno 2008 e verifica le percentuali raggiunte nel tuo quartiere.

Dopo aver sfiorato a fine 2007 la media del 60% , anche nel nuovo anno i dati riferiti alla raccolta sottocasa rimangono più che soddisfacenti, dimostrando che la nuova modalità di gestione rifiuti è una risposta soddisfacente alla necessità di aumentare le percentuali di RD e risparmiare volumi in discarica.

Tutte le zone interessate dal nuovo servizio hanno raggiunto ottimi risultati, superando ciascuna il 50% di RD - percentuale intesa come rapporto tra i rifiuti differenziati e quelli non differenziati.

In particolare, ecco tutti i risultati di giugno 2008 zona per zona:

  • Barca-Bertolla - Circoscrizione 6 - Quartiere 20 - i risultati. (tra il 50 ed il 60%)
  • Bassa Collina - Circoscrizione 7 - i risultati. (oltre il 60%)
  • Borgo Campidoglio - Circoscrizione 4 - i risultati. (oltre il 60%)
  • Borgo Vittoria-Lanzo-Madonna di Campagna - Circoscrizione 6 - Quartiere 16 e 17 - i risultati. (tra il 50 ed il 60%)
  • Falchera - Circoscrizione 6 - i risultati. (poco sotto al 60%)
  • Rebaudengo-Villaretto - Circoscrizione 6 - Quartiere 19 - i risultati. (tra il 55 ed il 60%)
  • Regio Parco - Circoscrizione 6 - i risultati. (oltre il 50%)
  • Vallette - Lucento - Circoscrizione 5 - i risultati. (poco sotto al 60%)
  • Parella - Circoscrizione 4^ - i risultati (nuova attivazione) (oltre 80%)

La raccolta porta a porta, che prevede il posizionamento di piccoli cassonetti all’interno dei cortili e delle pertinenze condominiali, è stata dunque ben accolta da tutti coloro che hanno già fatto della raccolta differenziata una buona abitudine quotidiana: cassonetti più piccoli e vicini hanno agevolato gli utenti interessati nelle attività di differenziazione dei rifiuti domestici e hanno permesso di aumentare la percentuale di raccolta differenziata.

Nell'opuscolo informativo in distribuzione agli abitanti interessati dal nuovo servizio vengono indicate poche e semplici regole da seguire, come il rispetto dei giorni e delle modalità indicate dall'apposito calendario che gli operatori Amiat distribuiscono casa per casa, il posizionamento dei contenitori nei cortili o su area privata, l'esposizione dei contenitori solo se pieni e a fronte strada nel giorno ed entro l'orario comunicato nell'opuscolo e il ritiro dei contenitori dopo che è avvenuto lo svuotamento.

Maggiori informazioni al Numero Verde Amiat 800-017277.

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venerdì 28 novembre 2008

Lazio: per i Verdi ci vuole un Piano regionale per la raccolta differenziata

[fonte Sabaudia News]

“Abbiamo capito dove va a parare la polemica innestata dalla destra sul fuori onda televisivo dell’assessore Di Carlo a Report: la revisione del Piano regionale dei rifiuti con aumento del numero degli inceneritori.
Ma questo è il peggior modo per portare il Lazio lontano dall’emergenza”. Lo afferma in una nota Enrico Fontana, Capogruppo dei Verdi al Consiglio regionale del Lazio.

“Quello che serve subito - spiega Fontana - è un Piano regionale per la raccolta differenziata e la promozione di azioni strategiche per promuovere la filiera del recupero e del riciclaggio.
Abbiamo uno studio, pubblicato da mesi sul sito web del gruppo regionale www.verdi-lazio.it, che dimostra come in 18 mesi si può arrivare al 41,1% ed in 24 mesi al 48,2%.
Ci sono anche le risorse pubbliche: 175 milioni di euro da spendere entro il 2013”.

“L’unica strada per evitare il collasso del sistema - conclude Fontana - è ridurre la produzione di rifiuti e le quantità dell’indifferenziato da conferire nelle discariche. Prima si fa questo, prima si vince la sfida per portare il Lazio lontano dall’emergenza”.

Lo studio dei Verdi sulla raccolta differenziata nel Lazio

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Ciampino: 68,9% per la raccolta porta a porta!

Dedicato a chi parla a vanvera e dice che ...
La raccolta porta a porta? Beh, vediamo...
Forse tra dieci anni potremo aumentare del 10% la quota di differenziata però non vorrei esagerare; e poi, se no, Cerroni che brucia? E come guadagna?
Rifiuti zero? E che vor' di'?
Capannori? E 'ndo sta'?
Vedelago? Ma che lago stai a vede'? Bracciano? Mejo Castelgandolfo, se magnamo la porchetta (e magari pure la coda alla vaccinara)?

A proposito: Ciampino è la cittadina al confine di Roma, appena fuori dal grande raccordo anulare, oppure è un ridente centro della verde ed ecologica Svezia?
[fonte Asp Ciampino]

Ciampino: Nuovo record a Marzo!

La raccolta differenziata “Porta a Porta” monomateriale nel Quartiere Folgarella di Ciampino nel mese di marzo 2008 ha raggiunto il 68,9%.

Questo significa che nei primi tre mesi del 2008 sono stati conferiti nelle piattaforme di raccolta per il successivo recupero, le seguenti quantità di materiali:

  • Imballaggi carta e cartone, carta t. 160,1
  • Film plastico t. 13,2
  • Imballaggi misti (Plastica e lattine) t. 39,1
  • Vetro t. 33,7
  • Organico t. 127,6
  • Differenziato centro di raccolta comunale t. 77,6
In discarica, in quanto rifiuti indifferenziati, sono state conferite 212,1 tonnellate contro una media (stimata) nel 1° trimestre del 2007 pari a 861 tonnellate.

Tali risultati hanno permesso, sul totale della produzione dei rifiuti di Ciampino, di sottrarre alla discarica ben 733 tonnellate di rifiuti. Infatti nei primi 90 giorni del 2008 sono stati conferiti nella discarica di Malagrotta 3.704 tonnellate di rifiuti contro le 4.437 tonnellate dei primi 3 mesi del 2007.

La diminuzione totale (di tutta Ciampino) di rifiuti conferiti in discarica è stato quindi del 16,5%.

Si conferma, quindi, il trend positivo dei risultati della raccolta differenziata con ciò dimostrando la straordinaria capacità dei cittadini di Ciampino di essere protagonisti di un esaltante obiettivo, cioè quello di ridurre drasticamente ed in tempi brevi lo “spreco dei rifiuti”.

I rifiuti, infatti, se separati alla fonte e gestiti in quanto “materiali” possono essere trasformati in risorse nelle filiere gestite dal CONAI.

L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale si conferma essere quello di diffondere il servizio di raccolta differenziata porta a porta entro l’anno in corso a tutto il territorio comunale.

PS ora verificheremo se effettivamente il comune di Ciampino ha mantenuto le promesse!


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Rifondazione Lazio favorevole agli inceneritori e alla politica di Marrazzo sui rifiuti?

Quando si dice che ti vogliono tirare per i capelli a parlare della (loro) politica...

Leggo un commento di tale Giancarlo Torricelli, segretario regionale del Prc del Lazio (confesso la mia ignoranza, non lo conoscevo).

Torricelli interviene con piena legittimità sull'episodio di questa mattina al San Giacomo di Roma, bollandolo come "atto in pieno stile fascista". Non entro nel merito, non perché non ho la mia opinione ma proprio perché non voglio, in quanto la cosa non è funzionale a questo blog. A noi interessa parlare del problema dei rifiuti nel Lazio e in Italia, far sapere chi fa cose moderne e intelligenti e chi, invece, fa cose stupide e criminali contro la salute ed il futuro di noi tutti. Non ci interessa sapere la tessera di qualcuno ma cosa fa in concreto per la politica dei rifiuti.

Detto questo, mi sconvolgo letteralmente a leggere il seguito del comunicato del Torricelli.
"Questi signori (cioè i facinorosi che hanno assaltato l'ospedale San Giacomo) farebbero meglio a preoccuparsi di cosa stia facendo il loro sindaco Gianni Alemanno sul tema rifiuti, visto che il prossimo 31 dicembre chiuderà la discarica di Malagrotta e il Comune di Roma non ha pianificato alcunché".
Fino a qui ci siamo: è vero, ma che sta facendo Alemanno per i rifiuti? Ha avuto già qualche mese di tempo a disposizione in cui avrebbe potuto SUBITO obbligare l'Ama, l'azienda municipale dei rifiuti di Roma, ad allargare velocemente la raccolta differenziata porta a porta, iniziata nel marzo 2007 in soli tre quartieri.
«Al contrario - prosegue Giancarlo Torricelli - la Regione Lazio ha investito nell'ultima finanziaria ben 30 milioni di euro in 3 anni per la raccolta differenziata, cui si aggiungono gli oltre 175 milioni di euro di fondi Por sui rifiuti, di cui 40 milioni di euro destinati alla realizzazione di impianti di compostaggio. Queste sono risposte concrete a problemi concreti. Sarebbe auspicabile la stessa concretezza e serietà da parte del Comune di Roma sull'argomento».
Qui veramente mi cadono le braccia e altre cose più in basso.

Ma insomma, anche i rifondaroli sono per gli inceneritori? Ma di che soldi parla Torricelli? I casi sono due: o sbaglia lui o sbaglia Marrazzo, cioè il primo responsabile di tanta concretezza e serietà.

Ha detto Marrazzo nel suo blog su raccolta differenziata/inceneritori/diossina/nanopolveri/tumori/malformazioni:
Io ho messo quaranta milioni di euro per gli impianti [e dillo che sono inceneritori, ndb] e trenta milioni per la raccolta differenziata ordinaria. Ora bisogna chiedersi che cosa fa Ama per la raccolta differenziata. Che cosa fa il comune di Roma per la differenziata? Io ci ho messo la faccia e i fondi. Ma non sono il commissario e la regione che possono amministrare la raccolta. Noi abbiamo presentato un piano regionale rifiuti che poggia le sua fondamenta sulla raccolta differenziata. Certo che se il comune di Roma non fa la differenziata, è evidente che gli impianti non bastano.
Ma insomma 'sti soldi quanti sono? Questi giocano con i milioni di euro come fossero bruscolini... Secondo Marrazzo, i 40 milioni saranno spesi per gli impianti (l'eufemismo per chiamare gli inceneritori) mentre per Torricelli i 40 milioni sono per il compostaggio. Errore? Confusione? Oppure Torricelli non sa che cosa sia il compostaggio e che cosa sia un inceneritore? Francamente, visto che Marrazzo è stato commissario ai rifiuti e ora si è preso la delega ai rifiuti lasciata per decenza da Di Carlo, credo più (purtroppo) alla veridicità delle cose dette da Marrazzo.

Per la cronaca: non so se Luigi Nieri, assessore al bilancio del Lazio nonchè uomo di Rifondazione, sia in contrapposizione con Torricelli e francamente non me ne frega molto. Fatto sta che Nieri ha detto di essere contro il quarto inceneritore (e non impianto di compostaggio) ad Albano. Torricelli è informato? Che ne pensa?

Se Torricelli o altri di Rifondazione hanno qualcosa da dire, il blog è aperto.

P.S. scrivo qui queste cose perché nel sito di Rifondazione Lazio (peraltro accettabile rispetto alla media dei siti politici) non è possibile commentare gli articoli, partecipare a un forum o scrivere on line a qualcuno... Forse conviene che copiate un po' Obama...

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Riufiti nel Lazio: le sciocchezze di uno staff

Nel sito di Marrazzo www.facciamoladifferenza.it si assiste a uno strano fenomeno.

Vengono pubblicate notizie varie sulla raccolta differenziata e sui rifiuti e, ogni tanto, qualche intervento del presidente pro tempore della regione Lazio Marrazzo.
Gli articolo sono commentati dai lettori (gino, enza, gianni ecc. ecc.); per la regione, nonostante il volto di Marrazzo campeggi sulla homepage del sito, risponde un fantomatico "staff di Marrazzo".

Gianni, nel commento di un post precedente del nostro blog, ci ha invitato a leggere la risposta dello staff a un suo intervento, che trovate qui (l'intervento dello staff è il numero 17).

Prima considerazione: cavolo, geniacci dello staff, avete capito proprio tutto dalla strategia di Obama su Internet!

Seconda considerazione: perché non risponde Marrazzo? Si vergogna? Non ha tempo? E' impegnato? Il problema è che le risposte dello "staff del presidente Marrazzo" brillano per vuoto di contenuti, arroganza, disprezzo dei cittadini e delle loro istanze, negazione dell'evidenza.

Comunque, prima o poi si vota!
Vi chiederemo: caro candidato, che pensi dei rifiuti, degli inceneritori della morte, della raccolta differenziata, della riduzione dei rifiuti alla fonte?
Su questo decideremo...
Possiamo anche decidere di stare a casa...

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In risposta a un articolo di Marrazzo...

In riferimento al post precedente, pubblico il commento che ha scritto dopo l'articolo di Marrazzo sull'attacco al San Giacomo, in attesa di risposte che non arriveranno mai...

Il mio commento lo trovate anche qui.
Cari concittadini,

Marrazzo parla con un linguaggio che guarda solo ai partiti e non alle necessità e alle richieste dei cittadini.

Proprio come hanno fatto prima di lui, ai vari livelli:
Rutelli e Veltroni (sindaci della città di Roma in cui la raccolta differenziata è un bluff e la raccolta porta a porta, forse perché troppo positiva, non va avanti)
Storace e Badaloni presidenti della regione Lazio,
Gasbarra presidente della provincia di Roma: non pervenuti rispetto alle politiche moderne di gestione dei rifiuti.

Zingaretti e Alemanno, ciascuno per la sua parte, danno già ottimi segnali di inattività e di incapacità rispetto ai rifiuti.

Caro Marrazzo,
la questione dei rifiuti lei non la sta gestendo bene: la sta gestendo malissimo, solo nella spirale perversa discariche/inceneritori/gassificatori/tumori/diossina/nanopolveri.

Perché non fate un referendum ai Castelli Romani per sentire se i cittadini preferiscono l’inceneritore o la raccolta differenziata porta a porta
(che se spinta come nei casi di Capannori e Vedelago rende inutile e antieconomico ogni inceneritore di Cerroni)?

La risposta: perché avete paura!
E’ di questo che avete paura, non dei sacchetti di monnezza lanciati da quattro giovanotti.

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Umorismo involontario: le risposte alle Faq sul sito dell'Ama

A volte i siti Internet diventano fonte di un umorismo involontario travolgente.

E' il caso del sito dell'Ama, l'azienda municipale dei rifiuti del comune di Roma.
Dalle FAQ - Domande frequenti - Pulizia della città scopriamo delle vere e proprie perle.

...ho saputo che AMA vanifica il nostro impegno nella Raccolta Differenziata stradale gettando carta, plastica, vetro, alluminio e metallo in discarica. E' vero?
No. Ogni chilogrammo di materiale raccolto con i veicoli compattatori AMA è consegnato correttamente presso gli impianti di selezione del multimateriale (dai quali è successivamente inviato alle filiere di recupero) o presso le piattaforme di recupero della carta (dalle quali è successivamente inviato alle cartiere).
Tutto da ridere: riguardate la puntata di Report "L'oro di Roma" e scoprirete che Ama non dice il vero. La raccolta multimateriale, a detta di un'azienda che lavora il multimateriale stesso, non funziona!

...perché AMA non attiva la Raccolta Differenziata porta a porta in tutta la città?
Il Progetto porta a porta, promosso d’intesa con il Comune di Roma, ha carattere sperimentale e al momento è realizzato nei seguenti tre quartieri:
Colli Aniene (Municipio Roma 5)
Decima (Municipio Roma 12)
Massimina (Municipio Roma 16)
Queste zone presentano caratteristiche idonee alla eliminazione dei cassonetti stradali. E’ già in fase di progettazione l’estensione del progetto ad altri quartieri della città , fino a raggiungere, entro l’anno (quale?), 100.000 abitanti.
Sulla base dei risultati e dell’impatto sia economico che di fruizione del nuovo servizio, la raccolta sarà progressivamente estesa.
Peccato che Ama contraddica Ama.
Se il parametro da tenere presente sono "i risultati e l’impatto sia economico che di fruizione del nuovo servizio", allora Ama deve spiegare perché non ha esteso la porta a porta al resto della città.
Appena pochi mesi dopo l'introduzione della raccolta porta a porta nei quartieri citati, avvenuta nel marzo 2007, Ama diceva infatti:

"A pochi mesi dalla sua introduzione, il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta ha già prodotto risultati molto positivi. Nei quartieri di Colli Aniene e Decima si è raggiunta una percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato del 61%. Inoltre, secondo una ricerca di customer satisfaction, il 93,4% dei cittadini di Colli Aniene e l’85,3% di quelli di Decima hanno espresso gradimento per il servizio."

Agli inizi di luglio 2008 Ama annunciava che la raccolta differenziata porta a porta, visto il successo (annunciato da Ama stessa), sarebbe presto stata estesa ai quartieri di Testaccio, Aventino e San Saba nel primo municipio, il Villaggio Olimpico al II, Cinecittà est nel X, il Torrino nel XII e i quartieri Magliana e Portuense nel XVI.

Tutto questo secondo Ama dovrebbe avvenire entro il 2008: vuoi vedere che il 31 dicembre inizierà la porta a porta anche in questi quartieri, tanto per mantenere le promesse?

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Alessio Ciacci assessore ai rifiuti per il Lazio

Come molti sapranno, dopo il fattaccio della trasmissione di Report sui rifiuti a Roma e le esternazioni dell'assessore ai rifiuti Di Carlo sulla coda alla vaccinara e sulle frequentazione con l'inceneritore-Cerroni, è scoppiato un vero putiferio.

Di Carlo, contrito e colpito dalla mancanza di tatto del giornalista di Report, ha rimesso al presidente del Lazio, Marrazzo, la delega ai rifiuti.

Ora Marrazzo dice che la delega la terrà lui.

NO!

Caro Marrazzo, colga l'occasione al volo. Nomini assessore regionale alla riduzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata Alessio Ciacci.

Chi è Alessio Ciacci? E' l'assessore all'ambiente del comune di Capannori (provincia di Lucca), il primo comune italiano ad aver aderito alla strategia "Rifiuti zero".
Qui potete leggere una sintesi del Ciacci-pensiero sui rifiuti.

Beh, uno che è riuscito a portare il suo comune oltre la soglia dell'80% di raccolta differenziata (avete letto bene, 80%), merita di sbrogliare una matassa ben più ingarbugliata.
Per questo chiediamo a furor di popolo Ciacci come assessore regionale del Lazio alla riduzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata.

Tanto, peggio di come è andata finora sarebbe difficile!

Se volete, potete scrivere a Ciacci per sostenere la candidatura (di cui peraltro lo stesso Ciacci non sa nulla) ma soprattutto potete scrivere direttamente a Marrazzo oppure inserire un commento nel sito sulla raccolta differenziata del Lazio www.facciamoladifferenza.it, chiedendo la nomina di Ciacci come assessore.

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giovedì 27 novembre 2008

Ridurre, riutilizzare, riciclare. Primo: ridurre i rifiuti alla fonte

Per una gestione moderna, razionale, intelligente (anzi, furba) dei rifiuti ci sono tre comandamenti da rispettare (sono solo tre, mica dieci!).
  • Ridurre (la produzione di rifiuti all'origine)
  • Riutilizzare (oggetti e cose invece di buttarle)
  • Riciclare (raccolta differenziata spinta, compostaggio ecc.)
Oggi parliamo molto rapidamente del primo comandamento: ridurre i rifiuti.

Per prima cosa, i rifiuti si riducono se compriamo un po' di cose inutili in meno. Tante caxxate che ci riempiono le case e che manco ricordiamo a cosa servono.

Poi bisogna iniziare a riflettere su tante azioni quotidiane.
Per esempio, quando uscite per fare spese rifiutate con forza tutte le decine di buste di plastica che vi vengono offerte (tanto le pagate sempre voi, in un modo o nell'altro). Portate con voi qualche borsa di stoffa, come quelle che sempre più spesso vengono date in convegni, fiere, incontri ecc. Faccio una deroga:potete accettare solo le buste di carta, più facilmente riciclabili.
Ora per Natale le occasioni saranno tante.
Per esempio, se andate in libreria per fare i regali, rifiutate sistematicamente le buste di plastica (con educazione ma con fermezza... vedrete la faccia dei commessi!), spiegando che la busta di plastica è un'offesa per un libro e chiedete solo buste di carta. Prima o poi le librerie capiranno.

Nel sito del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano trovate un bellissimo documento fatto nell'ambito dell'iniziativa Comuni ricicloni, che raccoglie le esperienze europee nel settore della riduzione dei rifiuti.

Vi faccio solo alcuni esempima nel documento ci sono tante idee, informazioni, dati, riferimenti, indirizzi:

Potete farvi venire tante altre idee e farle sapere agli altri: scrivete al blog e fatevi sentire.

Vi dò una mia idea: spesso nel cassonetto della carta vedo tanti libri e riviste in ottimo stato. Prima di buttare libri, riviste, pubblicazioni, guide ecc. provate a vedere se la biblioteca del vostro comune o del vostro quartiere ne ha bisogno. Io ho regalato alla mia biblioteca (adesso è davvero anche un po' mia) tanti libri che usavo una volta ogni tanto o romanzi che avevo letto e a cui non ero affezionato.

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