lunedì 1 dicembre 2008

L'appello dei medici dell'ambiente nella Giornata mondiale contro l'incenerimento

Gli inceneritori sono pericolosi per la salute: lo ribadiscono i Medici per l'ambiente.
Andatevi a leggere le terrificanti statistiche sulla crescita dei tumori infantili in Italia.
Ah, dimenticavo! I Medici per l'ambiente sono poco attendibili perché disfattisti, terroristi e qualunquisti.

Meditate in particolare le parole del professor Lorenzo Tomatis , oncologo e ricercatore di fama mondiale, scomparso a 78 anni e unanimemente riconosciuto come colui che ha posto le basi scientifiche e metodologiche della cancerogenesi.

"La deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l' esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell' acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat".
[fonte Repubblica / Parma]

In occasione della giornata mondiale contro l'incenerimento dei rifiuti indetta per il primo dicembre 2008, la sezione locale dei Medici per l'Ambiente Isde Italia, sottolinea la propria posizione rispetto al tema tanto controverso e ne approfitta per ribadire il suo no alla costruzione del termovalorizzatore (leggasi: inceneritore) in città. Ecco il testo del loro comunicato:

In occasione della giornata mondiale contro l'incenerimento dei rifiuti indetta per il primo dicembre 2008, la sezione locale dei Medici per l'Ambiente Isde Italia, rispettando il principio presente nel proprio codice deontologico su tematiche ambiente e salute, vuole ricordare ancora una volta come la scelta di costruire un inceneritore da 130.000 tonnellate/anno anche a Parma, scelta che inciderà sulla qualità dell'ambiente locale e quindi sulla salute di chi lo abita, sia una decisione sbagliata e che va contro la logica della preservazione della materia.
Materia che a tutt'oggi, stante la crisi economica mondiale in corso, ha raggiunto per le diverse frazioni merceologiche costi elevatissimi. Solo un malinteso senso dello sviluppo economico può far ritenere che la politica dei rifiuti debba essere risolta con l'incenerimento. Esistono dati precisi in proposito, che dimostrano come in molti paesi d'Europa e del mondo tale metodica di trattamento sia in progressivo abbandono. In questi paesi si va in altra direzione sia per motivi economici che per motivi sanitario ambientali. L'Italia, come al solito, in ritardo su tutto, e con essa Parma intraprendono in modo pericolosamente insistente la via disastrosa dell'incenerimento.

La via maestra è quella di ridurre i rifiuti globalmente intesi, per poi praticare una raccolta differenziata porta a porta seria e puntuale (non quella del grande cassonetto - di fatto onnicomprensivo- lasciato ancora per le strade della città) in cui il cittadino sia chiamato ad una precisa responsabilità nel ben separare i rifiuti prodotti. responsabilità da parte della politica.
Arrivare al 90% della raccolta differenziata dei rifiuti non è utopia così come non lo è pensare ad una società nel 2020 capace di riciclare il 100% dei propri scarti.
Al contrario, pensare di avere un inceneritore sul cammino dei rifiuti significa doverlo far funzionare per oltre 25 anni, vanificando così implicitamente la raccolta differenziata dato che sono impianti che funzionano se si immettono carta e plastiche. A noi medici rimane - fino in fondo- la responsabilità di quantificare l'impatto sanitario prodotto da questa metodica. Lo facciamo oggi, lo faremo se necessario domani e ogni volta che la nostra coscienza professionale ci dirà che c'è una minaccia incombente nei confronti della salute dei cittadini. E la minaccia è sicura se solo pensiamo a quanto questi impianti producono in termini di emissioni tossiche. E allora il pensiero va subito ai recentissimi dati sull'incidenza di cancro nell' infanzia in Italia pubblicati dall'Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).

I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso, riferiti agli anni 1998-2002, sono mediamente aumentati del 2% all'anno, passando da 146.9 nuovi casi all'anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell'ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l'anno di età l' incremento è addirittura del 3.2% annuo. Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia ( 138 casi 1990-98), Svizzera ( 141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l'incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell' 1.6% vs un + 0.6% e così via. Dove trovare la risposta per spiegare questo triste primato dell'Italia?

Vogliamo allora ricordare le seguenti parole lasciate dal professor Lorenzo Tomatis , oncologo e ricercatore di fama mondiale, scomparso a 78 anni e unanimemente riconosciuto come colui che ha posto le basi scientifiche e metodologiche della cancerogenesi: "la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l' esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell' acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat".

Vogliamo pertanto ritornare sul richiamo alla attenzione, prudenza e precauzione per tutti coloro che hanno precise responsabilità nelle scelte per una corretta gestione dei rifiuti e richiedere una revisione delle scelte fatte fin ora. Non vogliamo un futuro nel quale qualcuno possa dire " se i medici sapevano perché hanno taciuto?".



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