giovedì 4 dicembre 2008

Le ecoballe di Napoli e l'inceneritore di Civitavecchia

Tanto per capire quante panzane (avvelenate) girano sugli inceneritori, vediamo un po' la polemica sul costruibile inceneritore di Civitavecchia.
In primo luogo, da dove spunta fuori?
I soldi fanno gola a tutti e sui rifiuti ce ne sono una marea, come hanno ben spiegato anche Saviano e gli altri giornalisti che hanno parlato dei rapporti d'oro tra camorra e rifiuti.
L'onorevole Tidei, che è stato sindaco di Civitavecchia, giustamente tutela i suoi concittadini e chiede notizie sull'inceneritore della sua città.
Scopriamo così che l'inceneritore brucerà i rifiuti di Roma (rimango della mia opinione: a quelli che sostengono che gli inceneritori non fanno male, consiglio di metterselo sotto casa un bell'inceneritore e poi ne riparliamo tra 10 anni).
Ma non basta: perché non bruciamo pure le ecoballe di Napoli, cioè quelle cose indegne dove c'è di tutto, compresi fanghi, rifiuti speciali e altre porcherie?
Riflettete italiani: valanghe di soldi per fare gli inceneritori, per non sviluppare la raccolta differenziata e per "promuovere lo sviluppo dei tumori nel nostro paese"; intanto, il governo nazionale pensa bene di risparmiare i soldi delle detrazioni del 55% sulle energie rinnovabili.
Vergogna!
Basta decidere che i soldi nostri (!) dei CIP-6 possono essere usati per finanziare la detrazione del 55% sugli interventi nostri di risparmio energetico (infissi con doppi verti, pannelli solari, caldaie a gas a basso consumo ecc.).
Invece i soldi nostri dei CIP-6 vanno ai Cerroni di turno per bruciare i nostri rifiuti, ricevere da noi altri soldi per bruciarli, e poi rivendersi l'energia prodotta con i nostro rifiuti.
Neanche Gambadilegno, Macchia Nera, Fantomas e Arsenio Lupin messi insieme sarebbero riusciti a fare di meglio!
[fonte TRC giornale - il giornale telematico di Civitavecchia]

Inceneritore di Civitavecchia.
Tidei: "Brucerà anche le ecoballe di Napoli?"


mercoledì 3 dicembre 2008 14:43

"L'eventuale inceneritore di Civitavecchia brucerà anche le ecoballe di Napoli, oltre che i rifiuti di Roma?".
Lo chiede l'onorevole Pietro Tidei al Ministro per l'Ambiente, Matteoli, attraverso un'interrogazione con richiesta di risposta scritta. Tidei sostiene di aver appreso la notizie del possibile incenerimento delle ecoballe di Napoli a Civitavecchia proprio da ambienti ministeriali e chiede conferma al riguardo proprio al responsabile del dicastero, ricordando che la città, dal 1949 ad oggi, ha già pagato un incalcolabile e altissimo tributo alle esigenze nazionali.

Interrogazione dell'On. Avv. Pietro Tidei all'on. Ministro dell'Ambiente con richiesta di risposta orale.

Premesso:

- che, sembra prossima la decisione a livello governativo di installare nella Centrale Elettrica di Torre Valdaliga Sud di Civitavecchia un inceneritore da impiantare nel IV Gruppo pronto e disponibile nella medesima centrale;

- che tale ipotesi suscita fortissima apprensione in tutti gli strati della popolazione, afflitta da molti anni dai pesanti effetti dannosi provocati dalle emissioni inquinanti, sia delle centrali elettriche sia dei fumi delle navi, sia degli scarichi di auto e di moto e che tale impressionante accumulo di inquinamenti ha provocato gravissime ripercussioni sulla salute delle popolazioni del comprensorio e ha recato danni gravissimi alla salubrità ambientale;

- che tale scelta deprecabile, deplorevole e disgraziata viene diffusamente già contestata e da ogni strato sociale si leva vibrante la protesta e la richiesta per impedire che sia portato a termine questo sciagurato progetto, che trasformerebbe Civitavecchia nella "pattumiera" del Lazio costretta a ricevere quotidiane tonnellate di "monnezza" provenienti dalla Capitale e da una vasta area di altri comuni;

- che da notizie apprese presso il Ministero dell'Ambiente non si esclude che l'inceneritore di Civitavecchia debba bruciare tutte le eco balle rimaste a Napoli e non più inviate in Germania, con la drammatica conseguenza che Civitavecchia assumerebbe le dimensioni di una "discarica" nazionale, decuplicando tutte le previsioni negative già considerate per le combustioni del Lazio;

tutto ciò premesso e considerato, il sottoscritto interroga l'On. Ministro dell'Ambiente per sapere:
1. se ritiene di poter confermare le notizie in premessa, con particolare riferimento a quelle riguardanti le eco balle provenienti da Napoli;
2. se non ritenga di dover intervenire con la necessaria urgenza in sede governativa per impedire la realizzazione di un tale progetto, gravido e foriero di sollevazioni popolari nel comprensorio di Civitavecchia, che ha già pagato dal 1949 ad oggi un altissimo e incalcolabile tributo per le esigenze nazionali.

On. Avv. Pietro Tidei
02.12.2008


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