lunedì 1 dicembre 2008

Italia: le tariffe dei rifiuti sono altissime, fino a 400 euro all'anno

La morale di questa notizia è semplice: paghiamo un sacco di soldi per avere, nella maggioranza dei casi, più veleni nell'aria e nell'acqua.
I rifiuti sono nostri e quindi è giusto che i cittadini dicano la loro in prima persona sulla loro gestione.
Per questo chiediamo referendum popolari in ogni zona dove si vuole costruire un nuovo inceneritore, non per chiedere ai cittadini: "Volete l'inceneritore o no?" ma piuttosto per chiedere "Preferite l'inceneritore o volete impegnarvi nella raccolta differenziata porta a porta, seguendo modelli avanzati come quelli di Capannori o di Vedelago?".
Vediamo come finiscono, questi referendum.
Il problema è che la stragrande maggioranza (o la quasi totalità) dei partiti e degli uomini dei partiti si guardano bene dal dare questo potere ai cittadini!
[fonte Ansa/Cittadinanza attiva]

BOOM TARIFFE RIFIUTI, FINO 400 EURO ANNO

Rifiuti a peso d'oro. La spesa annua delle famiglie italiane è andata "fuori controllo" negli ultimi anni, con un'impennata dal 2000 ad oggi di oltre il 47%. Al punto che a Siracusa si arriva a pagare ben 400 euro l'anno. Un picco che porta la media italiana a 217 euro, il 3,8% in più del 2007. A fare i conti e a cercare di mettere ordine nel "caos" dei rifiuti italiani, anche sotto il profilo tariffario, è un dossier di Cittadinanzattiva.

Qui potete leggere e scaroicare il dossier integrale di Cittadinanzattiva.

L'associazione dei consumatori - che ha preso in considerazione una famiglia-tipo di tre persone con un reddito di 44.200 euro l'anno e una casa di proprietà di 100 metri quadri - delinea un quadro profondamente diversificato tra le varie aree del paese, e a volte, anche all'interno delle stesse regioni. La città in cui la Tarsu costa in assoluto di più è proprio Siracusa, mentre la vicina Reggio Calabria si trova agli antipodi, con un quarto della spesa (95 euro l'anno). Trieste e Livorno (309 euro) sono invece le città più care del Nord e del Centro.

In generale, la media annua più alta si registra in Sicilia con 280 euro l'anno a famiglia, la più bassa in Molise (117 euro), a dimostrazione proprio della marcata differenza tra aree geografiche del Paese. Un divario che si ritrova anche all'interno di una stessa Regione: in Sicilia, per esempio,a Ragusa (198 euro) e Caltanissetta (172,5 euro) la Tarsu arriva a costare meno della metà di Siracusa.

Lo stesso dicasi in Lombardia, dove la Tarsu pagata a Milano (262 euro) supera di 135 euro quella di Cremona (127 euro), o nel Lazio, dove il servizio a Latina costa 279 euro, ben 140 euro in più rispetto a quanto si paga a Viterbo (139 euro). In media, in un anno la famiglia-tipo ha sostenuto nel 2007 una spesa di 217 euro con un aumento del 3,8% rispetto all'anno precedente.

Le città che hanno fatto registrare incrementi pari o superiori al 10% rispetto al 2006 sono 11, e ulteriori otto quelle che hanno fatto registrare incrementi pari o superiori al 20%: Pordenone (+30%), L'Aquila (+30%), Rieti (+29%), Trieste (+28%), Taranto (+26%), Ragusa (+25%), Siracusa (+24%), Cagliari (+20%). Così da gennaio 2000 a ottobre 2008 l'incremento registrato a livello di tariffe rifiuti è stato in media del 47,5%.

"Come dimostra il caso dei rifiuti, - sottolinea Giustino Trincia, responsabile politiche consumatori dell'associazione - l'escalation delle tariffe locali è ormai un fenomeno fuori controllo, del tutto ignorato da Governo e Parlamento che avrebbero potuto inserire nelle misure anticrisi il loro blocco per il 2009 e l'eliminazione della addizionale provinciale". Cittadinanzattiva propone quindi l'esenzione della Tarsu per tutti i beneficiari della social card.

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