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giovedì 23 aprile 2009

Il PTI: Partito Trasversale degli Inceneritori

La mamma dei cretini è sempre incinta, dice qualcuno.

Bene, guardate a che livello di idiozia, di manipolazione dell'informazione e di presa per i fondelli dei cittadini riesce ad arrivare la politica nostrana, pur di fare affari (e tanti! $$$$$$$$$) con gli inceneritori.

Le immagini seguenti vengono dal sito chiamato grottescamente
Non rifiutare il buon senso
della provincia di Firenze.

Peccato, dovrebbe chiamarsi
Non rifiutare i tumori mentre noi inceneriamo.it
oppure
Tu cittadino sei come la monnezza.org

Scopriamo insieme le castronerie che da questo sito vengono sciroppate ai cittadini.


1. Commento: pigliatevi quattro alberi e non rompete i cabasisi (o scatole o coglioni).
Si commenta da solo, per quanto è ipocrita.



2. E' falso che si ricicla solo il 50% dei rifiuti (e perché non il 52 o il 54?)
Chi lo ha detto che si ricicla solo il 50%? La provincia di Firenze sa che esiste la strategia "rifiuti zero"? Conosce le tecnologie dell'impianto di Vedelago, a Treviso? Ma soprattutto: perché i capi della provincia di Firenze, per penitenza, non se ne vanno a piedi fino a Capannori (in provincia di Lucca) e chiedono come fare?




3. Sarebbe l'unica pubblicità sensata, peccato che tutto però deve essere funzionale solo e unicamente a un progetto: fare gli inceneritori e lasciar fare ai manovratori.
Di rifiuti vogliamo parlarne ma come vogliamo noi (e non solo credendo alle frescacce che raccontate voi!).


4. Dulcis in fundo: questa è davvero una porcata.
Glielo spiegate voi della provincia di Firenze ai bimbi che nascono malformati per le patologie portate dagli inceneritori (nanopolveri molto più delle diossine)?
Lo spiegate voi alle mamme che abortiscono?
Ai figli che vedono i papà e le mamme morire di tumore perché a qualche chilometro da casa c'è l'inceneritore?
Vergogna!

mercoledì 22 aprile 2009

Mi arrendo!

"Per legge e per logica la termovalorizzazione è un sistema sicuro, controllato e intelligente."

Quando leggo sul sito di un'istituzione pubblica (provincia di Firenze) la frase qui sopra, mi arrendo e abdico da ogni riflessione razionale.
I termovalorizzatori (una cosa che in Europa non esiste, perché l'unico nome corretto è "inceneritori"), ci spiegano, sono "sicuri, controllati e intelligenti" per legge. Non perché ci sono prove ed evidenze scientifiche, non perché ci sono indagine sanitarie ed epidemiologiche.
Per legge!

Di questo passo, potremo dire: "le misure contro gli ebrei decise da Mussolini con le leggi razziali erano per legge intelligenti e sicure". Di questo passo, potremo dire qualunque abnormità e giustificare qualunque nefandezza.

Questa frase apre un'intervista esilarante e drammatica a tal professor Corti Andrea dell'Università di Siena, che:
  • non spiega assolutamente nulla sugli inceneritori;
  • non nega (e quindi conferma) che dagli inceneritori escono nanopolveri;
  • non dice nulla sulla estrema pericolosità delle stesse nanopolveri per la salute umana, per gli animali, per le piante e per l'ecosistema (del resto, il prof. non è né un medico né un biologico);
  • ignora evidentemente i sistemi adottati da centinaia di città nel mondo che NON HANNO L'INCENERITORE, non hanno la discarica e non sono sommerse dai rifiuti.

Un prof. ignorante perché, semplicemente, ignora certe cose e quindi, se le ignora, non può dirle.

Io, però, davvero mi arrendo.

venerdì 28 novembre 2008

Alessio Ciacci assessore ai rifiuti per il Lazio

Come molti sapranno, dopo il fattaccio della trasmissione di Report sui rifiuti a Roma e le esternazioni dell'assessore ai rifiuti Di Carlo sulla coda alla vaccinara e sulle frequentazione con l'inceneritore-Cerroni, è scoppiato un vero putiferio.

Di Carlo, contrito e colpito dalla mancanza di tatto del giornalista di Report, ha rimesso al presidente del Lazio, Marrazzo, la delega ai rifiuti.

Ora Marrazzo dice che la delega la terrà lui.

NO!

Caro Marrazzo, colga l'occasione al volo. Nomini assessore regionale alla riduzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata Alessio Ciacci.

Chi è Alessio Ciacci? E' l'assessore all'ambiente del comune di Capannori (provincia di Lucca), il primo comune italiano ad aver aderito alla strategia "Rifiuti zero".
Qui potete leggere una sintesi del Ciacci-pensiero sui rifiuti.

Beh, uno che è riuscito a portare il suo comune oltre la soglia dell'80% di raccolta differenziata (avete letto bene, 80%), merita di sbrogliare una matassa ben più ingarbugliata.
Per questo chiediamo a furor di popolo Ciacci come assessore regionale del Lazio alla riduzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata.

Tanto, peggio di come è andata finora sarebbe difficile!

Se volete, potete scrivere a Ciacci per sostenere la candidatura (di cui peraltro lo stesso Ciacci non sa nulla) ma soprattutto potete scrivere direttamente a Marrazzo oppure inserire un commento nel sito sulla raccolta differenziata del Lazio www.facciamoladifferenza.it, chiedendo la nomina di Ciacci come assessore.

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sabato 22 novembre 2008

I dati taroccati dell'inceneritore di Lucca

Un'indagine di Rai News 24

La ciminiera dei dati truccati
di Mario Sanna

20 Novembre 2008

I risultati delle analisi sulle emissioni dell'inceneritore del Pollino, vicino Lucca, sarebbero stati 'taroccati'.

E' questa l'ipotesi investigativa della magistratura lucchese a seguito della denuncia del colosso francese Veolia che ha rilevato l'impianto dalla 'Termomeccanica'.
Un hard disk e' ora al vaglio della magistratura che cerca prove a confermare l'ipotesi del software truccato.
La vicenda alimenta nuove polemiche su un tema caldo, quello degli inceneritori che gia' nel recente passato ha provocato vere e proprie rivolte come nel caso di Acerra.
Intanto, gli abitanti della zona, che gia' sospettavano e denunciavano da tempo i danni prodotti dal precedente inceneritore in funzione fino al 1988, ora sono preoccupati per gli effetti delle emissioni che sarebbero state fuori controllo. Nell'inchiesta le testimonianze di tutti i protagonisti.

Guarda l'inchiesta sul sito di Rai News 24

Scarica il video dell'inchiesta

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sabato 15 novembre 2008

Ancora sulle compostiere e sul compostaggio dei rifiuti organici

Il compostaggio ovviamente non è un'idea originale del comune di Roma, come abbiamo visto qualche giorno fa.

Iniziative di questo tipo esistono in tante zone d'Italia.

Pensate che, quando ormai l'emergenza rifiuti della Campania era scoppiata (e dura ancora, è bene ricordarlo, nonostante i proclami e le decisioni irrevocabili del governo), la preveggente e previdente regione Campania ha fatto un bando per dare un contributo alle aziende agricole che acquistavano compostiere e biotrituratori (una specie di megafrullatore che serve a ridurre in frammenti rami, foglie e scarti agricoli da avviare al compostaggio) per fare il compost: raro esempio di genialità e di abnegazione al dovere!

Vediamo cosa ha fatto in concreto il comune di Quarrata, in provincia di Pistoia.
[fonte http://www.comunivirtuosi.org/index.php/home]

Nei primi giorni di ottobre il Comune di Quarrata (Pistoia) ha pubblicato il bando per l’assegnazione in comodato d’uso gratuito delle compostiere domestiche. 


Si tratta di contenitori in plastica riciclata della capacità di 300 litri circa, che saranno assegnate in base ad una specifica graduatoria. Il bando, scaduto l’8 novembre, prevedeva la possibilità per i cittadini di presentare la richiesta presso l’Ufficio Ufficio relazioni con il pubblico.

Gli assegnatari avranno diritto alla riduzione della parte variabile della TIA, la Tariffa di Igiene Ambientale. Questi i requisiti richiesti: essere residenti nel Comune di Quarrata ed avere a disposizione un luogo idoneo all’interno della abitazione adibito ad orto di almeno 2 mq e /o a giardino di almeno 30 mq; essere titolari di un’utenza TIA domestica unifamiliare e risultare in regola con i rispettivi pagamenti della Tariffa d’Igiene Ambientale. 


“L’iniziativa - ha sottolineato l’Assessore allo Sviluppo Sostenibile Vincenzo Mauro - ha lo scopo di incentivare le famiglie e fare la raccolta differenziata e ridurre la quantità di rifiuti da smaltire. L’obiettivo è quello, quindi, di sensibilizzare la cittadinanza verso una minore produzione di rifiuti e forme corrette di smaltimento, oltre ad un sempre maggiore rispetto per l’ambiente.

E’ un intervento importante e ci auguriamo una buona risposta da parte della cittadinanza che ha dimostrato più volte di avere una coscienza critica e ambientalista nel voler cambiare il proprio stile di vita”.

Sono ormai centinaia le esperienze di questo tipo in tutta Italia, ma molti di più sono ancora i comuni che non hanno attivato un progetto di questo tipo. L'invito quindi che facciamo è quello di prendere spunto dall'esperienza di Quarrata e di replicarla ovunque.

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martedì 21 ottobre 2008

Il primo comune italiano a rifiuti ZERO

http://www.pressante.com/video.html?task=videodirectlink&id=6

Si tratta del comune di Capannori (Lucca), 44.000 abitanti, la prima città italiana ad aver adottato la strategia RIFIUTI ZERO, il riciclo totale dei suoi rifiuti entro il 2020.
Guarda l'intervista all'assessore all'ambiente, Alessio Ciacci.